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giugno 05, 2010

Shitahusa: erba di compagnia o pianta d'accompagnamento.

Le piante d'accompagnamento, anche se sembra che accompagnino il bonsai (da cui il nome) svolgono parecchie funzioni nell'abbinamento con i bonsai stessi.

La loro funzione principale è quella di accentuare il carattere della pianta a cui vengono affiancate nelle seguenti caratteristiche: movimento, profondità, linea, stagione, (rappresentano e accentuano il periodo dell'anno, ad es. composizione estiva, sassifraghe durante la fioritura; autunnale, gramigne; primavera, osmunda).

Esposizione.

Nell'esposizione, bonsai ed erba di compagnia devono convergere l'uno verso l'altra.

Bisogna essere attenti ad alternare i vari tipi d'erba di compagnia durante l'anno.

L'aggiunta di piantine d'accompagnamento dona naturalezza all'esposizione di bonsai; nella maniera tradizionale di esporli infatti ogni esemplare non è mai presentato da solo ma accompagnato da una piantina e dal KAKEMONO, un rotolo dipinto.

Questi tre elementi formano un triangolo dove il bonsai simboleggia l'uomo, la pittura il cielo e la piantina, la terra.

Per tale motivo è sempre presente idealmente il triangolo che equilibra l'esposizione.

Il bonsai è il soggetto principale, che deve stimolare un insieme di sentimenti o ispirare una scena in natura.
Le piantine o le erbacee, abbinate al bonsai, sono essenze che vivono in natura nelle stesse zone in cui cresce la specie che abbiamo usato per la formazione del bonsai.

Le piante d'accompagnamento testimoniano l'amore e l'osservali;: della natura; la loro scelta richiede molta sensibilità e la loro cura tante attenzioni.

La piantina complementare può essere formata da una sola essenza, che ricorda il prato di montagna, o di pianura. I contenitori di queste piantine sono piccoli vasi, bassi vassoi, pietre leggermente concave su cui poggia la massa tondeggiante della terra.


Terriccio.
La quantità è minima, data la dimensione del contenitore.

Per le piante che si presume saranno sempre esposte in vaso (SHITÀKUSA), si può usare dell'AKADAMA con altro terriccio simile a quello originario, sempre tenendo conto dell'importanza di un ottimo drenaggio. Nel caso di NEARAI è da preferirsi il KETO.

Nel momento in cui si richiama un ambiente umido e ricco, la terra in cui affondano le radici di festuche, giunchi, felci, aquilegie, fritillarie, è posta su di un velo d'acqua ed è trattenuta da una retina sottile nascosta da muschio perché non si sfasci.

Per questo tipo di composizione, senza vaso, s'inizia da una rete di plastica, attraverso la quale si fanno passare dei fili che serviranno per legare le piante; si preparano poi delle palle di torba e AKADAMA, che saranno il substrato delle piantine.
Si mette una palla di terriccio sulla rete, si dispone un gruppetto di piante, e infine si rifinisce con muschio a fibra lunga.

In alcuni bonsai è possibile utilizzare piante d'accompagnamento alla base del bonsai stesso, in modo che ricordi un vero e proprio ambiente naturale.

Per fare questo è sufficiente raccogliere delle piante selvatiche e scegliere le specie a radici corte che non possono entrare in competizione con quelle del bonsai.

Le piante d'accompagnamento si aggiungono prima di mettere l'ultimo strato di terriccio, praticando dei piccoli buchi che le accolgono; poi si copre con il terriccio e si ritinge con cuscinetti di muschio dalle differenti tonalità.

L'obiettivo non è nascondere i diretti del bonsai, ma aggiungere un tocco di bellezza alla superficie del terriccio alla quale spesso non si applicano che monotoni cuscinetti di muschio.

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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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