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aprile 22, 2014

Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

In questo genere, ascritto alla famiglia delle Taxodiaceae, s’incontra una delle principali essenze resinose forestali delle regioni centrali del Giappone e della Cina meridionale. Conosciuta anche come Cedro del Giappone, la sua denominazione Cryptomeria è stata coniata alla metà del ’800, e letteralmente tradotta significa “divisione, ripartizione nascosta”.

 

Proprio in quel periodo la Cryptomeria ha fatto il suo ingresso anche in Europa, soprattutto nei giardini, occupando da subito un posto di notevole importanza. Attualmente è tra gli alberi più comunemente utilizzati nella formazione di parchi, viali, ecc.

 

Tanto rustiche, quanto ornamentali, queste piante possono raggiungere altezze di alcune decine di metri, arrivando addirittura ai 60 metri, sfoggiando superbi tronchi e brevi branche orizzontali che nella loro struttura complessiva assicurano alla specie un aspetto piramidale e slanciato.

Cryptomeria japonica 1

La sua corteccia di color bruno rossastro è piuttosto spessa; la giovane ramificazione presenta una formazione pendula. Tra le foglie persistenti e arcuate si nascondono piccoli germogli. La loro colorazione è variabile secondo le stagioni: verde brillante in primavera, verde in estate, verde-azzurrato in autunno e bruna in inverno. Si tratta di piante monoiche: gli strobili maschili sono oblunghi e giallognoli, posti al termine delle branche; gli strobili femminili sono terminali di rametti cortissimi.

 

Molto ricercata come specie bonsai è la cultivar nana giapponese “Yatsubusa” dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto. Anche se può essere formata in diversi stili, eretto formale, su roccia, a doppio tronco e a tronco multiplo, quello a cui meglio si adatta è sicuramente il formale poiché ricalca proprio la tipica forma di crescita della Cryptomeria. La sua tendenza a crescere diritta è talmente marcata che anche avvolgendone il tronco per curvarlo, presto riprenderebbe la posizione verticale. Il suo sviluppo verticale è garantito da un nebari particolarmente forte; la pianta stessa è molto vigorosa, in continua crescita dalla primavera all’autunno, compresa l’estate.

 

Questa caratteristica, se da un lato comporta una facile coltivazione, dall’altro fa perdere facilmente all’albero le giuste proporzioni e perciò è necessaria una costante attenzione nella modellatura. La grande popolarità che riscuote fra gli appassionati dell’arte bonsai riguarda soprattutto la sua velocità di sviluppo, grazie alla quale la Cryptomeria raggiunge un buono stato di maturità in pochi anni. Si tratta di una caratteristica che si può riscontrare anche osservandone la corteccia che rapidamente assume un magnifico aspetto vetusto e rugoso.

Cryptomeria japonica 2
Esposizione.

Questa specie ama situazioni di caldo e umidità, ma gli esemplari più giovani non sopportano il sole diretto intenso. In climi particolarmente secchi, la posizione più adatta è a mezzombra, mentre in climi freddi è bene proteggere la pianta in inverno collocandola in serra fredda o in un luogo riparato, ma non riscaldato. In nessun caso, comunque, deve essere sottoposta a gelate continue. Va considerato inoltre che le piante adulte, contrariamente a quelle giovani, amano essere esposte in pieno sole poiché esso favorisce lo sviluppo di un fogliame minuto e compatto.


Annaffiatura.

Generalmente richiede annaffiature più frequenti rispetto alle altre specie sempreverdi; in estate può essere necessario bagnare anche 3, 4 volte al giorno, tenendo presente che, dalla primavera all’autunno, necessita costantemente di cospicue somministrazioni d’acqua. Anche in inverno però non bisogna trascurare di garantirgli l’indispensabile grado di umidità, intervenendo regolarmente sia sulla parte aerea attraverso la nebulizzazione degli aghi, sia sul terriccio con l’annaffiatura, evitando di farlo seccare completamente.

Cryptomeria japonica 3
Terreno.

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: akadama 70%, terriccio universale 20% e sabbia 10%.


Rinvaso.

Poiché la Cryptomeria produce radici nuove in abbondanza, il trapianto è molto semplice e non comporta grossi rischi. Si interviene una volta ogni 2 anni per gli esemplari in formazione ed ogni 3-4 anni per quelli più maturi, sempre a metà primavera


Potatura.

Visto che lo stile tipico di crescita della Cryptomeria è l’eretto formale, significa che la collocazione dei rami lungo il tronco è ben definita: ramificazione alternata, a destra e a sinistra, rami posteriori a partire dal primo ramo e frontali nell’ultimo terzo superiore dell’albero. Praticata la prima potatura di formazione, con la quale si modella la struttura di base, raramente capiterà di dover potare dei rami importanti; tuttavia se fosse necessario, si usi pasta cicatrizzante per evitare fuoriuscite di linfa, ricordando che l’epoca migliore in cui intervenire è la fine dell’inverno. Per quanto riguarda la potatura di mantenimento, è bene tener presente che questa pianta tende a crescere compatta, producendo un’infinità di germogli e foglie secche all’interno: per modificare questo processo naturale, è necessario sfoltire costantemente i rami, separando i palchi di vegetazione, in modo che ogni ramo possa risultare chiaramente delimitato e la luce riesca a raggiungere anche le zone più interne.

Cryptomeria japonica 4
Pinzatura.

La pinzatura è il lavoro più importante per questa specie e si pratica durante tutto il periodo di crescita, all’incirca fino alla fine di settembre. L’obiettivo è quello di ottenere rami sufficientemente folti e distribuiti a palchi. L’intervento deve essere effettuato solo utilizzando le dita, strappando la cima di ciascun germoglio; in nessun caso si utilizzino le cesoie, altrimenti le punte tagliate seccano. Prima di procedere indiscriminatamente con questa operazione, bisogna considerare che con la pinzatura si mantiene una buona silhouette della pianta, ma se ne rallenta lo sviluppo, di conseguenza se è necessario far ingrossare un ramo ci si deve astenere dal pinzarlo.


Avvolgimento.

Si tratta di una tecnica che si applica solo in fase iniziale per correggere il tronco o collocare i rami nella posizione adeguata, tenendo presente che il periodo migliore in cui intervenire va dalla tarda primavera all’autunno. In seguito, poiché i rami diventano molto densi, l’avvolgimento sarà piuttosto difficile da applicare: se fosse assolutamente indispensabile, converrà ricorrere all’impiego di tiranti.

 

Concimazione.

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.


Patologie.

Le patologie che più frequentemente interessano questa specie sono il ragnetto rosso e la cocciniglia. Per entrambe, la soluzione consiste nell’utilizzo di un acaricida e di un insetticida sistemico, mantenendo l’albero pulito da aghi secchi. Tendenzialmente non subisce attacchi da parte di funghi se il composto è caratterizzato da un drenaggio adeguato e se la collocazione è in un luogo ben ventilato.

A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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