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luglio 18, 2018

La specie di Larix maggiormente utilizzata per la coltivazione a bonsai è quella giapponese denominata kaempferi.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 18, 2018

Il Larix come bonsai.

La specie maggiormente utilizzata per la coltivazione a bonsai è quella giapponese denominata kaempferi. Il suo impiego in arte bonsai si è ormai ampiamente diffuso anche nel nostro continente poiché questa pianta, rispetto alle nostre specie autoctone, ha una maggiore vigoria ed una conseguente notevole rapidità di crescita. È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai sia per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, sia per le sue caratteristiche estetiche: i suoi germogli hanno un deciso colore rosso-violaceo, inoltre la tonalità grigio-verde delle sue foglie aghiformi fa apparire l’insieme di un caratteristico colore azzurrognolo; le piccole pigne sono sormontate da scaglie riflesse. Essendo una conifera a foglia caduca, in forma bonsai, alla caduta degli aghi, manifesta tutto il suo fascino mettendo in luce il suo tronco rugoso, squamato, dall’aspetto vetusto, con ramificazioni fini e internodi corti. Anche la vasta gamma di stili in cui è possibile formarlo, ossia tutti quelli generalmente utilizzati ad eccezione dello stile a scopa, costituisce un ulteriore stimolo per la coltivazione di questa specie a bonsai.

larix-decidua

Esposizione.

Il Larice cresce bene in zone fresche e ventilate. Ama particolarmente la luce del sole ad esclusione di quella intensa dell’estate: gli aghi bruciati dai raggi troppo intensi rappresentano l’inconveniente principale di coltivazione di questa specie. Come tutte le piante trae beneficio da una collocazione che ricrei le tipiche condizioni ambientali del suo habitat naturale: solo se sottoposto a climi freddi e secchi dà origine ad una chioma compatta e formata da aghi corti; se posto invece in ambienti caldi e umidi, gli aghi si presentano lunghi e deboli. Pur essendo un albero originario di zone a clima freddo, se posto in vaso, durante l’inverno, va garantita una certa protezione dell’apparato radicale dalle gelate, ad esempio coprendo il vaso con foglie, segatura o sfagno.

Annaffiatura.

In primavera e in estate deve essere abbondante. Poiché il Larice non ama i ristagni d’acqua, è necessario controllare il drenaggio costantemente, in modo che non si verifichi una marcescenza radicale. Durante l’inverno le somministrazioni vanno diradate facendo attenzione, però, che il terreno non si asciughi mai completamente.

Terreno.

Si raccomanda l’utilizzo di un terriccio ben drenato composto da 80% di akadama e 20% di ghiaia, facendo attenzione ad annaffiare frequentemente durante il periodo estivo.

Rinvaso.

Generalmente il trapianto va effettuato ogni 4-5 anni sugli esemplari maturi e almeno ogni 2-3 anni su quelli più giovani. Il periodo ideale è l’inizio della primavera non appena le gemme iniziano a gonfiarsi, effettuando una potatura delle grosse radici capillari e riducendole al massimo di un terzo.

Potatura.

Le potature di mantenimento e di formazione vanno effettuate esclusivamente in inverno, quando i rami sono spogli. In questa stagione è possibile anche lavorare la legna secca, che per il Larice costituisce una caratteristica propria della specie e al quale conferisce un fascino particolare. Si consiglia di non potare mai precipitosamente tutti i rami che non rientrano nella silhouette della pianta: come ogni conifera, questa specie, soprattutto negli esemplari maturi, dà luogo con difficoltà a nuove ramificazioni, quindi ci si potrebbe pentire di non avere più a disposizione rami in zone strategiche per il nuovo disegno della pianta.

Pinzatura.

La pinzatura dei nuovi germogli va eseguita costantemente durante tutta la stagione vegetativa, mantenendo 1-2 gemme nuove, ossia circa 2-3 cm di crescita. Per non correre alcun rischio è meglio eseguire l’intervento utilizzando solo le dita. Mentre si effettua la cimatura delle gemme è consigliabile eliminare anche gli eventuali getti avventizi che dovessero formarsi sul tronco.

Avvolgimento.

L’applicazione del filo, che va effettuata in inverno, è una costante che deve seguire tutta la vita del bonsai di Larice poiché il suo legno, essendo molto flessibile, perde in breve tempo la forma. Bisogna tener presente, però, che la corteccia di questa pianta è piuttosto delicata, di conseguenza il filo, al fine di non danneggiarla, dovrà essere rivestito con carta adesiva e avvolto facendo attenzione a non bloccare il passaggio della linfa.

Concimazione.

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure.

Se si rispettano le necessità di questa pianta relative soprattutto a esposizione e annaffiatura, difficilmente si andrà incontro a problemi fitopatologici. È bene tener presente, però, che il Larice è soggetto ad alcune patologie: una delle più diffuse è rappresentata dall’attacco di afidi lanigeri, che può essere facilmente evitato attraverso un’adeguata disinfezione preventiva invernale-primaverile. Altri agenti che possono intaccare la salute di questa pianta sono acari e ragnetti rossi che colpiscono le foglie in primavera, mostrando i sintomi solo in estate: in questo caso occorre intervenire per tempo con prodotti chimici specifici. Le radici possono essere soggette ad attacchi fungini se il terreno non è ben drenato.

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luglio 09, 2018

Lo Juniperus rigida è divenuta una delle specie più ricercate ed apprezzate a livello bonsaistico.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 09, 2018

Sicuramente nell’arte bonsai i Ginepri sono tra le piante maggiormente utilizzate: in Giappone e in Cina, lo Juniperus rigida e lo Juniperus chinensis, costituiscono addirittura gruppi a sé stanti nelle esposizioni e nelle collezioni e questo sia per il gran numero di esemplari esposti, sia per la bellezza che li distingue.

Anche nel nostro Paese sono particolarmente diffusi poiché, grazie alla loro adattabilità alle più svariate condizioni, sono piante ideali per la coltivazione a bonsai.

Rispondono bene a tutte le tecniche, in modo particolare a quelle legate alla lavorazione della legna secca con le quali gli alberi assumono un carattere forte e suggestivo.

A causa della loro lenta crescita i risultati della coltivazione affiorano col tempo, ma attenendosi alle regole di coltivazione e applicando correttamente le tecniche, si otterranno esemplari dalle qualità eccezionali.

juniperus-rigida


Originario di Cina, Giappone e Mongolia, ha caratteristiche diverse a seconda dell'età: nelle piante giovani le foglie sono aghiformi, lunghe, chiare e compatte; nelle piante adulte sono piccole e squamiformi. Sul tronco bruno rossastro la corteccia si sfalda facilmente. Le bacche sono blu-verdognole prima della maturazione, e brune quando maturano.

Sopporta bene sia il caldo che il freddo, e buona resistenza al gelo. Ama posizioni ariose e teme i luoghi poco ventilati. Fondamentale anche un ottimo drenaggio.

Spesso utilizzata come pianta ornamentale nei templi in Giappone e anche divenuta una delle specie più ricercate ed apprezzate a livello bonsaistico.

Esposizione.

La sua collocazione ideale, come facilmente intuibile, è esterna, in luogo ben ventilato e soleggiato. Va protetto unicamente dagli eccessi di calore e dal freddo molto intenso. Difficilmente queste piante presenteranno problemi dovuti alle condizioni atmosferiche, poiché in natura si sviluppano anche in zone particolarmente impervie, sottoposte alle più avverse condizioni climatiche, che anziché danneggiarle, ne esaltano il loro particolare carattere forte e maturo.


Annaffiatura.

La terra deve rimanere sempre leggermente umida, evitando sia di annaffiare eccessivamente, sia di far mancare l’acqua. È utile applicare anche una vaporizzazione quotidiana sugli aghi e sui rami, preferibilmente nelle prime ore della giornata, o verso mezzogiorno in inverno. Attenzione a non lasciarsi ingannare dal fatto che in natura vivano in terreni quasi aridi, i Ginepri hanno sempre bisogno di una certa umidità per crescere in modo vigoroso.
Terreno

L’akadama può sicuramente essere considerata come il terriccio migliore per questa specie.


Rinvaso

L’epoca ideale per trapiantare i Ginepri è la metà primavera, nel momento in cui le gemme iniziano a gonfiarsi. Le piante giovani, in fase di crescita, si trapiantano ogni 2 anni, mentre quelle già formate ogni 4/5 anni. In entrambi i casi, durante la potatura delle radici bisogna intervenire con molta cura su quelle fini per non comprometterne il loro importantissimo sviluppo.


Potatura.

Bisogna distinguere due tipi di potatura: quella di formazione e quella di mantenimento. Nel primo caso la potatura serve per eliminare tutte le crescite indesiderate, per mantenere uno sviluppo ed un equilibrio armonico delle diverse parti, in base alla forma che si intende raggiungere. La potatura drastica dei rami primari si può effettuare durante i mesi di riposo vegetativo, soprattutto tra febbraio e marzo del terzo o quarto anno di vita della pianta. Alla potatura drastica è comunque sempre preferibile quella graduale e progressiva. La potatura di mantenimento di un Ginepro ben formato consiste essenzialmente nell’eliminare tutti i germogli che nascono sul tronco e nell’accorciare quelli sui rami principali. Quando si vuole ringiovanire una parte della pianta, si mantengono uno o più germogli nuovi.


Pinzatura.

I Ginepri vegetano continuamente dall’inizio della primavera fino all’autunno, pertanto bisogna pinzare durante tutta la stagione di crescita. Dirigendo il vigore dell’albero verso l’interno, si ottengono palchi folti di vegetazione in breve tempo. Per quanto riguarda i Ginepri ad aghi, si pinza tirando con la punta delle dita il cuore del nuovo germoglio quando si presenta a forma di pignetta.


Avvolgimento.

Il processo di formazione si completa mediante l’avvolgimento, che si effettua con filo di alluminio ramato o di rame (se si ha una certa esperienza), da applicare direttamente sulla corteccia se il ramo non è molto rigido; in caso contrario è meglio prevedere una protezione, avvolgendo prima la ramificazione, sui cui va applicato il filo, con della rafia inumidita. L’epoca adatta per questa operazione è l’inverno (da ottobre a febbraio). Il filo può essere lasciato anche per lungo tempo, ma va rimosso tempestivamente non appena comincia ad incidere la corteccia per evitare che poi si formino antiestetiche cicatrici.


Concimazione.

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro.

Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.


Cure.

I Ginepri sono piante generalmente forti, non particolarmente soggette ad attacchi parassitari. Bisogna in ogni caso fare attenzione ad afidi, cocciniglia e ragnetto rosso, cercando di prevenire eventuali attacchi attraverso una collocazione ottimale (luminosa e ventilata) e con frequenti nebulizzazioni della vegetazione.


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maggio 24, 2018

GDPR ultima chiamata, ecco la guida agli adempimenti per la privacy e direttiva del Garante.

Posted By: Fausto Baccino - maggio 24, 2018

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fonte: IpCeI

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Il Jasminum nudiflorum come bonsai. Sebbene il Gelsomino non abbia alcuna controindicazione per essere educato a bonsai, e nonostante in climi temperati possa dare grandi soddisfazioni nella coltivazione, non ha ancora avuto quella ampia diffusione che invece meriterebbe viste le sue straordinarie qualità. Fra le specie più adatte per essere impiegate in arte bonsai vi è quella giapponese dal fiore giallo: il Jasminum nudiflorum, meglio conosciuto come Gelsomino d’inverno. Altre specie particolarmente appropriate allo scopo sono il Jasminum polyanthum a fiore bianco e il Jasminum primulinum...

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L’AGRIFOGLIO È UNO DEGLI ALBERI DA FRUTTO PIÙ FACILI ED ELEGANTI DA FORMARE A BONSAI.

POSTED BY: FAUSTO BACCINO - MARZO 03, 2017

L'Ilex come bonsai. L’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai. Essendo, come già accennato, una specie dioica, i fiori maschili e femminili compaiono su piante diverse: gli alberi che portano i fiori maschili sono caratterizzati da una maggiore delicatezza dei fiori e della ramificazione, ma solo quelli femminili producono il frutto. Altro pregio di questa specie è la spettacolare fioritura e l’adattabilità a tutti gli stili bonsai, rendendola una pianta particolarmente apprezzata da numerosi appassionati. Le varietà più utilizzate sono l’Ilex crenata,...

IL JUNIPERUS CHINENSIS È UN GENERE DI ARBUSTI DI CONIFERE MOLTO POPOLARE COME BONSAI.

POSTED BY: FAUSTO BACCINO - NOVEMBRE 23, 2017

Sicuramente nell’arte bonsai i Ginepri sono tra le piante maggiormente utilizzate: in Giappone e in Cina, lo Juniperus rigida e lo Juniperus chinensis, costituiscono addirittura gruppi a sé stanti nelle esposizioni e nelle collezioni e questo sia per il gran numero di esemplari esposti, sia per la bellezza che li distingue. Anche nel nostro Paese sono particolarmente diffusi poiché, grazie alla loro adattabilità alle più svariate condizioni, sono piante ideali per la coltivazione a bonsai. Rispondono bene a tutte le tecniche, in modo particolare a quelle legate alla lavorazione della legna secca...

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IL LAGERSTROEMIA È UN PICCOLO ALBERO ABBASTANZA APPREZZATO COME PIANTA DA BONSAI.

POSTED BY: FAUSTO BACCINO - AGOSTO 24, 2017

Piccolo albero dalla fioritura estiva, adatto anche ai piccoli giardini, la lagerstroemia è apprezzata principalmente per la sua fioritura e per il suo ottimo portamento. In questo tipo di coltivazione oltre che per la fioritura, la pianta è interessante per la decorativa corteccia che si stacca in lunghe strisce, scoprendo un tronco grigio con zone rosa e marrone. Questa qualità corticale è apprezzabile per tutto l’anno e il suo momento migliore è l’inverno, quando la maggior parte degli altri bonsai fioriferi non offrono particolari attrattive. Viene modellata soprattutto negli stili eretto,...

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novembre 23, 2017

Il Juniperus chinensis è un genere di arbusti di conifere molto popolare come Bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - novembre 23, 2017
Sicuramente nell’arte bonsai i Ginepri sono tra le piante maggiormente utilizzate: in Giappone e in Cina, lo Juniperus rigida e lo Juniperus chinensis, costituiscono addirittura gruppi a sé stanti nelle esposizioni e nelle collezioni e questo sia per il gran numero di esemplari esposti, sia per la bellezza che li distingue.

Anche nel nostro Paese sono particolarmente diffusi poiché, grazie alla loro adattabilità alle più svariate condizioni, sono piante ideali per la coltivazione a bonsai. Rispondono bene a tutte le tecniche, in modo particolare a quelle legate alla lavorazione della legna secca con le quali gli alberi assumono un carattere forte e suggestivo.

A causa della loro lenta crescita i risultati della coltivazione affiorano col tempo, ma attenendosi alle regole di coltivazione e applicando correttamente le tecniche, si otterranno esemplari dalle qualità eccezionali.
juniperus-chinensis

I Ginepri tra i bonsai pié utilizzati.


Esposizione.

La sua collocazione ideale, come facilmente intuibile, è esterna, in luogo ben ventilato e soleggiato.
Leggi anche: Il Lagerstroemia è un piccolo albero abbastanza apprezzato come pianta da bonsai.
Va protetto unicamente dagli eccessi di calore e dal freddo molto intenso. Difficilmente queste piante presenteranno problemi dovuti alle condizioni atmosferiche, poiché in natura si sviluppano anche in zone particolarmente impervie, sottoposte alle più avverse condizioni climatiche, che anziché danneggiarle, ne esaltano il loro particolare carattere forte e maturo.

Annaffiatura.


La terra deve rimanere sempre leggermente umida, evitando sia di annaffiare eccessivamente, sia di far mancare l’acqua. È utile applicare anche una vaporizzazione quotidiana sugli aghi e sui rami, preferibilmente nelle prime ore della giornata, o verso mezzogiorno in inverno.



Attenzione a non lasciarsi ingannare dal fatto che in natura vivano in terreni quasi aridi, i Ginepri hanno sempre bisogno di una certa umidità per crescere in modo vigoroso.

Terreno.


L’akadama può sicuramente essere considerata come il terriccio migliore per questa specie.

Rinvaso.


L’epoca ideale per trapiantare i Ginepri è la metà primavera, nel momento in cui le gemme iniziano a gonfiarsi. Le piante giovani, in fase di crescita, si trapiantano ogni 2 anni, mentre quelle già formate ogni 4/5 anni. In entrambi i casi, durante la potatura delle radici bisogna intervenire con molta cura su quelle fini per non comprometterne il loro importantissimo sviluppo.

Potatura.


Bisogna distinguere due tipi di potatura: quella di formazione e quella di mantenimento. Nel primo caso la potatura serve per eliminare tutte le crescite indesiderate, per mantenere uno sviluppo ed un equilibrio armonico delle diverse parti, in base alla forma che si intende raggiungere. La potatura drastica dei rami primari si può effettuare durante i mesi di riposo vegetativo, soprattutto tra febbraio e marzo del terzo o quarto anno di vita della pianta.

Alla potatura drastica è comunque sempre preferibile quella graduale e progressiva. La potatura di mantenimento di un Ginepro ben formato consiste essenzialmente nell’eliminare tutti i germogli che nascono sul tronco e nell’accorciare quelli sui rami principali. Quando si vuole ringiovanire una parte della pianta, si mantengono uno o più germogli nuovi.

Pinzatura.


I Ginepri vegetano continuamente dall’inizio della primavera fino all’autunno, pertanto bisogna pinzare durante tutta la stagione di crescita. Si prende tra le dita ciascun ciuffetto di vegetazione e si spezzano delicatamente le scaglie nuove che fuoriescono dal profilo a forma di ventaglio. Questa pinzatura favorisce lo sviluppo di germogli laterali, per cui occorrerà ripetere varie volte la stessa operazione. Dirigendo il vigore dell’albero verso l’interno, si ottengono palchi folti di vegetazione in breve tempo.
Il Juniperus chinensis è un genere di arbusti di conifere molto popolare come Bonsai.Twitta
A seguito delle potature drastiche del fogliame o dell’avvolgimento, l’albero può produrre foglie a forma di ago. L’albero recupererà la sua forma naturale, se non si interviene eliminando questi germogli ad aghi, quindi si seguirà il normale ritmo di coltivazione, fino a che non riappariranno germogli a forma di scaglie.

Avvolgimento.


Il processo di formazione si completa mediante l’avvolgimento, che si effettua con filo di alluminio ramato o di rame (se si ha una certa esperienza), da applicare direttamente sulla corteccia se il ramo non è molto rigido; in caso contrario è meglio prevedere una protezione, avvolgendo prima la ramificazione, sui cui va applicato il filo, con della rafia inumidita.

L’epoca adatta per questa operazione è l’inverno (da ottobre a febbraio). Il filo può essere lasciato anche per lungo tempo, ma va rimosso tempestivamente non appena comincia ad incidere la corteccia per evitare che poi si formino antiestetiche cicatrici.

Concimazione.


Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro.



Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Patologie.


I Ginepri sono piante generalmente forti, non particolarmente soggette ad attacchi parassitari.

Bisogna in ogni caso fare attenzione ad afidi, cocciniglia e ragnetto rosso, cercando di prevenire eventuali attacchi attraverso una collocazione ottimale (luminosa e ventilata) e con frequenti nebulizzazioni della vegetazione.
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agosto 24, 2017

Il Lagerstroemia è un piccolo albero abbastanza apprezzato come pianta da bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - agosto 24, 2017
Piccolo albero dalla fioritura estiva, adatto anche ai piccoli giardini, la lagerstroemia è apprezzata principalmente per la sua fioritura e per il suo ottimo portamento.

In questo tipo di coltivazione oltre che per la fioritura, la pianta è interessante per la decorativa corteccia che si stacca in lunghe strisce, scoprendo un tronco grigio con zone rosa e marrone.

Questa qualità corticale è apprezzabile per tutto l’anno e il suo momento migliore è l’inverno, quando la maggior parte degli altri bonsai fioriferi non offrono particolari attrattive.

Viene modellata soprattutto negli stili eretto, inclinato, prostrato e sulla roccia.
Lagerstroemia

Il Lagerstroemia è abbastanza apprezzato come pianta da bonsai.

Le specie di lagestroemia sono circa ottanta, ne esistono anche di molto più imponenti, come L. speciosa, che raggiunge i 20-25 metri di altezza, ma teme leggermente il freddo; L. nana è invece un piccolo arbusto, che raggiunge i 50-90 cm di altezza.
Il Lagerstroemia è un piccolo albero abbastanza apprezzato come pianta da bonsai.Twitta

Esposizione.

All’esterno in posizione a mezzombra; si deve fare attenzione in inverno che non sia sottoposta a gelate.



Una combinazione di elevate temperature e scarsa illuminazione produce una crescita troppo allungata e tenera: è consigliabile crearle un microambiente fresco.

Annaffiatura.

Deve essere quotidiana dall’inizio della primavera all’autunno. Meno frequente durante la dormienza, controllando però periodicamente il terreno per non lasciarlo inaridire.

Terreno.

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: Akadama 25%, terra pronta 50% e sabbia 25%.

Rinvaso.

Ogni due anni, in primavera, prima della ripresa vegetativa.

Potatura.

Va effettuata la potatura dei rami nell’arco dell’intero anno; quando presenta 6 foglie, si riduce a 2. In autunno, dopo che è avvenuta la fioritura, potare drasticamente.

Pinzatura.

Dopo aver lasciato sviluppare la nuova crescita fino a tarda primavera, si procede ad accorciare ciascun germoglio.

Avvolgimento.

Può essere educata con il filo tutto l’anno, eccetto durante la fioritura.

Concimazione.

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan.

Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro.



Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure.

È soggetta soprattutto agli afidi.
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maggio 30, 2017

Il Gelsomino non ha ancora avuto quella ampia diffusione che invece meriterebbe come bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - maggio 30, 2017
Il Jasminum nudiflorum come bonsai.

Sebbene il Gelsomino non abbia alcuna controindicazione per essere educato a bonsai, e nonostante in climi temperati possa dare grandi soddisfazioni nella coltivazione, non ha ancora avuto quella ampia diffusione che invece meriterebbe viste le sue straordinarie qualità. Fra le specie più adatte per essere impiegate in arte bonsai vi è quella giapponese dal fiore giallo: il Jasminum nudiflorum, meglio conosciuto come Gelsomino d’inverno.

Altre specie particolarmente appropriate allo scopo sono il Jasminum polyanthum a fiore bianco e il Jasminum primulinum a fiore giallo. Si tratta di piante forti che con poche, semplici, cure possono essere coltivate con successo. Proprio per la facilità di coltivazione è una pianta consigliata anche ai principianti, soprattutto considerando il veloce conseguimento di buoni risultati, garantiti dalla sua vigorosità. Gli stili a cui maggiormente si adatta sono l’eretto, il prostrato, il doppio tronco, il tronco multiplo, senza dimenticare anche la possibilità di creare con questa specie splendide composizioni su roccia.
gelsomino
Esposizione.
Come già accennato, si tratta di una specie che si sviluppa spontaneamente nei climi temperati e caldi e pertanto ama una posizione soleggiata durante tutto l’anno; solo nei mesi estivi più caldi è meglio collocarla a mezz’ombra per evitare sgradevoli bruciature alle foglie. In inverno, invece, dal momento in cui la temperatura scende sotto i 3-5° C, il Gelsomino andrà riparato in un ambiente fresco, privo di riscaldamento, come un ingresso o un sottoscala. Si eviti di esporlo anche a venti molto forti.

Annaffiatura.
Non necessita di annaffiature particolarmente frequenti. Per il Gelsomino vale senz’altro la regola generale di bagnare solo quando il terreno risulta asciutto; ovviamente si dovrà annaffiare maggiormente durante il periodo estivo, momento in cui può essere necessario intervenire anche due volte al giorno. Si tratta comunque di una pianta che tollera molto bene anche la siccità, pertanto se capita di trascurare l’annaffiatura, non ne risente particolarmente. Si eviti invece di annaffiare in modo eccessivo poiché, se l’acqua ristagna nel vaso, crea molti più problemi a livello radicale rispetto a una sua temporanea mancanza..

Terreno.
Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 80% di akadama e 20% di terriccio universale.

Rinvaso.
Essendo una specie particolarmente vigorosa, va rinvasata spesso intervenendo annualmente o al massimo ogni due anni. I periodi ideali in cui applicare il trapianto sono la primavera, dopo la fioritura, o la fine di settembre, dopo la caduta delle foglie. Per frenare la sua grande vigoria, durante il trapianto è consigliabile effettuare un’energica potatura del ceppo radicale che si presenterà certamente composto da un fitto intreccio di radici fini.
Leggi anche: l’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai.
Potatura.
Considerando che il difetto principale del Gelsomino è la sua naturale tendenza al ritiro della linfa, è bene evitare di tagliare rami molto grossi. Nel caso in cui fosse necessario effettuare potature drastiche, bisogna intervenire con attrezzi ben disinfettati, ponendo immediatamente mastice cicatrizzante sulle ferite. Per la potatura di formazione si interviene tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, tagliando i rami dell’anno, lasciando 1-3 nodi.

La scelta dei rami da tagliare si effettua in base alla forma che si vuole conferire alla pianta e al vigore di ciascun ramo; i rami che appaiono particolarmente deboli non andranno potati anche se sono antiestetici. Avendo una crescita molto rapida, bisognerà tollerare in alcuni periodi la presenza di rami cascanti, poiché, potando più di due volte l’anno, si va incontro al ritiro di linfa. Più la pianta è adulta, più potare è pericoloso e quindi si applicherà in questo caso solo una potatura di sfoltimento, ponderando attentamente le operazioni aggressive indispensabili. È evidente quindi che se si vogliono ottenere bonsai di Gelsomino di un certo livello è necessario partire da materiale giovane.

Pinzatura.
Dopo la fioritura, si tolgono i fiori appassiti con le dita e si tagliano i rami che presentano gemme da fiore, mentre vengono mantenuti i rami con le gemme da foglia. Alla base dei rami, spuntano nuovi germogli con una certa frequenza, che occorre togliere immediatamente, altrimenti si rischia di pregiudicare il vigore dei rami già formati. In maggio/giugno si frena la crescita dei rami lunghi, pinzando al secondo/terzo nodo. Sulla vegetazione successiva si formeranno le nuove gemme da fiore. Si tenga presente che se si pinza in luglio, l’albero difficilmente produrrà gemme da fiore.
Avvolgimento
Il Gelsomino ha rami piuttosto fragili, soprattutto quelli più vecchi, che non sarà assolutamente possibile educare con il filo. In ogni caso, dopo la fioritura, si possono avvolgere i rami giovani, lasciando il filo solo per un periodo di circa due mesi, ossia esclusivamente il tempo necessario per far assumere al ramo la forma desiderata. Per non incidere la corteccia, è meglio ricoprire il filo con nastro adesivo, ponendolo sul ramo fino a 2/3 della lunghezza, lasciando quindi libera l’ultima porzione poiché troppo fragile.

Concimazione.
Fino a che non cominciano a crescere vigorosamente i nuovi germogli, non bisogna assolutamente concimare. È necessario invece fertilizzare dalla fine della fioritura fino a tarda estate, 3-4 volte al mese con concime organico liquido. A settembre e ottobre si continuerà a concimare, utilizzando però concime organico a lenta cessione, tipo Hanagokoro, una volta al mese. Durante l’inverno le somministrazioni di concime vanno sospese.

Cure.
Le patologie che più frequentemente interessano questa specie sono afidi, bruchi e cocciniglie. All’insorgere di tali malattie si interviene utilizzando un insetticida sistemico, effettuando almeno tre interventi a distanza di dieci giorni uno dall’altro. Se il drenaggio del terreno non è adeguato, le radici possono essere soggette ad attacchi fungini: in tal caso occorre ridurre le annaffiature ed utilizzare immediatamente un fungicida a largo spettro.

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marzo 03, 2017

L’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - marzo 03, 2017
L'Ilex come bonsai.

L’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai.
Essendo, come già accennato, una specie dioica, i fiori maschili e femminili compaiono su piante diverse: gli alberi che portano i fiori maschili sono caratterizzati da una maggiore delicatezza dei fiori e della ramificazione, ma solo quelli femminili producono il frutto.

Altro pregio di questa specie è la spettacolare fioritura e l’adattabilità a tutti gli stili bonsai, rendendola una pianta particolarmente apprezzata da numerosi appassionati. Le varietà più utilizzate sono l’Ilex crenata, l’Agrifoglio del Giappone che presenta foglie e rami fini e l’Ilex serrata, con sottili foglie oblunghe che assomigliano più a quelle del Ciliegio o del Melo che a quelle lucide e spinose del classico sempreverde.

Esposizione.
Trattandosi di una specie tropicale, ma molto tollerante anche verso le temperature rigide, può essere tranquillamente posta all’esterno durante tutto l’anno, purché vengano protette le radici nei periodi più rigidi dell’inverno e preservato il fogliame dai venti gelidi. Non ci sono problemi, invece, a lasciar esposto l’Ilex anche agli intensi raggi solari dell’estate.
agrifoglio
Solo le giovani piantine vanno protette nei momenti più caldi della giornata, arrivando però gradualmente ad abituarle anche a queste particolari condizioni. Considerando che per poter godere appieno della fruttificazione è assolutamente indispensabile evitare che si verifichi la perdita precoce dei fiori, che in tal caso non potrebbero essere impollinati e quindi fecondati, nei giorni di forte vento o pioggia intensa, l’Agrifoglio va protetto anche semplicemente ponendolo sotto al banco di appoggio, poiché questi fenomeni atmosferici possono danneggiare i petali o far cadere i fiori.

Annaffiatura.
Necessita di abbondante acqua, quindi bisogna riporre particolare attenzione nell’annaffiatura, soprattutto una volta formatisi i frutti, poiché se l’acqua viene a mancare, le bacche cadono o perdono colore e anche le foglie appassiscono. L’insufficienza d’acqua, inoltre, rende più lenta la maturazione dei germogli, causando anche uno sviluppo irregolare delle gemme da fiore, quindi, bisogna assicurarsi che il terreno rimanga sempre umido o meglio non asciughi mai completamente fra un’annaffiatura e l’altra. Mentre si bagna non si deve dirigere il getto d’acqua direttamente sui fiori, ma va indirizzato esclusivamente al substrato poiché, come la pioggia battente, il flusso d’acqua potrebbe danneggiare o far cadere i fiori, a scapito della fruttificazione.
Leggi anche: Il Frassino è un diffuso albero nativo di gran parte d'Europa dove cresce oltre i 30 metri di altezza.
Terreno.
Il composto ideale per questa specie è costituito da 50% di akadama, 30% di terriccio e 20% di pozzolana o lapillo vulcanico.

Rinvaso.
Effettuare il rinvaso con una certa frequenza apporta grandi benefici all’Agrifoglio. Fino al suo decimo anno di vita è opportuno trapiantare ogni anno all’inizio della primavera, in quanto le radici sono fini e molto vigorose e di conseguenza arrivano a saturare il vaso in una sola stagione di crescita, rendendo difficile una corretta annaffiatura. Superato questo periodo, si potrà intervenire ad anni alterni.

Potatura.
Generalmente si pota in tardo autunno-inizio inverno, dopo aver ammirato l’albero ricoperto di bacche, mantenendo 2-3 gemme, oppure in primavera, tagliando al secondo-terzo nodo i rami che sono stati lasciati allungare ai fini della fruttificazione. Riuscire a mantenere la forma dell’albero, comunque, non è difficile, in quanto le gemme da fiore non si formano sui germogli ma sui rami dell’anno precedente, per cui si può potare senza rischiare di compromettere la fioritura. Trattandosi di una specie vigorosa, la potatura deve essere mirata anche al mantenimento di un buon equilibrio, quindi i germogli dell’apice vanno costantemente accorciati in maniera consistente, così come le estremità dei rami più forti. La potatura di formazione si applica a fine autunno-inizio inverno.

Pinzatura.
Un’adeguata pinzatura garantisce una crescita compatta. È importante che venga effettuata con tempismo, per cui, non appena l’albero comincia a germogliare, si cimeranno i germogli che si sviluppano in posizioni indesiderate, a favore dei restanti che si lasceranno allungare fino al raggiungimento della misura ideale per la formazione.

Avvolgimento.
Per modellare questa pianta risulta efficace anche l’avvolgimento, purché praticato nel periodo adeguato: fra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Poiché presenta una corteccia molto sensibile, esso va applicato con estrema attenzione e possibilmente rivestendolo il filo con nastro adesivo. Il filo andrà poi rimosso al più presto non appena inizia ad incidere la corteccia. Se non si vogliono correre rischi, in alternativa al filo si possono usare pesi e tiranti.

Concimazione.
Un difetto comune nella coltivazione dell’Agrifoglio è l’eccesso di concime. Questa pianta è piuttosto vigorosa e resistente e pertanto non necessita di grandi dosi di fertilizzante. Si consiglia di usare soprattutto concime in pastiglie tipo hanagokoro dalla primavera all’autunno, evitando i mesi più caldi.

Cure.
È soggetto soprattutto a bruchi, microlepidotteri e minatori. Il periodo in cui è più probabile che venga attaccata da questi parassiti è la primavera, quando comincia a vegetare. Un metodo efficace per evitare che questo si verifichi, consiste nell’effettuare trattamenti preventivi. Se la patologia si è manifestata, è necessario intervenire con un prodotto specifico, applicando almeno tre trattamenti a distanza di 10 giorni uno dall’altro.
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dicembre 30, 2016

In Oriente, fin dai tempi antichi, il Ginkgo è stata una delle specie più coltivate a bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 30, 2016
Il Ginkgo biloba come bonsai.

In Oriente, fin dai tempi antichi, il Ginkgo è stata una delle specie più coltivate a bonsai, non solo per la sua bellezza, che si esprime in modo particolare attraverso i colori autunnali che lo rendono fortemente decorativo, ma anche per l’ottima rispondenza all'applicazione di tutte le tecniche bonsaistiche.

Quest'ultimo aspetto determina l'interesse verso tale specie soprattutto da parte dei principianti. Come bonsai si cerca di riprodurre la sua caratteristica ramificazione espansa, che con l'età assume una conformazione più compatta, colonnare, attraverso una potatura mirata. Gli stili a cui meglio si adatta il Ginkgo sono l’eretto informale e il tronco multiplo; bisogna però tener presente che a causa delle dimensioni delle foglie (piuttosto grandi) e della ramificazione, non è indicata la creazione di bonsai di piccole dimensioni.

Esposizione
L'esposizione più favorevole ad un buon sviluppo di questa specie è quella in pieno sole. Regola che viene infranta solo nel caso degli esemplari più giovani, per i quali è invece meglio una collocazione che garantisca una parziale protezione dai raggi diretti nei periodi in cui le temperature sono più elevate. Durante l'inverno, al verificarsi delle prime gelate occorre ripararlo, tenendo presente che andranno soprattutto salvaguardate le radici poiché esse trattengono molta umidità.

Annaffiatura
È soprattutto durante la stagione vegetativa che il Ginkgo necessita di frequenti annaffiature. In inverno bisognerà invece diminuire particolarmente la somministrazione d’acqua, poiché come già visto, le radici tendono a trattenere l’acqua e quindi se troppo bagnate, potrebbero venire facilmente colpite dal gelo. Un segnale a cui far riferimento al fine di comprendere l'esigenza d’acqua del Ginkgo, è lo stato delle foglie: se si nota che esse pendono flaccide, significa che la pianta sta soffrendo a causa della disidratazione, sarà quindi necessario intervenire immediatamente con un'abbondante annaffiatura.
Leggi anche: Il Frassino è un diffuso albero nativo di gran parte d'Europa dove cresce oltre i 30 metri di altezza.
Terreno
Il composto più adatto a questa specie è costituito da: akadama 70%, sabbia 20% e terra pronta 10%.

Rinvaso
Finché l'albero è giovane (fino circa ai 10 anni), va trapiantato ogni anno, successivamente, una volta raggiunta la sua formazione, ogni 3 anni. Il periodo migliore per operare questo intervento è la primavera. Al termine del rinvaso è molto importante garantire alla pianta un'abbondante annaffiatura.

Potatura
Mentre si sta effettuando il rinvaso, all'inizio della primavera, si provvede a tagliare i rami non necessari e quelli che appaiono troppo cresciuti, allo scopo di migliorare la silhouette del bonsai, potando alla prima o seconda foglia. È molto importante seguire tale procedura costantemente, in modo da poter mantenere la tipica struttura di questa pianta, caratterizzata da una ramificazione espansa. Così facendo, col tempo il Ginkgo assumerà una gradevole forma compatta, inoltre le dimensioni delle foglie si ridurranno leggermente.

Pinzatura
La pinzatura su questa specie si effettua due volte nel corso dell'anno: la prima intervenendo sui germogli nuovi e teneri, posti all'apice, in primavera, in modo che successivamente la pianta produca germogli con internodi corti e proporzionati. La seconda si effettua sui germogli maturi in autunno, accertandosi però che siano presenti delle gemme dormienti retrostanti.

Avvolgimento
Tenendo presente che è sempre preferibile educare la pianta mediante la potatura, nel caso in cui si abbia la necessità di modellare alcuni rami attraverso l'avvolgimento, è possibile intervenire solo durante il mese di giugno, poiché in questo momento la crescita non è ancora totalmente lignificata, e quindi i rami possono essere modellati senza correre il rischio di rotture. Il tipo di filo che si consiglia di utilizzare è quello di alluminio ramato, facendo attenzione a rimuoverlo tempestivamente prima che cominci ad incidere la corteccia.

Concimazione
Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure
Il Ginkgo è una pianta piuttosto forte, resistente alla maggior parte delle malattie. 
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Il Frassino è un diffuso albero nativo di gran parte d'Europa dove cresce oltre i 30 metri di altezza.

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 30, 2016
Il Fraxinus come bonsai.
Questa pianta dal portamento slanciato è caratterizzata dal tronco dritto e cilindrico e dalla rigogliosa chioma ovale. Il Frassino è molto apprezzato in tutte le stagioni per la sua bella corteccia che assume un piacevole aspetto vetusto anche in esemplari non particolarmente vecchi. Gli stili a cui meglio si adatta sono l’eretto, l’inclinato, quello a due tronchi e a tronco multiplo.

Esposizione.
Questa specie durante i mesi invernali va collocata all'interno. È possibile farla sopravvivere anche con la sola luce artificiale, utilizzando però le lampade specifiche per piante: questo consente di collocare il Fraxinus anche nelle zone più buie della casa. Dalla primavera all’inizio dell'autunno, si posiziona all’esterno al riparo però dai raggi diretti del sole.

Annaffiatura.
Come regola generale per garantire la giusta annaffiatura, occorre tener conto delle esigenze di ogni singola pianta, comunque in linea di massima questa specie necessita di ricevere acqua in abbondanza e frequente durante le assolate giornate estive e in primavera in presenza di venti forti. Durante tutto l'anno invece si bagna quando il terreno risulta asciutto per il 70-80%. In inverno quando vengono riparate all'interno, è necessario nebulizzare spesso la chioma e porre sotto al vaso un vassoio con della pozzolana in modo che possa assicurare una certa umidità. È bene tener presente che dopo la potatura le annaffiature andranno ridotte poiché il fabbisogno idrico sarà minore.

Terreno.
Terra composta da: 40% terra pronta, 30% akadama, 20% pozzolana e 10% sabbia di fiume.

Rinvaso.
L’epoca migliore è la primavera inoltrata. La frequenza dipende dall’età dell’albero: per alberi giovani ogni uno o due anni; per quelli già formati, ogni due o tre anni al massimo. È consigliabile eliminare le forti radici fittonanti dalla base.
Leggi anche: Anche nella coltivazione a bonsai, la Forsythia manifesta copiosamente la sua stupenda fioritura.
Potatura.
Si interviene sui rami di grosso diametro in inverno, usando un tronchese concavo e coprendo le ferite con pasta cicatrizzante. Per sfoltire i rami, si potano quelli che crescono direttamente verso l’alto o verso il basso o che si incrociano. Seguendo un buon schema, sulla base della direzione del ramo principale, i rami secondari e terziari non devono incrociarsi, ma formare una densa e completa rete orizzontale.

Pinzatura.
Per la pinzatura del Fraxinus si lasciano crescere i germogli fino a 8/10 foglie, tagliando poi a 2/4 foglie, secondo la zona dell'albero in cui si trovano. Per mantenere la silhouette, si pinza continuamente con le dita, strappando le ultime due foglioline incipienti di ciascun germoglio quando questo presenta già due foglie.

Avvolgimento.
Questo albero può essere educato con il filo, dalla primavera fino alla fine dell’estate.

Concimazione.
Alla ripresa vegetativa (marzo-aprile) concimare ogni 8-10 giorni abbinando il Concime Bonsan ad Azione Stimolante al Concime Liquido Organico Bonsan. Da aprile a settembre concimare ogni 8-10 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan oppure ogni 15-20 giorni con Bonsan Concime Solido Organico Aburukasu, evitando i mesi di luglio e agosto. Da settembre a febbraio utilizzare ogni 15-20 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure.
È soggetto soprattutto ad afidi, ragnetto rosso e cocciniglia.
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