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Visualizzazione post con etichetta Applicazione del filo. Mostra tutti i post
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luglio 29, 2026

Come e quando si applica il filo di alluminio per modellare la rosa bonsai?

Posted By: Fausto Baccino - luglio 29, 2026

La modellatura della rosa bonsai si basa principalmente sulla potatura direzionale (clip and grow), poiché il legno della rosa diventa rapidamente rigido e fragile con l'invecchiamento, mentre la corteccia è delicata e si incide con facilità.

Tuttavia, la filatura è fondamentale per correggere la direzione dei rami primari e secondari quando sono ancora giovani. Per la rosa si utilizza esclusivamente il filo di alluminio anodizzato, che risulta più morbido e gestibile rispetto al rame.

Quando applicare il filo

  • Periodo ideale (Maggio – Giugno): La tarda primavera e l'inizio dell'estate sono i momenti migliori. I nuovi rami dell'anno sono abbastanza forti ma non ancora del tutto lignificati, risultando flessibili e facili da piegare senza il rischio di spezzarsi.

  • Periodo secondario (Ottobre – Novembre): In autunno, dopo la caduta delle foglie, la struttura dei rami è ben visibile ed è possibile applicare il filo per sistemare la silhouette prima del riposo invernale.

  • Da evitare assolutamente: Il pieno inverno (il legno freddo è estremamente rigido e si spezza al minimo sforzo) e il periodo di sviluppo dei boccioli primaverili.

Come applicare il filo sulla rosa

1.Rimozione preventiva delle spine:Sicurezza e protezione della corteccia.

Prima di avvolgere il filo, rimuovi con un tronchesino le spine presenti nei punti del ramo in cui passerà l'alluminio. Questo evita ferite alle dita e impedisce che le spine vengano premute contro la corteccia danneggiandola.

2.Scelta e ancoraggio del filo:Scegli uno spessore pari a circa 1/3 del diametro del ramo.

Usa filo di alluminio anodizzato. Anchora sempre il filo alla base del tronco o su un ramo più robusto prima di avvolgere il ramo da modellare, oppure usa una spira unica per avvolgere due rami adiacenti di spessore simile (filatura doppia).

3.Avvolgimento a 45 gradi:Mantenere un angolo fisso durante l'avvolgimento.

Avvolgi il filo lungo il ramo mantenendo un'inclinazione costante di 45°. Non stringere troppo il filo contro la corteccia per non strozzare i vasi linfatici, ma evita anche che rimanga troppo lasso.

4.Piegatura graduale del ramo:Lavora con entrambi i pollici sul punto di piega.

Sostieni il ramo con entrambi i pollici piazzati all'esterno della curva e piega lentamente nella posizione desiderata. Muovi il ramo con delicatezza: se senti che oppone troppa resistenza, fermati per evitare che si schianti.

5.Monitoraggio e rimozione (entro 1-2 mesi):Rimuovi il filo prima che incida la corteccia.

Poiché le rose ingrossano rapidamente i rami durante la stagione vegetativa, controlla il filo ogni settimana. Rimuovilo tagliandolo a spezzoni con un tronchesino specifico (non srotolarlo) entro 30–60 giorni dall'applicazione, prima che lasci cicatrici permanenti nel legno.

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giugno 26, 2026

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea è sicuramente una delle specie più amate come bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - giugno 26, 2026

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea, ma soprattutto diffuso in Giappone (dove è considerato un albero portafortuna), è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose. Fiorisce infatti abbondantemente già verso la fineè sicuramente una delle specie più amate dell'inverno e i suoi fiori leggeri creano uno splendido contrasto con il tronco rugoso e dal piacevole aspetto vetusto. Poiché trattasi di una specie che risponde bene alla potatura e vegeta vigorosamente, costituisce un materiale piuttosto semplice da formare, quindi è l'ideale anche per i principianti. La sua formazione come bonsai è estremamente gratificante non solo per la fioritura, ma anche per il fascino dell'aspetto d'insieme, il portamento e la distribuzione dei rami. In Oriente si trovano anche molte cultivar che non sono diffuse in Occidente. In Italia cresce spontaneo il Prunus spinosa, che come bonsai rappresenta un’eccellente alternativa alla specie giapponese. È adatto a tutti gli stili, eccetto l’eretto formale e quello a scopa.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus mume necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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maggio 30, 2026

Il Prunus kanzan è un ciliegio caducifoglie da fiore giapponese, dall'aspetto elegante e resistente.

Posted By: Fausto Baccino - maggio 30, 2026

Il Prunus kanzan è un ciliegio caducifoglie da fiore giapponese, dall'aspetto elegante e resistente. È famoso per la sua spettacolare fioritura primaverile: fiori grandi, doppi, increspati, rosa intenso, che ricoprono i rami prima delle foglie. Il fogliame dapprima verde scuro, diventa bronzo in estate, fino al giallo-arancio intenso in autunno.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causarne l'appassimento.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus kanzan necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

 

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aprile 18, 2026

La Pourthiaea villosa è una specie ideale per i bonsai di dimensioni shohin, grazie ai suoi piccoli fiori bianchi e ai graziosi frutti rossi.

Posted By: Fausto Baccino - aprile 18, 2026

La Pourthiaea villosa è una specie ornamentale a foglia caduca che si presta molto bene alla coltivazione come bonsai. Originario dell’Asia orientale, è apprezzato per le sue foglie sottili e leggermente dentellate, la bella colorazione autunnale e la fioritura bianca che in estate lascia spazio a piccoli frutti rossi molto decorativi. La combinazione di stagionalità evidente e aspetto elegante lo rende una scelta interessante per chi desidera un bonsai capace di cambiare volto nel corso dell’anno.

Collocazione

La Pourthiaea villosa è un bonsai da esterno e predilige un’esposizione luminosa, con diverse ore di sole diretto al giorno, che favorisce una vegetazione sana e compatta e un’abbondante fioritura. Nei mesi estivi è consigliabile proteggerlo nelle ore più calde per evitare scottature alle foglie, mentre in inverno, essendo una pianta resistente, può rimanere all’aperto se le temperature non scendono troppo sotto lo zero. In zone con inverni rigidi è opportuno posizionare il bonsai in una zona riparata.

Annaffiatura

La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche nel caso della Pourthiaea villosa, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta.

Rinvaso

Il rinvaso della Pourthiaea villosa si esegue ogni 2-3 anni, preferibilmente in primavera, quando la pianta riprende l’attività vegetativa. In questa fase si possono ridurre e ordinare le radici, avendo cura di non esagerare con i tagli per non indebolire la pianta. È consigliabile utilizzare un substrato ben drenante ma allo stesso tempo capace di trattenere un buon livello di umidità, ad esempio una miscela di akadama e pomice con una piccola percentuale di terra pronta. Dopo il rinvaso, la pianta va collocata in una posizione riparata per favorirne il recupero.

Potatura

a potatura strutturale si effettua generalmente in primavera, prima della ripresa vegetativa, per correggere la forma ed eliminare i rami mal posizionati o eccessivamente vigorosi. La Pourthiaea tende a produrre una fitta ramificazione e numerosi germogli, quindi è importante diradare regolarmente per favorire l’arieggiamento interno della chioma e mantenere un aspetto armonioso. Dopo la fioritura si possono accorciare i rami fioriti per stimolare la produzione di nuovi germogli.

Pinzatura

Durante la stagione vegetativa la pianta cresce rapidamente e produce nuovi getti allungati. La pinzatura consiste nel ridurre i nuovi germogli lasciando solo alcune coppie di foglie, così da mantenere la chioma compatta e favorire la formazione di ramificazione fine. Questa operazione contribuisce anche a ridurre gradualmente la dimensione delle foglie, rendendo l’aspetto complessivo più proporzionato al bonsai.

Avvolgimento

La Pourthiaea villosa sopporta bene la modellazione con filo, che si può applicare sui rami giovani in primavera o in autunno, quando sono più flessibili. È importante controllare regolarmente il filo perché la crescita rapida potrebbe causare segni permanenti sulla corteccia. L’avvolgimento permette di dare movimento ai rami e definire la struttura della pianta, che tende naturalmente a svilupparsi in modo eretto e ordinato.

Concimazione

Per sostenere la crescita e favorire sia la fioritura che la fruttificazione, la Pourthiaea villosa va concimata con regolarità da primavera fino all’autunno (escludendo i mesi estivi più caldi.). In questo periodo è necessario un apporto equilibrato di azoto, fosforo e potassio garantisce fogliame sano e abbondanti fiori. Si possono alternare concimi organici solidi a lento rilascio e fertilizzanti liquidi ogni due o tre settimane. In autunno è preferibile usare prodotti più ricchi di potassio per rinforzare la pianta in vista dell’inverno.

Cure

Questa specie è robusta, ma può essere soggetta ad attacchi di afidi, cocciniglia o oidio, soprattutto in periodi di caldo umido o se l’arieggiamento della chioma è insufficiente. Un controllo periodico delle foglie e dei rami consente di intervenire tempestivamente con trattamenti mirati. Inoltre, è consigliabile evitare sbalzi idrici eccessivi e mantenere una coltivazione equilibrata tra luce, acqua e nutrienti. Con cure costanti, il bonsai di Pourthiaea villosa regalerà non solo un aspetto elegante e compatto, ma anche il piacere delle sue fioriture e delle bacche decorative che lo rendono affascinante in ogni stagione.

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marzo 20, 2026

Il Pinus uncinata è un'eccellente specie di bonsai, apprezzata per la sua adattabilità ai climi freddi

Posted By: Fausto Baccino - marzo 20, 2026

Il Pinus uncinata è un'eccellente specie di bonsai, apprezzata per la sua robustezza e adattabilità, soprattutto ai climi freddi. La sua cura richiede luce solare diretta per almeno 6 ore al giorno, annaffiature regolari per mantenere il substrato umido ma non ristagno d'acqua e un substrato ben drenante con miscele come akadama e kiryuzuna. La potatura sia dei rami che delle foglie (cimatura) è fondamentale per la sua manutenzione e per sviluppare uno stile eretto informale (Moyogi) o simile.
Condizioni di coltivazione e cura
Luce
Richiede piena luce solare, preferibilmente con almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno.
Clima
Si adatta bene al freddo e alle condizioni di montagna, essendo più sensibile al caldo eccessivo.
Substrato
Richiede un substrato molto ben drenante. Una miscela comune è composta da 1/3 di akadama, 1/3 di kiryuzuna e 1/3 di sabbia grossolana o ghiaia di fiume. Irrigazione
Annaffiare quando la superficie del substrato inizia ad asciugarsi, ma evitare di lasciarlo asciugare completamente. Un substrato con una buona ritenzione idrica è fondamentale se si vive in un clima secco.

Tecniche Bonsai
Potatura
Essenziale per mantenere la forma del bonsai e stimolare la crescita dei germogli.
Cimatura
Si esegue accorciando i nuovi germogli o "candele" per controllare la crescita e bilanciare la forza dell'albero, lasciando gli aghi per garantire la ricrescita.
Filatura
Può essere utilizzata per modellare il tronco e i rami, ottenendo uno stile eretto informale (Moyogi) o simile, a seconda della specie.
Rinvaso
Dovrebbe essere effettuato a fine inverno o all'inizio della primavera, quando l'albero inizia a risvegliarsi.

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marzo 13, 2026

Il Pinus thunbergii, o pino nero giapponese, è molto apprezzato come bonsai per il suo caratteristico tronco ruvido

Posted By: Fausto Baccino - marzo 13, 2026

Il Pinus thunbergii, o pino nero giapponese, è molto apprezzato come bonsai per il suo caratteristico tronco ruvido, la corteccia screpolata e la grande resilienza, che gli conferisce un aspetto antico e maestoso. È un albero vigoroso, a crescita rapida, con aghi lunghi e rigidi. La sua gestione richiede tecniche avanzate, come il controllo della crescita degli aghi mediante la potatura dei germogli e l'uso di filo metallico per modellare l'albero.

Si tratta di alberi tipicamente mediterranei che prosperano all'aperto, poiché necessitano di sole e freddo per produrre frutti. La maggior parte viene coltivata nei nostri campi a Tarragona, e i più rappresentativi sono gli ulivi, gli agrumi e i meli.

Origine: Giappone

Etimologia
Dal nome latino primitivo "pinus", dal greco "pitus" e dal suo antico termine "pix-cis", che significa resinoso; e "thunbergii", dal botanico Thunberg.

Pinus thunbergii
Caratteristiche
Albero sempreverde, detto aghiforme. Gli aghi sono inguainati a coppie. Appartiene all'ordine delle Conifere, poiché il suo frutto, la pigna, è a forma di cono. È un albero costiero dalla crescita molto vigorosa.

Contesto
Va posizionato all'aperto in pieno sole. È uno degli alberi che maggiormente necessita di esposizione al sole.

Irrigazione
I pini richiedono un'irrigazione controllata. Un eccesso di fertilizzante, soprattutto se il substrato non è sufficientemente drenato, è fatale per la crescita delle micorrize. Si tratta di funghi le cui radici (ife) agiscono in simbiosi con quelle del pino, aiutandolo ad assorbire minerali dal terreno, come il fosforo. In loro assenza, l'albero si indebolisce e alla fine muore.

Concimazione
Primavera e autunno. È preferibile utilizzare fertilizzanti organici, che favoriscono e preservano le micorrize.

Trapianto
Ogni 3 anni, al momento dell'allungamento delle candele (gemma di crescita) e prima che gli aghi che contengono si dispieghino. Nella nostra area mediterranea, questo avviene solitamente a metà marzo.

SUBSTRATO
100% Kiryuzuna, o miscelato con il 50-70% di Akadama.

Potatura e cimatura
POTATURA
La potatura viene eseguita durante i mesi più freddi dell'anno. Quando possibile, dovremmo lasciare aghi e gemme sul ramo, altrimenti si seccherà.

PIZZICATURA
La cimatura si compone di due fasi ben precise:

1. Durante l'allungamento primaverile delle candele: fermeremo quelle più forti spezzandole con le dita e lasciando solo 1/3 della candela. Spezzeremo a metà quelle di medie dimensioni. Di quelle deboli, ne rimuoveremo solo 1/3 e, se sono molto deboli, le lasceremo stare. Questa operazione deve essere eseguita prima che gli aghi si srotolino, generalmente nel mese di marzo.

2. Dopo la prima cimatura: quando i nuovi aghi rimasti saranno maturati, taglieremo le candele che avevamo già cimato dalla base con le forbici, nel seguente ordine: prima taglieremo quelle deboli. Dopo circa dieci giorni, quando vedremo spuntare nuovi germogli nella zona tagliata, cimaremo le candele di medie dimensioni allo stesso modo e, dopo altri dieci giorni, finiremo cimando quelle forti. Questo generalmente si fa a fine giugno.

Filatura
Da ottobre a marzo. Preferibilmente con filo di rame, poiché questi alberi sono molto flessibili e devono rimanere a lungo sull'albero.

Curiosità
In Giappone, questo pino è considerato virile. Il suo vigore, la consistenza della corteccia, il colore scuro degli aghi e la loro rigidità gli conferiscono questo carattere.

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febbraio 20, 2026

Il Pinus nigra è una specie molto adatta alla coltivazione bonsai

Posted By: Fausto Baccino - febbraio 20, 2026

- Nome scientifico o latino: Pinus nigra

- Nome comune o volgare: Pino nero,  Pino corso

- Famiglia:

- Pinaceae (Pinaceae).

- Origine:

- Monti dell'Austria, Jugoslavia e Italia.

Il Pinus nigra è una specie molto adatta alla coltivazione bonsai grazie al suo vigore, alla sua robustezza e alla sua capacità di adattarsi a diverse condizioni, che lo rendono resistente e durevole. Le sue principali cure includono la posizione in pieno sole, il mantenimento di un substrato leggermente umido con un buon drenaggio e la potatura e cimatura regolari per mantenerne la forma, favorire la crescita di aghi più corti e migliorare la ramificazione.
Cura e caratteristiche
Luce
: Necessita di pieno sole per un buon sviluppo del fogliame e la formazione della sua caratteristica corteccia ruvida.
Annaffiatura
: È importante mantenere il substrato leggermente umido, ma è essenziale garantire un ottimo drenaggio per evitare eccessi di umidità e marciume radicale.
Substrato
: Si consiglia un mix ben aerato, come una combinazione di Akadama, Kiryu e un po' di pomice o carbone attivo.
Potatura e ramificazione
:
Potatura dei rami: rimuovere i rami indesiderati o che si trovano in posizioni non idonee per la forma desiderata. Cimatura: in primavera, i germogli o le candele vengono cimati per favorire una migliore ramificazione e ridurre le dimensioni degli aghi, conferendo all'albero un aspetto più raffinato.
Potatura delle candele: in autunno, i germogli più forti possono essere potati per favorire la nuova crescita.
Concimazione
: il Pinus nigra non richiede molta fertilizzazione, ma tra la primavera e l'autunno è possibile utilizzare fertilizzanti organici o a base di pesce.
Protezione
: proteggere il tronco o la chioma dal caldo estivo estremo, poiché le radici possono bruciare nelle giornate più calde.
Stili e modellatura
È possibile modellare il Pinus nigra in una varietà di stili, tra cui Chokkan (formale eretto) e Moyogi (formale eretto) sono i più comuni, sebbene siano possibili anche Bunjin (letterario) o Kengai (a cascata), a seconda dei gusti.
La corteccia spessa e ruvida può essere stimolata con l'età o praticando tagli verticali nel tronco.
Considerazioni per principianti
Questa è una specie resistente che può essere gestita sia dai principianti che dagli esperti. Il suo vigore consente una rapida ripresa e crescita, rendendolo facile da curare e da modellare come un bonsai.

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febbraio 03, 2026

Come si effettua la filatura del ginepro e come si creano i legni secchi (Jin e Shari)?

Posted By: Fausto Baccino - febbraio 03, 2026

Un ginepro per tutti : Bonsai Club Martesana

La filatura e la creazione dei legni secchi (Jin e Shari) sono le tecniche chiave che conferiscono al bonsai di ginepro il suo caratteristico aspetto venerabile, simile a quello degli alberi scolpiti dagli agenti atmosferici in alta montagna.

1. La filatura del ginepro

La filatura serve a riposizionare i rami per distribuire la luce e formare i palchi vegetativi.

  • Periodo ideale: Da ottobre a marzo (periodo di stasi vegetativa). In questa fase il legno è più flessibile e la chioma ridotta permette di lavorare con facilità.

  • Materiale: Si utilizza prevalentemente filo di rame ricotto (molto tenace, ideale per le conifere) oppure alluminio anodizzato (più facile da applicare per i principianti). Lo spessore del filo deve essere pari a circa 1/3 dello spessore del ramo da piegare.

  • Tecnica di applicazione:

    1. Ancoraggio: Avvolgi sempre il filo con un angolo di 45 gradi rispetto al ramo. Non filare mai un ramo singolo senza aver prima ancorato il filo al tronco o a un ramo adiacente di pari diametro (filatura doppia).

    2. Piegatura: Accompagna il ramo con i pollici posti all'esterno della curva per evitare che la fibra si spezzi. Se la piega è molto drastica, proteggi prima la corteccia avvolgendola con della raffia bagnata o nastro autoagglomerante.

    3. Rimozione: Il filo va lasciato in posa per 6-12 mesi. Va rimosso subito se inizia ad incidere la corteccia a causa dell'ingrossamento del ramo.

2. Creazione dei legni secchi (Jin e Shari)

I legni secchi simulano rami spezzati dal vento o tronchi scortecciati da fulmini e intemperie.

  • Jin (Ramo secco): Un ramo morto o tagliato che viene scortecciato e sagomato.

  • Shari (Tronco scortecciato): Una porzione di tronco priva di corteccia che mostra il legno sottostante.

Come procedere:
  1. Individuazione della vena di vita (fondamentale per lo Shari):

    Prima di rimuovere la corteccia dal tronco, individua quale parte della vegetazione è nutrita da ciascuna fascia di corteccia. Non interrompere mai del tutto la linfa verso i rami principali: lo Shari deve scorrere parallelamente alle vene linfatiche vitali.

  2. Scortecciatura:

    Incidi la corteccia con un coltello ben affilato e rimuovila a strisce usando le pinze da Jin.

  3. Scolpitura e tessitura del legno:

    Sfilaccia le fibre del legno ancora fresco seguendo la venatura naturale (usando pinze, spazzole metalliche o frese) per evitare che il taglio sembri artificiale o realizzato a macchina.

  4. Trattamento con liquido Jin (Solfuro di Calcio):

    • Lascia asciugare il legno scortecciato per qualche settimana.

    • Inumidisci leggermente il legno con acqua e applica il liquido Jin puro o leggermente diluito con un pennellino.

    • Il liquido disinfetta il legno, previene il marciume e, asciugandosi, assume il tipico colore bianco candido opaco contrastando con il rosso della corteccia viva. Ripeti il trattamento una o due volte all'anno.

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dicembre 19, 2025

La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 19, 2025

La magnolia può essere coltivata come bonsai, anche se le sue dimensioni originarie e le foglie grandi possono rendere la sua gestione più impegnativa rispetto ad altre specie. La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta e alla fioritura precoce.

Scelta della varietà e preparazione:

  • La Magnolia stellata è preferibile per il bonsai a causa delle sue dimensioni più ridotte e della fioritura precoce, mentre la Magnolia soulangeana è più adatta per giardini o parchi.
  • Le magnolie possono essere allevate da seme, talea o innesto, ma per il bonsai è preferibile utilizzare esemplari già sviluppati.

Cura e manutenzione del bonsai di magnolia:

  • Luce:

    La magnolia ama il sole, ma nei climi più caldi può tollerare anche la mezz'ombra.

  • Annaffiatura:

    Annaffiare regolarmente, ma evitare i ristagni idrici, soprattutto in estate, quando è consigliabile annaffiare la sera.

  • Concimazione:

    Concimare mensilmente durante la stagione di crescita (esclusi i mesi di luglio e agosto), con un concime minerale ricco di azoto e solfato di ferro.

  • Rinvaso:

    Il rinvaso va effettuato ogni due anni, preferibilmente in primavera, utilizzando un terriccio specifico per bonsai, leggermente acido.

  • Potatura:

    La potatura va effettuata dopo la fioritura, rimuovendo i rami secchi o danneggiati e riducendo la lunghezza dei rami per mantenere la forma desiderata.

  • Filatura:

    La filatura può essere effettuata con filo di alluminio o rame, ma è importante fare attenzione a non danneggiare la corteccia.

Problemi comuni:

  • Caduta delle foglie: Può essere causata da stress idrico, carenze nutritive o malattie.
  • Macchie marroni: Possono indicare la presenza di malattie fungine o batteriche.
  • Essiccazione della pianta: Può essere causata da temperature troppo alte o basse, o da carenze nutritive.

Consigli:

  • È importante proteggere il bonsai di magnolia dalle gelate tardive, che possono danneggiare i boccioli.
  • Controllare regolarmente la pianta per individuare tempestivamente eventuali problemi e intervenire prontamente.
  • Utilizzare prodotti specifici per la cura del bonsai, come concimi e antiparassitari.

fonte.

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dicembre 05, 2025

Il ligustro (Ligustrum) con il suo caratteristico fogliame, piccolo e tondeggiante, lo rende un soggetto ideale per la coltivazione a bonsai

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 05, 2025

Il suo caratteristico fogliame, piccolo e tondeggiante, lo rende un soggetto ideale per la coltivazione a bonsai. Quella proposta è una specie che cresce spontanea nel sud della Cina: il suo habitat naturale è caratterizzato da un clima caldo, pertanto nelle regioni temperate più fresche va coltivata come bonsai d’appartamento. Gli stili a cui meglio si adatta sono: eretto, inclinato, su roccia, a due tronchi, a tronco multiplo.

ESPOSIZIONE
Nei lunghi mesi in cui rimane all’interno, occorre assicurargli una collocazione in posizione luminosa a meno di 1 metro dalla finestra, mantenendo la temperatura tra i 15° e i 23° C. Da maggio a settembre viene posto all'esterno in una posizione a mezzombra.

ANNAFFIATURA
L’annaffiatura ideale deve essere abbondante e regolare, facendo asciugare il terreno fra un annaffio e l’altro. Non ama i ristagni d’acqua, pertanto il drenaggio va tenuto sempre sotto controllo. In caso di eccesso d’acqua, le punte delle foglie diventano nere e gradualmente cadono. Deleteria risulta anche ovviamente la carenza d’acqua, che può essere considerata come una delle cause principali di moria del Ligustrum.

TERRENO
Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 60% di akadama e 40% di terra pronta

RINVASO
Il periodo ideale per trapiantare questa specie è la tarda primavera o l’inizio dell’estate; la frequenza deve essere di 2/3 anni. Durante il trapianto si elimina 1/3 della terra sulla parte esterna del ceppo, accorciando le radici troppo lunghe.

POTATURA
Nel corso della stagione vegetativa fino alla fine di agosto, i rami possono venir potati in qualsiasi momento. Se l’intervento deve essere effettuato su rami di grosso diametro, è consigliabile intervenire in primavera-estate, avendo però la cautela di porre mastice cicatrizzante sulle ferite, per evitare fuoriuscite di linfa.

PINZATURA
Durante tutta la stagione vegetativa è necessaria una costante pinzatura della nuova crescita. Si procede sui germogli che hanno raggiunto le 5-6 coppie di foglie, cimandoli a due coppie.

AVVOLGIMENTO
I rami ed i germogli lignificati possono essere avvolti senza problemi durante tutto l’anno. Per non rischiare però di segnare la corteccia, bisogna fare molta attenzione a rimuovere il filo tempestivamente prima che inizi ad inciderla.

CONCIMAZIONE
Alla ripresa vegetativa (marzo-aprile) concimare ogni 8-10 giorni abbinando il Concime Bonsan ad Azione Stimolante al Concime Liquido Organico Bonsan. Da aprile a settembre concimare ogni 8-10 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan oppure ogni 15-20 giorni con Bonsan Concime Solido Organico Aburukasu, evitando i mesi di luglio e agosto. Da settembre a febbraio utilizzare ogni 15-20 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan. Si consiglia inoltre, in modo particolare, la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
È una pianta semipersistente a foglie lucide particolarmente apprezzata per la sua profumatissima fioritura. I suoi caratteristici fiori a grappolo sono seguiti in autunno da bacche nere. È un bonsai molto adatto ai principianti, poiché è facile da coltivare e da rinvasare e sopporta molto bene le potature, anche quelle drastiche.

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novembre 28, 2025

Il larice (Laryx) È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai per la sua naturale forma colonnare e per le sue caratteristiche estetiche-

Posted By: Fausto Baccino - novembre 28, 2025

La specie maggiormente utilizzata per la coltivazione a bonsai è quella giapponese denominata kaempferi. Il suo impiego in arte bonsai si è ormai ampiamente diffuso anche nel nostro continente poiché questa pianta, rispetto alle nostre specie autoctone, ha una maggiore vigoria ed una conseguente notevole rapidità di crescita. È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai sia per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, sia per le sue caratteristiche estetiche: i suoi germogli hanno un deciso colore rosso-violaceo, inoltre la tonalità grigio-verde delle sue foglie aghiformi fa apparire l’insieme di un caratteristico colore azzurrognolo; le piccole pigne sono sormontate da scaglie riflesse. Essendo una conifera a foglia caduca, in forma bonsai, alla caduta degli aghi, manifesta tutto il suo fascino mettendo in luce il suo tronco rugoso, squamato, dall’aspetto vetusto, con ramificazioni fini e internodi corti. Anche la vasta gamma di stili in cui è possibile formarlo, ossia tutti quelli generalmente utilizzati ad eccezione dello stile a scopa, costituisce un ulteriore stimolo per la coltivazione di questa specie a bonsai.

ESPOSIZIONE
Il Larice cresce bene in zone fresche e ventilate. Ama particolarmente la luce del sole ad esclusione di quella intensa dell’estate: gli aghi bruciati dai raggi troppo intensi rappresentano l’inconveniente principale di coltivazione di questa specie. Come tutte le piante trae beneficio da una collocazione che ricrei le tipiche condizioni ambientali del suo habitat naturale: solo se sottoposto a climi freddi e secchi dà origine ad una chioma compatta e formata da aghi corti; se posto invece in ambienti caldi e umidi, gli aghi si presentano lunghi e deboli. Pur essendo un albero originario di zone a clima freddo, se posto in vaso, durante l’inverno, va garantita una certa protezione dell’apparato radicale dalle gelate, ad esempio coprendo il vaso con foglie, segatura o sfagno.

ANNAFFIATURA
In primavera e in estate deve essere abbondante. Poiché il Larice non ama i ristagni d’acqua, è necessario controllare il drenaggio costantemente, in modo che non si verifichi una marcescenza radicale. Durante l’inverno le somministrazioni vanno diradate facendo attenzione, però, che il terreno non si asciughi mai completamente.

RINVASO
Generalmente il trapianto va effettuato ogni 4-5 anni sugli esemplari maturi e almeno ogni 2-3 anni su quelli più giovani. Il periodo ideale è l’inizio della primavera non appena le gemme iniziano a gonfiarsi, effettuando una potatura delle grosse radici capillari e riducendole al massimo di un terzo. Si raccomanda l’utilizzo di un terriccio ben drenato composto da 80% di akadama e 20% di ghiaia, facendo attenzione ad annaffiare frequentemente durante il periodo estivo.

POTATURA
Le potature di mantenimento e di formazione vanno effettuate esclusivamente in inverno, quando i rami sono spogli. In questa stagione è possibile anche lavorare la legna secca, che per il Larice costituisce una caratteristica propria della specie e al quale conferisce un fascino particolare. Si consiglia di non potare mai precipitosamente tutti i rami che non rientrano nella silhouette della pianta: come ogni conifera, questa specie, soprattutto negli esemplari maturi, dà luogo con difficoltà a nuove ramificazioni, quindi ci si potrebbe pentire di non avere più a disposizione rami in zone strategiche per il nuovo disegno della pianta.

PINZATURA
La pinzatura dei nuovi germogli va eseguita costantemente durante tutta la stagione vegetativa, mantenendo 1-2 gemme nuove, ossia circa 2-3 cm di crescita. Per non correre alcun rischio è meglio eseguire l’intervento utilizzando solo le dita. Mentre si effettua la cimatura delle gemme è consigliabile eliminare anche gli eventuali getti avventizi che dovessero formarsi sul tronco.

AVVOLGIMENTO
L’applicazione del filo, che va effettuata in inverno, è una costante che deve seguire tutta la vita del bonsai di Larice poiché il suo legno, essendo molto flessibile, perde in breve tempo la forma. Bisogna tener presente, però, che la corteccia di questa pianta è piuttosto delicata, di conseguenza il filo, al fine di non danneggiarla, dovrà essere rivestito con carta adesiva e avvolto facendo attenzione a non bloccare il passaggio della linfa.

CONCIMAZIONE
Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
Se si rispettano le necessità di questa pianta relative soprattutto a esposizione e annaffiatura, difficilmente si andrà incontro a problemi fitopatologici. È bene tener presente, però, che il Larice è soggetto ad alcune patologie: una delle più diffuse è rappresentata dall’attacco di afidi lanigeri, che può essere facilmente evitato attraverso un’adeguata disinfezione preventiva invernale-primaverile. Altri agenti che possono intaccare la salute di questa pianta sono acari e ragnetti rossi che colpiscono le foglie in primavera, mostrando i sintomi solo in estate: in questo caso occorre intervenire per tempo con prodotti chimici specifici. Le radici possono essere soggette ad attacchi fungini se il terreno non è ben drenato.

È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai sia per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, sia per le sue caratteristiche estetiche

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novembre 21, 2025

La Lagerstroemia come bonsai è interessante per la decorativa corteccia che si stacca in lunghe strisce-

Posted By: Fausto Baccino - novembre 21, 2025


In questo tipo di coltivazione oltre che per la fioritura, la pianta è interessante per la decorativa corteccia che si stacca in lunghe strisce, scoprendo un tronco grigio con zone rosa e marrone. Questa qualità corticale è apprezzabile per tutto l’anno e il suo momento migliore è l’inverno, quando la maggior parte degli altri bonsai fioriferi non offrono particolari attrattive. Viene modellata soprattutto negli stili eretto, inclinato, prostrato e su roccia.

ESPOSIZIONE
All’esterno in posizione a mezzombra; si deve fare attenzione in inverno che non sia sottoposta a gelate. Una combinazione di elevate temperature e scarsa illuminazione produce una crescita troppo allungata e tenera: è consigliabile crearle un microambiente fresco.

ANNAFFIATURA
Deve essere quotidiana dall’inizio della primavera all’autunno. Meno frequente durante la dormienza, controllando però periodicamente il terreno per non lasciarlo inaridire.

TERRENO
Il composto più adatto a questa specie è costituito da: Akadama 25%, terra pronta 50% e sabbia 25%.

RINVASO
Ogni due anni, in primavera, prima della ripresa vegetativa.

POTATURA
Va effettuata la potatura dei rami nell’arco dell’intero anno; quando presenta 6 foglie, si riduce a 2. In autunno, dopo che è avvenuta la fioritura, potare drasticamente.

PINZATURA
Dopo aver lasciato sviluppare la nuova crescita fino a tarda primavera, si procede ad accorciare ciascun germoglio.

AVVOLGIMENTO
Può essere educata con il filo tutto l’anno, eccetto durante la fioritura.

CONCIMAZIONE
Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
È soggetta soprattutto agli afidi.

In questo tipo di coltivazione oltre che per la fioritura, la pianta è interessante per la decorativa corteccia che si stacca in lunghe strisce, scoprendo un tronco grigio con zone rosa e marrone.

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novembre 14, 2025

La Kadsura japonica è una piccola pianta rampicante originaria della Cina meridionale

Posted By: Fausto Baccino - novembre 14, 2025

La Kadsura japonica è una piccola pianta rampicante originaria della Cina meridionale. È caratterizzata dalle sue foglie sempreverdi, che diventano rosse in autunno e rimangono sull'albero, e dai suoi caratteristici frutti sferici a grappolo.
La fioritura inizia a fine estate.

I fiori possono essere maschili o femminili, ma mai entrambi presenti sulla stessa pianta. Ciò significa che entrambi i sessi devono essere in contatto affinché avvenga la fecondazione e si formi questo splendido grappolo di frutti.

Si tratta di una specie piuttosto rustica che si adatta sia al pieno sole che alla mezz'ombra e non è esigente in termini di scelta del substrato.

Altezza 15 cm; peso netto 3 cm.
Vaso 10 x 8 x 3 cm

Si tratta di una specie rara, ma molto apprezzata in Giappone, molto suggestiva per le sue foglie che diventano rosse in autunno e per i suoi frutti a grappolo. La fioritura inizia in estate e i fiori possono essere sia femminili che maschili, ma mai entrambi presenti sulla stessa pianta. Pertanto, affinché la fecondazione avvenga, entrambi i sessi devono essere in contatto.

Sebbene crescano bene in terreni neutri, preferiscono un substrato leggermente acido.

Nonostante le sue foglie siano grandi, la spettacolarità dei suoi frutti rende questa specie una delle preferite in Giappone per la coltivazione di alberi di dimensioni shohin.

Trapiantata in vaso tokoname, in akadama e kiryuzuna.

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ottobre 24, 2025

L'Itea japonica, o falso gelsomino giapponese, è un piccolo albero deciduo, molto adatto alla coltivazione come bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 24, 2025

L'Itea japonica è un piccolo albero a foglie caduche, solitamente coltivato con un tronco multiplo. Le sue foglie diventano rosse in autunno e i suoi rami si riempiono di fiori bianchi in racemi in primavera. Sembra di essere in un bosco: avete visto come i raggi del sole attraversano le foglie e illuminano il tronco?

L'Itea japonica, o falso gelsomino giapponese, è un piccolo albero deciduo, molto adatto alla coltivazione come bonsai. Le sue foglie diventano rosse in autunno e i suoi rami si ricoprono di fiori bianchi a grappoli in primavera.

Caratteristiche dell'Itea japonica come bonsai:

Dimensioni:

È un albero di piccole dimensioni, il che lo rende adatto alla coltivazione in piccoli vasi come bonsai.

Foglie:

Le sue foglie sono ovali e dentate e diventano di un rosso intenso in autunno, aggiungendo interesse visivo al bonsai.

Fiori:

Produce fiori bianchi a grappoli pendenti in primavera, molto belli e profumati.

Tronco:

Può essere coltivato con un singolo tronco o più tronchi, consentendo diversi stili di bonsai.

Crescita:

È un albero a crescita relativamente rapida, il che lo rende facile da modellare e da usare come bonsai.

Considerazioni per la coltivazione:

Luce: Richiede luce solare diretta, ma può tollerare anche un po' d'ombra.

Terreno: Un terreno ben drenato è essenziale per evitare il marciume radicale. Si consiglia un terriccio per bonsai ben drenante.

Irrigazione: Annaffiare regolarmente, soprattutto durante i mesi più caldi, evitando però i ristagni d'acqua.

Fertilizzazione: Fertilizzare durante la stagione vegetativa con un fertilizzante bilanciato per bonsai.

Potatura: Potare per controllare le dimensioni e la forma dell'albero. La potatura di mantenimento può essere effettuata dopo la fioritura.

Rinvaso: Rinvasare ogni due o tre anni, o secondo necessità, utilizzando terriccio per bonsai fresco.

Protezione invernale: Nelle zone con inverni freddi, proteggere il bonsai dal gelo.

L'Itea japonica è un'ottima scelta sia per i principianti che per gli esperti di bonsai grazie alla sua facilità di coltivazione, alle sue caratteristiche attraenti e alla capacità di adattarsi a diversi stili.

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ottobre 17, 2025

L’Agrifoglio (Ilex) è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 17, 2025

L’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai. Essendo una specie dioica, i fiori maschili e femminili compaiono su piante diverse: gli alberi che portano i fiori maschili sono caratterizzati da una maggiore delicatezza dei fiori e della ramificazione, ma solo quelli femminili producono il frutto. Altro pregio di questa specie è la spettacolare fioritura e l’adattabilità a tutti gli stili bonsai, rendendola una pianta particolarmente apprezzata da numerosi appassionati. Le varietà più utilizzate sono l’Ilex crenata, l’Agrifoglio del Giappone che presenta foglie e rami fini e l’Ilex serrata, con sottili foglie oblunghe che assomigliano più a quelle del Ciliegio o del Melo che a quelle lucide e spinose del classico sempreverde.

ESPOSIZIONE
Trattandosi di una specie tropicale, ma molto tollerante anche verso le temperature rigide, può essere tranquillamente posta all’esterno durante tutto l’anno, purché vengano protette le radici nei periodi più rigidi dell’inverno e preservato il fogliame dai venti gelidi. Non ci sono problemi, invece, a lasciar esposto l’Ilex anche agli intensi raggi solari dell’estate. Solo le giovani piantine vanno protette nei momenti più caldi della giornata, arrivando però gradualmente ad abituarle anche a queste particolari condizioni. Considerando che per poter godere appieno della fruttificazione è assolutamente indispensabile evitare che si verifichi la perdita precoce dei fiori, che in tal caso non potrebbero essere impollinati e quindi fecondati, nei giorni di forte vento o pioggia intensa, l’Agrifoglio va protetto anche semplicemente ponendolo sotto al banco di appoggio, poiché questi fenomeni atmosferici possono danneggiare i petali o far cadere i fiori.

ANNAFFIATURA
Necessita di abbondante acqua, quindi bisogna riporre particolare attenzione nell’annaffiatura, soprattutto una volta formatisi i frutti, poiché se l’acqua viene a mancare, le bacche cadono o perdono colore e anche le foglie appassiscono. L’insufficienza d’acqua, inoltre, rende più lenta la maturazione dei germogli, causando anche uno sviluppo irregolare delle gemme da fiore, quindi, bisogna assicurarsi che il terreno rimanga sempre umido o meglio non asciughi mai completamente fra un’annaffiatura e l’altra. Mentre si bagna non si deve dirigere il getto d’acqua direttamente sui fiori, ma va indirizzato esclusivamente al substrato poiché, come la pioggia battente, il flusso d’acqua potrebbe danneggiare o far cadere i fiori, a scapito della fruttificazione.

RINVASO
Effettuare il rinvaso con una certa frequenza apporta grandi benefici all’Agrifoglio. Fino al suo decimo anno di vita è opportuno trapiantare ogni anno all’inizio della primavera, in quanto le radici sono fini e molto vigorose e di conseguenza arrivano a saturare il vaso in una sola stagione di crescita, rendendo difficile una corretta annaffiatura. Superato questo periodo, si potrà intervenire ad anni alterni. Il composto ideale per questa specie è costituito da 50% di akadama, 30% di terriccio e 20% di pozzolana o lapillo vulcanico.

POTATURA
Generalmente si pota in tardo autunno-inizio inverno, dopo aver ammirato l’albero ricoperto di bacche, mantenendo 2-3 gemme, oppure in primavera, tagliando al secondo-terzo nodo i rami che sono stati lasciati allungare ai fini della fruttificazione. Riuscire a mantenere la forma dell’albero, comunque, non è difficile, in quanto le gemme da fiore non si formano sui germogli ma sui rami dell’anno precedente, per cui si può potare senza rischiare di compromettere la fioritura. Trattandosi di una specie vigorosa, la potatura deve essere mirata anche al mantenimento di un buon equilibrio, quindi i germogli dell’apice vanno costantemente accorciati in maniera consistente, così come le estremità dei rami più forti. La potatura di formazione si applica a fine autunno-inizio inverno.

PINZATURA
Un’adeguata pinzatura garantisce una crescita compatta. È importante che venga effettuata con tempismo, per cui, non appena l’albero comincia a germogliare, si cimeranno i germogli che si sviluppano in posizioni indesiderate, a favore dei restanti che si lasceranno allungare fino al raggiungimento della misura ideale per la formazione.

AVVOLGIMENTO
Per modellare questa pianta risulta efficace anche l’avvolgimento, purché praticato nel periodo adeguato: fra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Poiché presenta una corteccia molto sensibile, esso va applicato con estrema attenzione e possibilmente rivestendolo il filo con nastro adesivo. Il filo andrà poi rimosso al più presto non appena inizia ad incidere la corteccia. Se non si vogliono correre rischi, in alternativa al filo si possono usare pesi e tiranti.

CONCIMAZIONE
Un difetto comune nella coltivazione dell’Agrifoglio è l’eccesso di concime. Questa pianta è piuttosto vigorosa e resistente e pertanto non necessita di grandi dosi di fertilizzante. Si consiglia di usare soprattutto concime in pastiglie tipo hanagokoro dalla primavera all’autunno, evitando i mesi più caldi.

CURE
È soggetto soprattutto a bruchi, microlepidotteri e minatori. Il periodo in cui è più probabile che venga attaccata da questi parassiti è la primavera, quando comincia a vegetare. Un metodo efficace per evitare che questo si verifichi, consiste nell’effettuare trattamenti preventivi. Se la patologia si è manifestata, è necessario intervenire con un prodotto specifico, applicando almeno tre trattamenti a distanza di 10 giorni uno dall’altro.

L’Agrifoglio è uno degli alberi da frutto più facili ed eleganti da formare a bonsai, adattabile a tutti gli stili.

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luglio 25, 2025

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 25, 2025

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti e per la forte dinamicità del suo tronco. Inoltre, essendo un albero vigoroso e robusto, risulta piuttosto semplice da formare. Gli stili a cui meglio si adatta sono: eretto, inclinato, prostrato, a cascata, a 2 tronchi, a ceppo comune, a tronco multiplo, a zattera e a gruppo.


ESPOSIZIONE


Ama essere esposta tutto l’anno in pieno sole.

 

ANNAFFIATURA


Durante la stagione vegetativa deve essere quotidiana. In particolar modo si abbia cura di controllare meticolosamente le annaffiature dopo la fioritura, poiché la causa principale della perdita dei frutti, quando sono ancora immaturi è proprio la mancanza d’acqua.

TERRENO

 

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 90% akadama e 10% terra pronta

 

RINVASO


Il rinvaso si effettua ogni due-tre anni in primavera.

 

POTATURA


L’obiettivo principale della potatura degli apici dei rami di questa specie è quello di deviare l’energia di crescita concentrata nelle zone periferiche, verso l’interno, in modo da stimolare la formazione di gemme. Questo intervento, quando necessario, si effettua in primavera.

 

PINZATURA


Durante la fase di formazione dei rami, che può durare anche qualche anno, non ci si deve preoccupare della comparsa dei fiori, ma pinzare ogni qual volta serve per far ramificare i nuovi germogli. Superato questo periodo, bisognerà concentrarsi sulle gemme da fiore, rinviando ogni pinzatura dei nuovi germogli alla fine di giugno, lasciando solo un paio di internodi, allo scopo di conservare le gemme da fiore.

 

AVVOLGIMENTO


Si applica il filo sui rami allo scopo di abbassarli.

 

CONCIMAZIONE

 

Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.
CURE


È soggetta soprattutto a muffe e marciume.

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti e per la forte dinamicità del suo tronco

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ottobre 30, 2019

Il Prunus mume è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 30, 2019

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea, ma soprattutto diffuso in Giappone (dove è considerato un albero portafortuna), è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose.

Il Prunus mume come bonsai

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea, ma soprattutto diffuso in Giappone (dove è considerato un albero portafortuna), è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose. Fiorisce infatti abbondantemente già verso la fine dell'inverno e i suoi fiori leggeri creano uno splendido contrasto con il tronco rugoso e dal piacevole aspetto vetusto. Poiché trattasi di una specie che risponde bene alla potatura e vegeta vigorosamente, costituisce un materiale piuttosto semplice da formare, quindi è l'ideale anche per i principianti. La sua formazione come bonsai è estremamente gratificante non solo per la fioritura, ma anche per il fascino dell'aspetto d'insieme, il portamento e la distribuzione dei rami. In Oriente si trovano anche molte cultivar che non sono diffuse in Occidente. È adatto a tutti gli stili, eccetto l’eretto formale e quello a scopa.

Esposizione

Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate.

Annaffiatura

Ogni qualvolta lo strato superficiale del terreno appare asciutto, annaffiare abbondantemente. Attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori.

Terreno

Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Rinvaso

Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo negli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc.

Potatura

Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura

Il Prunus mume necessita di una costante pinzatura. La cimatura va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola, i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento

È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione

Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure

Se la pianta è coltivata come indicato, le fisiopatie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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ottobre 24, 2019

In Giappone il Melograno, o Punica granatum, si coltiva come bonsai dall'inizio del secolo scorso.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 24, 2019

In Giappone il Melograno, o Punica granatum,  si coltiva come bonsai dall'inizio del secolo scorso.Risulta molto adatto per la modellatura a bonsai.

Il Punica granatum come bonsai

In Giappone il Melograno, o Punica granatum,  si coltiva come bonsai dall'inizio del secolo scorso.Risulta molto adatto per la modellatura a bonsai: sopporta le potature drastiche e la pinzatura continua delle gemme, è facile da raccogliere, da far radicare ed inoltre possiede un grande vigore di crescita, oltre ad adattarsi molto bene al vaso. Applicando le tecniche bonsai, il Melograno assume caratteristiche molto affascinanti, soprattutto per quanto riguarda la sua ramificazione che diviene finissima, se si presta particolare attenzione alla potatura dei nuovi germogli. Il suo legno durissimo, permette di realizzare con grande successo dei jin. La fioritura ed i bellissimi frutti completano le qualità di quest'albero. Le sue peculiarità ne fanno anche una delle specie più adatte ad essere lavorate come shohin, per cui risulta particolarmente adeguata la varietà nana di questa pianta poiché presenta fiori e frutti di dimensioni ridotte.

Esposizione

Poiché ama molto il sole, trae il massimo beneficio dall'irradiazione diretta; l'ideale, comunque è che possa ricevere anche una buona ventilazione. È molto resistente anche al caldo estivo più intenso, ma soffre se sottoposto al freddo e soprattutto alle gelate invernali: ai primi abbassamenti di temperatura la pianta andrà protetta.

Annaffiatura

Il terreno in cui cresce il Melograno non deve rimanere costantemente umido, ma è fondamentale bagnarlo bene e abbondantemente: tra un'annaffiatura e l'altra la terra deve avere il tempo di asciugarsi.Vanno evitati gli eccessi di annaffio, altrimenti sulla pianta si manifesta una crescita lunga e debole con foglie gialle. Allo stesso modo anche le annaffiature scarse danneggiano seriamente lo sviluppo della pianta: le foglie si arricciano, seccandosi ai bordi, inoltre la fioritura viene compromessa.

Terreno

Il composto migliore da utilizzare è costituito da: 4/6 di akadama, 1/6 di terriccio, 1/6 di sabbia.

Rinvaso

La frequenza ideale per effettuare il trapianto di questa specie è ogni due/tre anni. Se si effettua il rinvaso una settimana dopo che la pianta ha vegetato, l'albero non andrà incontro ad alcun rischio. Si scelgano preferibilmente vasi piuttosto profondi e provvisti di molti e ampi fori al fine di un buon drenaggio.

Potatura

I due tipi di potatura che si praticano sul Melograno sono quella di formazione e quella di mantenimento. Con la prima si effettua il taglio di grossi rami all'inizio della primavera, momento in cui l'albero ha già vegetato, coprendo immediatamente le ferite con mastice cicatrizzante. La potatura di formazione va effettuata solo se è assolutamente necessaria, poiché il Melograno ha la forte tendenza al ritiro di linfa proprio sui tagli dei rami di grosse dimensioni. La potatura di mantenimento si applica soprattutto per eliminare l'eccesso di crescita prodotto durante tutto l'anno: rami che si incrociano, che crescono verso l'alto o il basso o che appaiono troppo lunghi. Il periodo migliore per eseguirla è la primavera o a metà autunno, in modo che i tagli abbiano il tempo di chiudersi prima del sopraggiungere dell'inverno.

Pinzatura

Per effettuare la pinzatura su questa specie, va considerato che il fiore appare alle estremità delle nuove vegetazioni, quindi se si interviene continuamente con le cimature non si otterranno i frutti, ma d’altra parte, se non si pinzasse, non si riuscirebbe a mantenere la silhouette dell’albero. Per pinzare correttamente il Melograno è bene far attenzione al suo ritmo di crescita come specie da fiore. È difficile che dai suoi fiori, che si sviluppano prima di giugno, si ottengano dei frutti, per questo motivo fino all'inizio dell'estate essi non saranno necessari e quindi ci si potrà occupare delle nuove crescite, pinzando allo scopo di formare nuovi rami. Dalla fine di maggio/primi di giugno i rami si lasceranno crescere: osservando quali portano la gemma da fiore all’estremità, si scelgono quelle che interessano al disegno dell’albero, pinzando le restanti.

Avvolgimento

In maggio-giugno si può applicare il filo poiché questo è il momento in cui la nuova crescita non è ancora totalmente lignificata e quindi i rami potranno essere curvati più facilmente, evitando il rischio di rotture. Su questa specie, essendo piuttosto delicata, l'avvolgimento va effettuato con la massima attenzione. Si consiglia di utilizzare filo di alluminio ramato. Quando si prevede di avvolgere un ramo di grosse dimensioni, è bene non annaffiare la pianta nei due giorni precedenti al lavoro.

Concimazione

Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ogni 8-10 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure

Nel momento della fioritura gli alberi sono maggiormente soggetti ad attacchi di parassiti, ma nella somministrazione dei prodotti insetticidi occorre avere cautela, altrimenti si rischia di ostacolare l'impollinazione naturale. Quindi è consigliabile applicare dei trattamenti di prevenzione, piuttosto che dover intervenire quando l'albero si trova nella fase di fioritura. Questa specie può essere soggetta soprattutto a mosca bianca e ragnetto rosso.

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ottobre 16, 2019

Le varietà autoctone come il Pinus Thunbergii occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 16, 2019

Le varietà autoctone occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai. Si tratta di una pianta molto longeva che ha dimostrato di poter vivere, coltivata come bonsai, per centinaia di anni.

Il Pinus thunbergii bonsai

Le varietà autoctone occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai. Si tratta di una pianta molto longeva che ha dimostrato di poter vivere, coltivata come bonsai, per centinaia di anni. Per molti appassionati ha costituito sicuramente il primo approccio all’arte bonsai. Sono diversi gli stili indicati per i Pini: bunjin, eretto formale e informale, inclinato, semi-cascata e cascata; si adatta comunque anche ad altre forme, che però a volte possono apparire meno naturali. Invecchiando, le peculiarità di questa pianta si accentuano: la corteccia fessurandosi, diventa sempre più interessante, la vegetazione si arricchisce definendo splendidi palchi, ecc. Grazie quindi alla tipica longevità, garantita anche dalla grande resistenza dei Pini nei confronti delle avversità climatiche e ambientali, esistono esemplari spettacolari che, soprattutto nella patria del bonsai, il Giappone, si tramandano di generazione in generazione, scrivendo una propria storia.

Esposizione

I Pini amano posizioni soleggiate e ben ventilate, pertanto è consigliabile lasciarli costantemente all’esterno. Tuttavia, nel caso in cui i vasi siano di dimensioni molto contenute, conviene proteggerli dal vento proveniente dal nord in inverno, per evitare che la zolla geli. In estate se non si ha la possibilità di annaffiare con costanza nei momenti adeguati, può essere utile proteggerli collocandoli sotto una rete ombreggiante durante il giorno e riportandoli all’esterno ogni sera, in modo che possano godere della rugiada notturna.

Annaffiatura

In generale, queste piante sopportano piuttosto bene la siccità. Se si lascia asciugare adeguatamente la terra tra un’annaffiatura e l’altra, il fogliame assume un aspetto più compatto. Dall’inizio dell’estate fino all’autunno non bisogna trascurare la nebulizzazione degli aghi a fine giornata.

Terreno

Il composto ideale è costituito da akadama e sabbia grossolana, che riesce a garantire un drenaggio ottimale.

Rinvaso

Gli esemplari giovani si trapiantano circa ogni 3 anni, quelli più maturi ogni 5-7 anni. L’epoca più adatta è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le gemme sono gonfie, ma gli aghi non si sono ancora aperti. Dopo il rinvaso si bagna a fondo e si posiziona l’albero all’ombra, nebulizzando gli aghi due volte al giorno. Solo quando gli aghi saranno completamente aperti, si potrà abituare il Pino al sole.

Potatura

La potatura dei rami o dell’apice si esegue esclusivamente in inverno, quando l’albero è in dormienza e la pressione della linfa è minima, altrimenti la ferita comincerà a gemere resina, anche se protetta con pasta cicatrizzante. È consigliabile potare, lasciando un moncone, applicare pasta cicatrizzante ed eliminare il moncone l’anno successivo. La potatura di mantenimento consiste nella sostituzione degli apici: si tagliano i germogli troppo lunghi, sostituendoli con altri laterali più corti. Allo stesso tempo si eliminano i germogli che crescono direttamente verso il basso, e quelli che crescono in tutte le altre posizioni inopportune. È bene tener presente che i Pini mostrano una forte tendenza alla crescita apicale e l’unico modo per contenere questo sviluppo verticale, è favorire quello orizzontale.

Pinzatura

Il periodo migliore per pinzare le candele mature è intorno alla metà di giugno, momento in cui si eliminano completamente i germogli: subito quelli deboli e a distanza di due settimane quelli forti. Se dopo la pinzatura si formassero 3 o 4 germogli nello stesso punto, conviene sfoltire i più vigorosi, mantenendo quelli più deboli presenti nelle zone forti, mentre nelle zone deboli si interviene su quelli deboli, lasciando i più forti, per evitare che si verifichi un ingrossamento delle estremità dei rami.

Avvolgimento

L’epoca più adatta per questa pratica è l’inverno. I Pini consentono una piegatura di rami e tronco, impensabili in altre specie, purché vengano prese le dovute precauzioni. Poiché la legna è molto flessibile, è bene usare filo di spessore maggiore, rispetto a quello che sarebbe adatto per altre specie con dimensioni simili; viceversa il ramo modellato tornerebbe in pochi minuti nella posizione iniziale. Dopo l’avvolgimento si pone l’albero all’ombra, nebulizzando la ramificazione con acqua, un paio di volte al giorno.

Concimazione

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure

Durante la stagione vegetativa i Pini possono subire attacchi da parte di parassiti, quali afidi e acari, che dovranno essere trattati immediatamente, utilizzando prodotti specifici. A scopo preventivo è utile nebulizzare la chioma in inverno, con del liquido jin, diluito in acqua (1:30).

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settembre 22, 2019

Il Pino è una pianta che ha dimostrato di poter vivere, come bonsai, per centinaia di anni.

Posted By: Fausto Baccino - settembre 22, 2019
Sia per le varietà autoctone, sia per quelle di importazione i Pini bonsai occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai.

Si tratta di una pianta molto longeva che ha dimostrato di poter vivere, coltivata come bonsai, per centinaia di anni.

Per molti appassionati ha costituito sicuramente il primo approccio all’arte bonsai.

Le specie di pino più utilizzate e più facili da reperire come bonsai sono: Pinus thunbergii (Pino nero) e Pinus pentaphylla (Pino a cinque aghi).

Senza ombra di dubbio i bonsai di pino, sono di gran lunga i bonsai più largamente apprezzati e coltivati, grazie anche al fatto che sono molto longevi e particolarmente resistenti alle condizioni climatiche.

I pini bonsai occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai.

Pinus Pentaphylla tra le specie più apprezzate come bonsai.

Sono diversi gli stili indicati per i Pini: bunjin, eretto formale e informale, inclinato, semi-cascata e cascata; si adatta comunque anche ad altre forme, che però a volte possono apparire meno naturali. Invecchiando le peculiarità di questa pianta si accentuano: la corteccia fessurandosi, diventa sempre più interessante, la vegetazione si arricchisce definendo splendidi palchi, ecc.



Grazie quindi alla tipica longevità, garantita anche dalla grande resistenza dei Pini nei confronti delle avversità climatiche e ambientali, esistono esemplari spettacolari che, soprattutto nella patria del bonsai, il Giappone, si tramandano di generazione in generazione, scrivendo una propria storia.

Esposizione.


I Pini amano posizioni soleggiate e ben ventilate, pertanto è consigliabile lasciarli costantemente all’esterno. Tuttavia, nel caso in cui i vasi siano di dimensioni molto contenute, conviene proteggerli dal vento proveniente dal nord in inverno, per evitare che la zolla geli.

In estate se non si ha la possibilità di annaffiare con costanza nei momenti adeguati, può essere utile proteggerli collocandoli sotto una rete ombreggiante durante il giorno e riportandoli all’esterno ogni sera, in modo che possano godere della rugiada notturna.

Annaffiatura.


In generale, queste piante sopportano piuttosto bene la siccità. Se si lascia asciugare adeguatamente la terra tra un’annaffiatura e l’altra, il fogliame assume un aspetto più compatto.

Dall’inizio dell’estate fino all’autunno non bisogna trascurare la nebulizzazione degli aghi a fine giornata.

Terreno.


Il composto ideale è costituito da akadama e sabbia grossolana, che riesce a garantire un drenaggio ottimale.

Rinvaso.


Gli esemplari giovani si trapiantano circa ogni 3 anni, quelli più maturi ogni 5-7 anni. L’epoca più adatta è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le gemme sono gonfie, ma gli aghi non si sono ancora aperti.
Leggi anche: La Metasequoia come bonsai fino al secolo scorso era considerato estinto da due milioni di anni.
Dopo il rinvaso si bagna a fondo e si posiziona l’albero all’ombra, nebulizzando gli aghi due volte al giorno.

Solo quando gli aghi saranno completamente aperti, si potrà abituare il Pino al sole.

Potatura.


La potatura dei rami o dell’apice si esegue esclusivamente in inverno, quando l’albero è in dormienza e la pressione della linfa è minima, altrimenti la ferita comincerà a gemere resina, anche se protetta con pasta cicatrizzante.

È consigliabile potare, lasciando un moncone, applicare pasta cicatrizzante ed eliminare il moncone l’anno successivo.

La potatura di mantenimento consiste nella sostituzione degli apici: si tagliano i germogli troppo lunghi, sostituendoli con altri laterali più corti.

Allo stesso tempo si eliminano i germogli che crescono direttamente verso il basso, e quelli che crescono in tutte le altre posizioni inopportune.

È bene tener presente che i Pini mostrano una forte tendenza alla crescita apicale e l’unico modo per contenere questo sviluppo verticale, è favorire quello orizzontale.

Pinzatura.


Per quanto riguarda le nuove crescite, quando i germogli si allungano a forma di candela, verso aprile-maggio, è bene pinzarli in modo da equilibrare il loro vigore di crescita.

Cimando con decisione le candele più lunghe e forti e pinzando leggermente o addirittura evitando di applicare questa operazione su quelle più deboli, si conferisce equilibrio allo sviluppo dell’albero.

Avvolgimento.


L’epoca più adatta per questa pratica è l’inverno.


I Pini consentono una piegatura di rami e tronco, impensabili in altre specie, purché vengano prese le dovute precauzioni.

Poiché la legna è molto flessibile, è bene usare filo di spessore maggiore, rispetto a quello che sarebbe adatto per altre specie con dimensioni simili; viceversa il ramo modellato tornerebbe in pochi minuti nella posizione iniziale.

Dopo l’avvolgimento si pone l’albero all’ombra, nebulizzando la ramificazione con acqua, un paio di volte al giorno.

Concimazione.


Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan.

Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro.

Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan.

Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure.


Durante la stagione vegetativa i Pini possono subire attacchi da parte di parassiti, quali afidi e acari, che dovranno essere trattati immediatamente, utilizzando prodotti specifici.
Leggi anche: L'Olea europaea è entrato nel mondo del bonsai con le prime coltivazioni dell'anno 1970.
A scopo preventivo è utile nebulizzare la chioma in inverno, con del liquido jin, diluito in acqua (1:30).
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