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agosto 07, 2026

Le migliori specie vegetali per realizzare un bonsai

Posted By: Fausto Baccino - agosto 07, 2026

4 plantas que son ideales para hacer un bonsái casero: trucos y secretos para no fallar

Realizzare un bonsai è un’arte che unisce botanica e creatività. La scelta della specie dipende molto da dove terrai la pianta (interno o esterno) e dal tuo livello di esperienza.

Ecco una selezione delle migliori specie suddivise per categoria:


1. Per Principianti (Resistenti e versatili)

Se sei alle prime armi, queste specie perdonano qualche piccolo errore di irrigazione o potatura.

  • Ficus Retusa (Ginseng): Probabilmente il più comune. È estremamente resistente, tollera bene la scarsa luce degli appartamenti e ha radici aeree molto decorative.

  • Olmo Cinese (Ulmus Parvifolia): È considerato il "re" dei principianti. Ha foglie piccole, cresce velocemente e risponde benissimo alla potatura. Può stare sia all'interno (in zone fresche) che all'esterno.

  • Crassula Ovata (Albero di Giada): Non è un albero ma una succulenta. Richiede pochissima acqua e pochissima manutenzione, perfetta per chi tende a dimenticare le innaffiature.

2. Da Esterno (Classici della tradizione)

Queste piante hanno bisogno del cambio di stagione e del freddo invernale per prosperare.

  • Acero Palmato (Acer Palmatum): Celebre per i suoi colori autunnali spettacolari (rosso, arancio, giallo). Richiede attenzione all'esposizione al sole e al vento per non bruciare le foglie delicate.

  • Ginepro (Juniperus): Il classico bonsai giapponese dal look "antico". È perfetto per imparare le tecniche di modellatura con il filo metallico e la creazione di legno secco (Jin e Shari).

  • Pino Pentaphylla (Pino Bianco): Un simbolo di longevità. È una specie più impegnativa che richiede una gestione specifica della crescita degli aghi, ideale per chi ha già un po' di esperienza.

3. Specie da Fiore e Frutto

Per chi cerca un impatto estetico stagionale.

  • Azalea (Satsuki): Produce fioriture incredibili e fitte. Richiede un terreno acido (kanuma) e cure specifiche per la fioritura.

  • Melo Selvatico (Malus): Molto gratificante perché produce piccoli fiori bianchi/rosa in primavera e mini-mele colorate in autunno.

  • Olivo (Olea Europaea): Tipico del Mediterraneo. Cresce lentamente, è molto longevo e ha una corteccia affascinante che lo fa sembrare secolare anche in dimensioni ridotte.


Tabella Riassuntiva per la Scelta

Specie
Difficoltà
Posizione
Caratteristica Principale

Ficus
Bassa
Interno
Radici aeree, indistruttibile

Olmo Cinese
Bassa
Interno/Esterno
Crescita rapida, foglie piccole

Acero Palmato
Media
Esterno
Colori autunnali incredibili

Ginepro
Media
Esterno
Modellabile con filo e legni secchi

Azalea
Alta
Esterno
Fioriture spettacolari


Un consiglio importante

Prima di acquistare, valuta lo spazio a disposizione: se non hai un balcone o un giardino, orientati decisamente su un Ficus o una Carmona, poiché le specie da esterno soffrono molto (e spesso muoiono) all'interno delle case riscaldate.

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luglio 31, 2026

Le 10 specie di bonsai più antiche

Posted By: Fausto Baccino - luglio 31, 2026

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Determinar cuáles son los 10 bonsáis más antiguos del mundo es fascinante, ya que estos árboles son verdaderos monumentos vivos que han sobrevivido a guerras, desastres naturales y generaciones de cuidadores. La mayoría de estos ejemplares se encuentran en Japón e Italia.

Aquí tienes la lista de los especímenes más longevos y célebres conocidos hasta hoy:


Los 10 Bonsáis más Antiguos del Mundo

#
Especie
Edad Estimada (Años)
Ubicación

1
Ficus retusa Linn
1,000+
Museo Crespi (Italia)

2
Juniperus chinensis (Enebro)
1,000
Vivero Mansei-en (Japón)

3
Juniperus chinensis (Enebro)
1,000
Jardín de Shunka-en (Japón)

4
Juniperus chinensis
800
Jardín de Shunka-en (Japón)

5
Pinus parviflora (Pino Blanco)
500+
Palacio Imperial (Japón)

6
Pinus parviflora (Yamaki Pine)
400
Arboretum Nacional (EE. UU.)

7
Pinus thunbergii (Pino Negro)
400
Jardín Happo-en (Japón)

8
Pinus parviflora
400
Museo de Omiya (Japón)

9
Pinus pentaphylla
350
Colección Real (Japón)

10
Acer palmatum (Arce Japonés)
150+
Diversas colecciones imperiales


Detalles de los ejemplares más icónicos
  • El Ficus del Museo Crespi (Italia): Es considerado el bonsái más antiguo del mundo. Llegó a Italia en 1986 después de años de negociaciones. Se encuentra en una enorme vasija de cerámica que es, en sí misma, una obra de arte.

  • Los Enebros de Mansei-en y Shunka-en: Estos árboles fueron recolectados de la naturaleza (técnica conocida como Yamadori). Su edad es una estimación basada en su tronco y corteza, ya que han vivido siglos antes de ser entrenados como bonsái.

  • El Pino Yamaki (Sobreviviente de Hiroshima): Este pino blanco es famoso no solo por sus 400 años, sino porque estaba a solo 3 kilómetros de la explosión de la bomba atómica en Hiroshima en 1945. El árbol y la familia Yamaki sobrevivieron, y más tarde fue donado a los Estados Unidos como regalo de paz.

  • Sandai-Shogun-no-matsu: Este pino pentaphylla tiene más de 500 años y es un Tesoro Nacional de Japón. Su nombre proviene del Shogun Tokugawa Iemitsu, quien lo adquirió cuando el árbol ya tenía al menos 200 años de edad.

¿Por qué duran tanto?

A diferencia de un árbol en la naturaleza, un bonsái recibe cuidados diarios: riego controlado, fertilización precisa, poda de raíces para renovar su sistema vascular y protección contra plagas. Esto permite que superen con creces la esperanza de vida de sus parientes en el bosque.

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luglio 24, 2026

Le 10 specie di bonsai più belle

Posted By: Fausto Baccino - luglio 24, 2026

Scegliere le specie "più belle" per un bonsai è soggettivo, ma nel mondo del collezionismo esistono alcune varietà che sono considerate dei veri e propri capolavori viventi per la loro estetica, la capacità di miniaturizzazione e il fascino storico.

Ecco le 10 specie di bonsai più apprezzate e spettacolari:

1. Acero Giapponese (Acer palmatum)

È forse il bonsai più amato per i suoi colori cangianti. Le foglie palmate passano dal verde brillante o rosso tenero della primavera all'arancione fuoco e porpora dell'autunno.

  • Punto di forza: L'incredibile variazione cromatica stagionale.

2. Ginepro (Juniperus)

I ginepri sono i re dello stile "drammatico". Grazie al contrasto tra la legna viva (rossastra) e la legna morta (Jin e Shari), sembrano alberi millenari che hanno lottato contro le intemperie in alta montagna.

  • Punto di forza: La longevità e la plasticità dei rami.

3. Pino Nero Giapponese (Pinus thunbergii)

Considerato il "re dei bonsai" in Giappone. È un albero maschile, potente, con una corteccia rugosa che trasmette un senso di forza e antichità.

  • Punto di forza: Il carattere maestoso e la corteccia fessurata.

4. Azalea (Rhododendron indicum / Satsuki)

Se ami i fiori, l'Azalea Satsuki è imbattibile. Durante la fioritura, l'albero si ricopre completamente di petali dai colori vivaci, spesso con diverse sfumature sullo stesso ramo.

  • Punto di forza: La fioritura esplosiva e scenografica.

5. Ficus Retusa / Ginseng

Ideale per chi inizia, ma di grande bellezza se coltivato con cura. È una pianta tropicale che sviluppa radici aeree affascinanti che scendono dai rami verso il terreno.

  • Punto di forza: La facilità di cura e le radici aeree scultoree.


6. Olmo Cinese (Ulmus parvifolia)

Molto apprezzato per la sua ramificazione finissima e le foglie piccole e proporzionate. È una pianta elegante che risponde benissimo alla potatura.

  • Punto di forza: La ramificazione fitta e la resistenza.

7. Larice (Larix)

Il larice è una delle poche conifere decidue: perde gli aghi in inverno dopo che sono diventati di un giallo oro spettacolare. In primavera, i nuovi germogli verde tenero sono incantevoli.

  • Punto di forza: Il contrasto tra il tronco grigio e il fogliame dorato autunnale.

8. Glicine (Wisteria)

Un bonsai di Glicine in fiore è uno spettacolo raro. I lunghi grappoli di fiori profumati (viola o bianchi) che pendono dai rami creano un effetto magico e romantico.

  • Punto di forza: I profumatissimi grappoli di fiori pendenti.

9. Melo da Fiore (Malus)

Questa specie offre bellezza in ogni stagione: fiori delicati in primavera e piccoli frutti colorati (mele in miniatura) che rimangono sui rami anche dopo la caduta delle foglie in inverno.

  • Punto di forza: I piccoli frutti rossi o gialli molto decorativi.

10. Carpino (Carpinus)

Ricercato per la sua eleganza sobria. Ha una corteccia grigio liscia e foglie con venature molto marcate che assumono splendidi toni caldi in autunno.

  • Punto di forza: La struttura delicata e il fascino del sottobosco.


Nota per i principianti: Se è la tua prima esperienza, il Ficus o l'Olmo Cinese sono i migliori per imparare. Se invece cerchi una sfida estetica avanzata, il Pino Nero o l'Acero sono i traguardi più ambiti.

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luglio 17, 2026

Il Prunus persica, e caratterizzato da foglie ovali dal margine leggermente seghettato.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 17, 2026

Il Prunus persica, comunemente noto come Pesco, è una specie caducifoglie da frutto. È caratterizzato da foglie ovali dal margine leggermente seghettato, fioritura primaverile abbondante di colore bianco, e un elegante tronco rugoso. Produce un frutto carnoso con un nocciolo al suo interno, chiamato pesca, ma può anche produrre la pesca noce, con la pelle liscia e priva di peluria. È una specie rustica, preferisce i climi temperati e teme i ristagni d'acqua. La sua resistenza la rende una scelta interessante.per gli amanti dei bonsai fruttiferi.
Collocazione
Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue..
Annaffiatura
La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.
Rinvaso
Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.
Potatura
Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.
Pinzatura
Il Prunus persica necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.
Avvolgimento
È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.
Concimazione
Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.
Cure
I parassiti più comuni che possono colpire il Prunus persica sono: afidi, cocciniglie e ragnetto rosso.

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luglio 11, 2026

Il Prunus padus, è un bonsai noto per i suoi fiori bianchi, profumati e raccolti in grappoli penduli

Posted By: Fausto Baccino - luglio 11, 2026

Il Prunus padus, è un bonsai caducifoglie da frutto, noto per i suoi fiori bianchi, profumati e raccolti in grappoli penduli e per le sue bacche nere. Questo bonsai da esterno è apprezzato per le foglie ellittiche di colore verde scuro che in autunno si tingono di una colorazione giallo-rossa, l'eleganza e la crescita compatta lo rendono un elemento di grande fascino naturale.

Collocazione
Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.
Annaffiatura
La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causarne l'appassimento.
Rinvaso
Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.
Potatura
Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e bacche, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.
Pinzatura
Il Prunus padus necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.
Avvolgimento
È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.
Concimazione
Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.
Cure
Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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luglio 03, 2026

Il Prunus okame é un'ottima scelta per i bonsai grazie alla sua abbondante fioritura precoce.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 03, 2026


Il Prunus okame è un bonsai caducifoglie da fiore. Si presta come varietà ornamentale per la sua spettacolare fioritura primaverile di piccoli fiori rosa brillante e per le sue foglie ovali seghettate verdi scuro, che in autunno si colorano di tonalità arancioni e rosse.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi, posizionandola a mezz'ombra. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causarne l'appassimento.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus okame necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

fonte

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giugno 30, 2026

Come variare le date di esecuzione del Mekiri nei pini in base al clima locale e alla forza dei singoli rami?

Posted By: Fausto Baccino - giugno 30, 2026

Mekiri e Tambaoo su pino nero shohin – Hiryuen

Variare la data di esecuzione del Mekiri significa gestire una sola risorsa fondamentale: il numero di giorni di caldo rimanenti prima dell'autunno.

Più giorni di sviluppo si concedono alla seconda cacciata, più gli aghi della seconda vegetazione cresceranno lunghi e le gemme diventeranno forti; al contrario, meno giorni si concedono, più gli aghi rimarranno corti e compatti.

1. Variazione in base al Clima Locale

Le date del Mekiri vanno adattate alla durata della stagione vegetativa della tua zona geografica.

  • Clima Caldo / Estati Lunghe (es. Sud Italia, zone costiere)

    • Finestra di esecuzione: Metà Luglio – Fine Luglio

    • Motivazione: La stagione vegetativa dura fino a fine ottobre o inizio novembre. Se il Mekiri venisse eseguito troppo presto (es. inizio giugno), la seconda cacciata avrebbe a disposizione oltre 4 mesi di caldo e produrrebbe aghi di nuovo molto lunghi, vanificando la tecnica.

  • Clima Temperato (es. Centro Italia, Pianura Padana)

    • Finestra di esecuzione: Fine Giugno – Inizio Luglio

    • Motivazione: È la finestra temporale classica riportata nei manuali tradizionali, calibrata su circa 90-100 giorni utili di crescita prima della stasi autunno-invernale.

  • Clima Freddo / Estati Brevi (es. Nord Italia, zone montane o pedemontane)

    • Finestra di esecuzione: Inizio Giugno – Metà Giugno

    • Motivazione: I primi freddi arrivano a fine settembre o inizio ottobre. Eseguire il Mekiri a luglio inoltrato comporterebbe il rischio che le seconde gemme non riescano ad aprirsi in tempo o non maturino a sufficienza per superare le prime gelate invernali.

2. Variazione in base alla Forza dei Rami (Mekiri Scalato)

I pini presentano una forte dominanza apicale: l'apice e la parte esterna della chioma assorbono gran parte dell'energia, mentre i rami bassi ed interni tendono ad indebolirsi.

Per bilanciare la vigoria dell'albero si applica il Mekiri differenziato (in 2 o 3 fasi) a distanza di 7–14 giorni l'una dall'altra:

[FASE 1: Rami Deboli] ---> (attesa 7-10 gg) ---> [FASE 2: Rami Forti/Apice]
  └> Più tempo per crescere                        └> Meno tempo per crescere
Protocollo di Taglio Differenziato
  1. Fase 1 — Rami Deboli (Zona bassa e interna):

    • Quando: Tagliati per primi (all'inizio della finestra climatica prevista).

    • Scopo: Avere 10-14 giorni di vantaggio per la seconda cacciata garantisce a questi rami più tempo per sviluppare aghi e accumulare energia prima del freddo.

  2. Fase 2 — Rami di Media Forza:

    • Quando: Tagliati circa 5-7 giorni dopo la prima fase.

  3. Fase 3 — Rami Forti ed Apice:

    • Quando: Tagliati per ultimi (circa 10-14 giorni dopo i rami deboli).

    • Scopo: Privare i rami dominanti di due settimane di crescita estiva ne riduce la vigoria, costringendoli a fare aghi molto piccoli e livellando la forza dell'intera chioma.

Regola di Sicurezza (Rami Molto Deboli): Se un ramo basso è visibilmente sofferente o ha candele troppo sottili, non deve subire alcun Mekiri. La candela primaverile va lasciata intatta per permettere al ramo di recuperare forza durante l'anno.

Tabella di Sintesi Integrata

Zona Climatica
1° Taglio: Rami Deboli
2° Taglio: Rami Medi
3° Taglio: Rami Forti / Apice

Clima Freddo / Breve
~1 – 5 Giugno
~8 – 12 Giugno
~15 – 20 Giugno

Clima Temperato
~20 – 25 Giugno
~28 Giugno – 2 Luglio
~5 – 10 Luglio

Clima Caldo / Lungo
~5 – 10 Luglio
~12 – 18 Luglio
~20 – 28 Luglio

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giugno 26, 2026

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea è sicuramente una delle specie più amate come bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - giugno 26, 2026

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea, ma soprattutto diffuso in Giappone (dove è considerato un albero portafortuna), è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose. Fiorisce infatti abbondantemente già verso la fineè sicuramente una delle specie più amate dell'inverno e i suoi fiori leggeri creano uno splendido contrasto con il tronco rugoso e dal piacevole aspetto vetusto. Poiché trattasi di una specie che risponde bene alla potatura e vegeta vigorosamente, costituisce un materiale piuttosto semplice da formare, quindi è l'ideale anche per i principianti. La sua formazione come bonsai è estremamente gratificante non solo per la fioritura, ma anche per il fascino dell'aspetto d'insieme, il portamento e la distribuzione dei rami. In Oriente si trovano anche molte cultivar che non sono diffuse in Occidente. In Italia cresce spontaneo il Prunus spinosa, che come bonsai rappresenta un’eccellente alternativa alla specie giapponese. È adatto a tutti gli stili, eccetto l’eretto formale e quello a scopa.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus mume necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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giugno 23, 2026

Come coordinare la concimazione e la pinzettatura delle candele (Metsumi/Mekiri) nei pini per ridurre la lunghezza degli aghi?

Posted By: Fausto Baccino - giugno 23, 2026

Oggi vediamo insieme come eseguire il #mekiri ad uno dei nostri pini neri   #bonsai #bonsaitree #japan

Coordinare la concimazione con il Metsumi (spizzicatura/spezzamento delle candele primaverili) e il Mekiri (taglio estivo della candela per la seconda cacciata) è l'unico modo efficace per ridurre la lunghezza degli aghi nei pini.

La regola biologica fondamentale è: la lunghezza dell'ago è direttamente proporzionale all'Azoto disponibile nel terreno durante il periodo di allungamento dell'ago stesso.

Prima di applicare la tecnica, occorre distinguere tra le due grandi famiglie di pini utilizzati nel bonsai:

1. Pini a Doppia Cacciata (es. Pino Nero - Pinus thunbergii, Pino Rosso - Pinus densiflora)

Queste specie hanno la capacità di produrre due cacciate di gemme nello stesso anno. La riduzione degli aghi si ottiene eliminando la prima cacciata primaverile per forzare una seconda cacciata estiva, che crescerà in una finestra temporale più breve producendo aghi naturalmente più corti.

Cronoprogramma di Coordinamento (Mekiri)
  • Autunno (Anno precedente) — Massima Carica Nutritiva:

    • Azione: Concimazione organica costante e abbondante (NPK bilanciato o ricco in PK).

    • Scopo: Creare riserve di zuccheri nel tronco e nelle radici. Senza questa forza accumulata in autunno, il pino non supererà il taglio estivo (Mekiri).

  • Primavera (Marzo – Maggio) — Pausa dall'Azoto:

    • Azione: Rimuovi ogni traccia di concime organico e non somministrare liquidi azotati mentre le candele primaverili si allungano.

    • Scopo: Evitare che la prima cacciata assorba azoto spingendo aghi giganti e spessi.

  • Inizio Estate (Giugno / Inizio Luglio) — Mekiri (Taglio delle candele):

    • Azione: Rimuovi i panetti organici 2-3 settimane prima. Con forbici affilate, taglia alla base l'intera candela primaverile sviluppata.

    • Scopo: Azzerare la prima vegetazione e stimolare le gemme avventizie alla base del taglio.

  • Luglio — Fase di Attesa (Zero Concime):

    • Azione: Mantieni la pianta al sole senza concimare finché non compaiono i primi "punti rossi" (le nuove gemme estive della seconda cacciata).

  • Fine Luglio – Ottobre — Spinta per la Seconda Cacciata:

    • Azione: Appena le nuove gemme si aprono, riprendi una concimazione organica abbondante.

    • Risultato: Essendo la stagione calda già avanzata, le candele della seconda cacciata svilupperanno aghi corti, sottili e perfettamente proporzionati, pur ricevendo il nutrimento necessario per irrobustirsi prima dell'inverno.

2. Pini a Singola Cacciata (es. Pino Pentaphylla - Pinus parviflora, Pino Silvestre - Pinus sylvestris)

Queste specie NON sopportano il Mekiri (il taglio drastico della candela estiva ne causerebbe il deperimento o la morte del ramo). Si interviene unicamente con il Metsumi (accorciamento manuale della candela primaverile prima che apra gli aghi).

Cronoprogramma di Coordinamento (Metsumi)
  • Autunno — Carica Nutritiva:

    • Concimazione organica intensa per accumulare riserve invernali.

  • Primavera (Aprile – Maggio) — Metsumi e Pausa Nutritiva:

    • Azione idrica/nutritiva: Nessun concime azotato durante l'allungamento delle candele.

    • Metsumi: Quando le candele primaverili si sono allungate ("fase a candela di cera") ma prima che gli aghi fuoriescano dalla guaina, spezza con le dita la candela riducendola a 1/3 o 1/2 della sua lunghezza (accorciando di più le candele forti in alto e lasciando intatte o quasi quelle deboli in basso per riequilibrare l'albero).

  • Tarda Estate (Luglio – Agosto) — Indurimento Aghi:

    • Riprendi la concimazione leggera solo quando i nuovi aghi della candela spizzicata si sono completamente induriti e hanno assunto la colorazione definitiva.

Tabella sintetica di confronto

Operazione
Pini a Doppia Cacciata (Pino Nero/Rosso)
Pini a Singola Cacciata (Silvestre/Pentaphylla)

Tecnica applicata
Mekiri (taglio completo della candela a giugno/luglio)
Metsumi (spezzamento a 1/3 - 1/2 della candela a maggio)

Concime in Primavera
STOP totale fino alla comparsa delle seconde gemme
STOP totale finché gli aghi della candela non sono induriti

Concime in Estate
Forte carica organica subito dopo l'uscita delle seconde gemme
Concimazione moderata da metà luglio

Concime in Autunno
Massimo apporto nutritivo per sostenere il ciclo dell'anno dopo
Massimo apporto nutritivo per sostenere il ciclo dell'anno dopo

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giugno 19, 2026

Il Prunus mahaleb, noto come Ciliegio Canino, è un bonsai caducifoglie da fiore e frutto

Posted By: Fausto Baccino - giugno 19, 2026

Il Prunus mahaleb, noto come Ciliegio Canino, è un bonsai caducifoglie da fiore e frutto. Presenta tronco sinuoso, fioritura bianca dal gradevole profumo e foglie che d'autunno assumono splendide colorazioni gialle. Questa specie produce piccoli frutti nerastri, inizialmente verdi molto apprezzati dai volatili. Questi bonsai, molto resistenti, rispondono bene alle tecniche bonsaistiche e nel tempo sono capaci di diventare esemplari centenario nel tempo.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus mahaleb necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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