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giugno 30, 2026

Come variare le date di esecuzione del Mekiri nei pini in base al clima locale e alla forza dei singoli rami?

Mekiri e Tambaoo su pino nero shohin – Hiryuen

Variare la data di esecuzione del Mekiri significa gestire una sola risorsa fondamentale: il numero di giorni di caldo rimanenti prima dell'autunno.

Più giorni di sviluppo si concedono alla seconda cacciata, più gli aghi della seconda vegetazione cresceranno lunghi e le gemme diventeranno forti; al contrario, meno giorni si concedono, più gli aghi rimarranno corti e compatti.

1. Variazione in base al Clima Locale

Le date del Mekiri vanno adattate alla durata della stagione vegetativa della tua zona geografica.

  • Clima Caldo / Estati Lunghe (es. Sud Italia, zone costiere)

    • Finestra di esecuzione: Metà Luglio – Fine Luglio

    • Motivazione: La stagione vegetativa dura fino a fine ottobre o inizio novembre. Se il Mekiri venisse eseguito troppo presto (es. inizio giugno), la seconda cacciata avrebbe a disposizione oltre 4 mesi di caldo e produrrebbe aghi di nuovo molto lunghi, vanificando la tecnica.

  • Clima Temperato (es. Centro Italia, Pianura Padana)

    • Finestra di esecuzione: Fine Giugno – Inizio Luglio

    • Motivazione: È la finestra temporale classica riportata nei manuali tradizionali, calibrata su circa 90-100 giorni utili di crescita prima della stasi autunno-invernale.

  • Clima Freddo / Estati Brevi (es. Nord Italia, zone montane o pedemontane)

    • Finestra di esecuzione: Inizio Giugno – Metà Giugno

    • Motivazione: I primi freddi arrivano a fine settembre o inizio ottobre. Eseguire il Mekiri a luglio inoltrato comporterebbe il rischio che le seconde gemme non riescano ad aprirsi in tempo o non maturino a sufficienza per superare le prime gelate invernali.

2. Variazione in base alla Forza dei Rami (Mekiri Scalato)

I pini presentano una forte dominanza apicale: l'apice e la parte esterna della chioma assorbono gran parte dell'energia, mentre i rami bassi ed interni tendono ad indebolirsi.

Per bilanciare la vigoria dell'albero si applica il Mekiri differenziato (in 2 o 3 fasi) a distanza di 7–14 giorni l'una dall'altra:

[FASE 1: Rami Deboli] ---> (attesa 7-10 gg) ---> [FASE 2: Rami Forti/Apice]
  └> Più tempo per crescere                        └> Meno tempo per crescere
Protocollo di Taglio Differenziato
  1. Fase 1 — Rami Deboli (Zona bassa e interna):

    • Quando: Tagliati per primi (all'inizio della finestra climatica prevista).

    • Scopo: Avere 10-14 giorni di vantaggio per la seconda cacciata garantisce a questi rami più tempo per sviluppare aghi e accumulare energia prima del freddo.

  2. Fase 2 — Rami di Media Forza:

    • Quando: Tagliati circa 5-7 giorni dopo la prima fase.

  3. Fase 3 — Rami Forti ed Apice:

    • Quando: Tagliati per ultimi (circa 10-14 giorni dopo i rami deboli).

    • Scopo: Privare i rami dominanti di due settimane di crescita estiva ne riduce la vigoria, costringendoli a fare aghi molto piccoli e livellando la forza dell'intera chioma.

Regola di Sicurezza (Rami Molto Deboli): Se un ramo basso è visibilmente sofferente o ha candele troppo sottili, non deve subire alcun Mekiri. La candela primaverile va lasciata intatta per permettere al ramo di recuperare forza durante l'anno.

Tabella di Sintesi Integrata

Zona Climatica
1° Taglio: Rami Deboli
2° Taglio: Rami Medi
3° Taglio: Rami Forti / Apice

Clima Freddo / Breve
~1 – 5 Giugno
~8 – 12 Giugno
~15 – 20 Giugno

Clima Temperato
~20 – 25 Giugno
~28 Giugno – 2 Luglio
~5 – 10 Luglio

Clima Caldo / Lungo
~5 – 10 Luglio
~12 – 18 Luglio
~20 – 28 Luglio

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giugno 26, 2026

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea è sicuramente una delle specie più amate come bonsai.

Il Prunus mume, originario della Cina e della Corea, ma soprattutto diffuso in Giappone (dove è considerato un albero portafortuna), è sicuramente una delle specie più amate per la sua fioritura e fruttificazione particolarmente generose. Fiorisce infatti abbondantemente già verso la fineè sicuramente una delle specie più amate dell'inverno e i suoi fiori leggeri creano uno splendido contrasto con il tronco rugoso e dal piacevole aspetto vetusto. Poiché trattasi di una specie che risponde bene alla potatura e vegeta vigorosamente, costituisce un materiale piuttosto semplice da formare, quindi è l'ideale anche per i principianti. La sua formazione come bonsai è estremamente gratificante non solo per la fioritura, ma anche per il fascino dell'aspetto d'insieme, il portamento e la distribuzione dei rami. In Oriente si trovano anche molte cultivar che non sono diffuse in Occidente. In Italia cresce spontaneo il Prunus spinosa, che come bonsai rappresenta un’eccellente alternativa alla specie giapponese. È adatto a tutti gli stili, eccetto l’eretto formale e quello a scopa.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus mume necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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giugno 23, 2026

Come coordinare la concimazione e la pinzettatura delle candele (Metsumi/Mekiri) nei pini per ridurre la lunghezza degli aghi?

Oggi vediamo insieme come eseguire il #mekiri ad uno dei nostri pini neri   #bonsai #bonsaitree #japan

Coordinare la concimazione con il Metsumi (spizzicatura/spezzamento delle candele primaverili) e il Mekiri (taglio estivo della candela per la seconda cacciata) è l'unico modo efficace per ridurre la lunghezza degli aghi nei pini.

La regola biologica fondamentale è: la lunghezza dell'ago è direttamente proporzionale all'Azoto disponibile nel terreno durante il periodo di allungamento dell'ago stesso.

Prima di applicare la tecnica, occorre distinguere tra le due grandi famiglie di pini utilizzati nel bonsai:

1. Pini a Doppia Cacciata (es. Pino Nero - Pinus thunbergii, Pino Rosso - Pinus densiflora)

Queste specie hanno la capacità di produrre due cacciate di gemme nello stesso anno. La riduzione degli aghi si ottiene eliminando la prima cacciata primaverile per forzare una seconda cacciata estiva, che crescerà in una finestra temporale più breve producendo aghi naturalmente più corti.

Cronoprogramma di Coordinamento (Mekiri)
  • Autunno (Anno precedente) — Massima Carica Nutritiva:

    • Azione: Concimazione organica costante e abbondante (NPK bilanciato o ricco in PK).

    • Scopo: Creare riserve di zuccheri nel tronco e nelle radici. Senza questa forza accumulata in autunno, il pino non supererà il taglio estivo (Mekiri).

  • Primavera (Marzo – Maggio) — Pausa dall'Azoto:

    • Azione: Rimuovi ogni traccia di concime organico e non somministrare liquidi azotati mentre le candele primaverili si allungano.

    • Scopo: Evitare che la prima cacciata assorba azoto spingendo aghi giganti e spessi.

  • Inizio Estate (Giugno / Inizio Luglio) — Mekiri (Taglio delle candele):

    • Azione: Rimuovi i panetti organici 2-3 settimane prima. Con forbici affilate, taglia alla base l'intera candela primaverile sviluppata.

    • Scopo: Azzerare la prima vegetazione e stimolare le gemme avventizie alla base del taglio.

  • Luglio — Fase di Attesa (Zero Concime):

    • Azione: Mantieni la pianta al sole senza concimare finché non compaiono i primi "punti rossi" (le nuove gemme estive della seconda cacciata).

  • Fine Luglio – Ottobre — Spinta per la Seconda Cacciata:

    • Azione: Appena le nuove gemme si aprono, riprendi una concimazione organica abbondante.

    • Risultato: Essendo la stagione calda già avanzata, le candele della seconda cacciata svilupperanno aghi corti, sottili e perfettamente proporzionati, pur ricevendo il nutrimento necessario per irrobustirsi prima dell'inverno.

2. Pini a Singola Cacciata (es. Pino Pentaphylla - Pinus parviflora, Pino Silvestre - Pinus sylvestris)

Queste specie NON sopportano il Mekiri (il taglio drastico della candela estiva ne causerebbe il deperimento o la morte del ramo). Si interviene unicamente con il Metsumi (accorciamento manuale della candela primaverile prima che apra gli aghi).

Cronoprogramma di Coordinamento (Metsumi)
  • Autunno — Carica Nutritiva:

    • Concimazione organica intensa per accumulare riserve invernali.

  • Primavera (Aprile – Maggio) — Metsumi e Pausa Nutritiva:

    • Azione idrica/nutritiva: Nessun concime azotato durante l'allungamento delle candele.

    • Metsumi: Quando le candele primaverili si sono allungate ("fase a candela di cera") ma prima che gli aghi fuoriescano dalla guaina, spezza con le dita la candela riducendola a 1/3 o 1/2 della sua lunghezza (accorciando di più le candele forti in alto e lasciando intatte o quasi quelle deboli in basso per riequilibrare l'albero).

  • Tarda Estate (Luglio – Agosto) — Indurimento Aghi:

    • Riprendi la concimazione leggera solo quando i nuovi aghi della candela spizzicata si sono completamente induriti e hanno assunto la colorazione definitiva.

Tabella sintetica di confronto

Operazione
Pini a Doppia Cacciata (Pino Nero/Rosso)
Pini a Singola Cacciata (Silvestre/Pentaphylla)

Tecnica applicata
Mekiri (taglio completo della candela a giugno/luglio)
Metsumi (spezzamento a 1/3 - 1/2 della candela a maggio)

Concime in Primavera
STOP totale fino alla comparsa delle seconde gemme
STOP totale finché gli aghi della candela non sono induriti

Concime in Estate
Forte carica organica subito dopo l'uscita delle seconde gemme
Concimazione moderata da metà luglio

Concime in Autunno
Massimo apporto nutritivo per sostenere il ciclo dell'anno dopo
Massimo apporto nutritivo per sostenere il ciclo dell'anno dopo

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giugno 19, 2026

Il Prunus mahaleb, noto come Ciliegio Canino, è un bonsai caducifoglie da fiore e frutto

Il Prunus mahaleb, noto come Ciliegio Canino, è un bonsai caducifoglie da fiore e frutto. Presenta tronco sinuoso, fioritura bianca dal gradevole profumo e foglie che d'autunno assumono splendide colorazioni gialle. Questa specie produce piccoli frutti nerastri, inizialmente verdi molto apprezzati dai volatili. Questi bonsai, molto resistenti, rispondono bene alle tecniche bonsaistiche e nel tempo sono capaci di diventare esemplari centenario nel tempo.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e frutti, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus mahaleb necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

fonte

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giugno 16, 2026

Quali sono le differenze pratiche nel piano di concimazione tra latifoglie caducifoglie e conifere sempreverdi?

Latifoglie - SatsukiBonsai

Le differenze pratiche nella concimazione tra latifoglie caducifoglie e conifere sempreverdi derivano da tre fattori fisiologici fondamentali: il ciclo delle foglie, la dipendenza dalle micorrize e la gestione estetica dell'allungamento (internodi/foglie per le latifoglie vs lunghezza degli aghi per le conifere).

1. Gestione dell'Azoto (N) e Controllo Estetico

L'Azoto è l'elemento che determina lo sviluppo della massa verde, ma va somministrato con tempistiche completamente diverse:

  • Latifoglie Caducifoglie:

    • Rischio: Un eccesso di Azoto a inizio primavera causa internodi lunghi e foglie sproporzionate.

    • Pratica: Nei soggetti in rifinitura si attende l'indurimento della prima cacciata (maggio) prima di concimare con Azoto. Se si effettua la defogliazione estiva (estrazione della seconda cacciata), si interrompe il concime due settimane prima e si riprende solo a foglie riaperte e indurite.

  • Conifere Sempreverdi (specialmente Pini):

    • Rischio: L'Azoto somministrato durante lo sviluppo delle "candele" (i germogli allungati) rende gli aghi estremamente lunghi e antiestetici.

    • Pratica: Sui pini si sospende l'Azoto da fine inverno fino a quando le candele non sono state maturate o tagliate (metodica Metsumi / Mekiri a giugno/luglio). La concimazione intensa con Azoto si effettua a fine estate/autunno per ingrossare le gemme dell'anno successivo senza allungare gli aghi esistenti.

2. Micorrize e Tipologia di Concime

  • Latifoglie Caducifoglie:

    • Hanno un sistema radicale dinamico con rapido ricambio di capillari.

    • Rispondono bene sia all'organico che all'integrazione minerale liquida. Tollerano meglio variazioni di pH e sali minerali.

  • Conifere Sempreverdi:

    • Vivono in stretta simbiosi con i funghi micorrizici (il classico feltro bianco tra le radici dei pini e dei ginepri).

    • Pratica: Prediligono quasi esclusivamente concimi organici a lenta cessione (es. Biogold o Hanagokoro), poiché la decomposizione biologica alimenta direttamente la colonia micorrizica. I concimi minerali ad alto indice salino o applicati in dosi eccessive possono danneggiare il micelio batterico nel terreno.

    • Integrazione fondamentale: Richiedono un apporto costante di Ferro (Fe) e Magnesio (Mg) per mantenere la pigmentazione verde brillante degli aghi ed evitare l'ingiallimento interno.

3. Finestra Temporale Autunno-Invernale

  • Latifoglie Caducifoglie:

    • Fine stagione: Quando le foglie ingialliscono e cadono (ottobre/novembre), l'attività fotosintetica azzera l'assorbimento radicale.

    • Pratica: La concimazione si interrompe completamente appena le foglie cadono. Qualsiasi concime residuo nel vaso durante l'inverno rimarrà inutilizzato.

  • Conifere Sempreverdi:

    • Fine stagione: Mantenendo la chioma, le conifere continuano la fotosintesi anche nelle giornate soleggiate d'autunno e inverno mite, accumulando risorse nelle radici e nel tronco.

    • Pratica: La concimazione autunnale prolungata (fino a novembre inoltrato) con formule ricche di Fosforo e Potassio (PK) è determinante per la resistenza al freddo invernale e per la spinta di ripartenza in primavera.

Confronto Sintetico del Piano Nutrizionale

Fase Stagionale
Latifoglie Caducifoglie
Conifere Sempreverdi (Ginepri e Pini)

Inizio Primavera (Risveglio)
Attesa dell'indurimento fogliare (nessun N alla schiusa se in rifinitura)

Ginepri: Concimazione organica costante.

Pini: PAUSA AZOTO durante l'allungamento candele.

Tarda Primavera / Inizio Estate
Concimazione bilanciata (N-P-K) per la seconda vegetazione
Dopo la siringatura/taglio candele nei pini: Forte spinta organica per indurre le gemme arretrate.

Estate Piena (Luglio-Agosto)
Riduzione o pausa se in stasi estiva
Riduzione; uso di biostimolanti fogliari ed estratti di alghe per lo stress idrico.

Inizio Autunno (Settembre)
Passaggio a formule PK (basso Azoto) per lignificazione e riserve
Massima concimazione dell'anno: Organico PK + Ferro/Magnesio per la salute degli aghi.

Tardo Autunno / Inverno
STOP totale dopo la caduta delle foglie
Prosecuzione fino ai primi geli costanti; somministrazione di microelementi su terreni inerti.

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giugno 12, 2026

Il Prunus lusitanica, detto Lauro del Portogallo, è un arbusto sempreverde da fiore

CDN media

Il Prunus lusitanica, detto Lauro del Portogallo, è un arbusto sempreverde da fiore. Presenta un fogliame lucido di colore verde scuro e rami giovani color rosa, fiori bianchi profumati che sbocciano in primavera, seguiti da piccole bacche nere.

Collocazione


Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

Annaffiatura


La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

Rinvaso


Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

Potatura


Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e bacche, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

Pinzatura


Il Prunus lusitana necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

Avvolgimento


È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

Concimazione


Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

Cure


Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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giugno 05, 2026

Il Prunus lusitanica, detto Lauro del Portogallo, è un arbusto sempreverde da fiore.

Il Prunus lusitanica, detto Lauro del Portogallo, è un arbusto sempreverde da fiore. Presenta un fogliame lucido di colore verde scuro e rami giovani color rosa, fiori bianchi profumati che sbocciano in primavera, seguiti da piccole bacche nere.

    Collocazione
    Predilige il pieno sole, avendo però l'accortezza di proteggere la pianta dai raggi diretti nei mesi estivi più caldi. Non presenta particolari problemi durante la stagione invernale, salvo necessitare di un'adeguata protezione in caso di gelate continue.

    Annaffiatura


    La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche in questo caso, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Bisogna porre anche particolare attenzione a non spruzzare mai direttamente l'acqua sui fiori, per non causare appassimento precoce, compromettendone la fruttificazione.

    Rinvaso


    Poiché trattasi di una specie molto vigorosa, quando giovane è necessario trapiantare tutti gli anni, solo per gli esemplari più maturi si può portare la frequenza a ogni 2-3 anni. Il periodo ideale in cui intervenire è l'autunno, tra ottobre e novembre, subito dopo la caduta delle foglie. In questo momento è possibile anche potare le radici grosse. Si può trapiantare anche subito dopo la fioritura, questa alternativa però deve essere adottata solo in casi eccezionali come, ad esempio, la rottura del vaso, l'esigenza di presentare la pianta ad una mostra, ecc. Terra composta da: 60% akadama, 30% terra pronta e 10% pozzolana.

    Potatura


    Per questa specie è necessario distinguere due differenti tecniche di potatura, a seconda che l'albero sia in formazione o sia ben delineato e si desideri solo favorirne la fioritura. La potatura di formazione si effettua nell'arco della stagione vegetativa, in primavera, quando le gemme cominciano a gonfiarsi, mentre è assolutamente sconsigliato potare in inverno poiché si può andare incontro a ritiri di linfa. I risultati migliori si ottengono potando e lasciando solo due gemme, così si riescono a creare rami con curve interessanti. In questa fase è molto importante mantenere delle gemme da foglia, altrimenti si rischia di perdere il ramo. Se la base del ramo è ormai definita si torna a potare a fine luglio-inizio agosto. Una volta rifinita la ramificazione secondaria, la potatura sarà diretta all'ottenimento di fiori e bacche, cercando di favorire il maggior numero possibile di gemme da fiore. Questa specie fiorisce a fine inverno, ma comincia a formare le gemme in estate. Se la ramificazione è formata, si attende il termine della fioritura per potare l'eccesso di crescita dell'anno precedente, in cui si eliminano i fiori e si potano i rami a piacimento. Il taglio successivo viene praticato quando le gemme si saranno già differenziate; su questa specie il segnale si riscontra quando le foglie si arricciano. Le gemme da fiore, si distinguono da quelle da foglia poiché sono più grosse.

    Pinzatura


    Il Prunus lusitana necessita di una costante pinzatura, che va effettuata utilizzando le forbici, al termine della fioritura: ogni volta che un ramo presenta 4 foglie se ne lasciano solo 2, smettendo di pinzare all'inizio dell'estate. È indispensabile applicare questa tecnica nel periodo corretto poiché ritardandola i germogli si svilupperebbero con internodi lunghi. Non conviene, però, neanche pinzare troppo presto visto che le gemme da fiore non si formano su legno molto giovane. Terminato il periodo di pinzatura, si lascia che l'albero si sviluppi liberamente per formare le gemme da fiore.

    Avvolgimento


    È meglio evitare di applicare questa tecnica: si forma soprattutto con le potature.

    Concimazione


    Alla fine della fioritura, dopo la potatura, si somministra Concime Liquido Bonsan ogni 10 giorni sino all’autunno, escludendo il periodo di luglio e agosto.

    Cure


    Se la pianta è coltivata come indicato, le patologie che possono verificarsi, sono quasi insignificanti.

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giugno 02, 2026

Quali sono le differenze tra concimi organici a lenta cessione e concimi liquidi minerali nel mantenimento del substrato granulare per bonsai?

Substrati e concimi per bonsai Nutrizione e terriccio professionale — i  Giardini di Giulia

Nei substrati inorganici granulari (Akadama, pomice, lapillo), la scelta tra concimi organici solidi e minerali liquidi incide direttamente sia sulla fisiologia della pianta sia sulla durata della porosità del terreno.

I substrati inorganici differiscono dal terriccio comune perché sono privi di sostanza organica e hanno una Capacità di Scambio Cationico (CSC) limitata. Di conseguenza, i due tipi di concime interagiscono con i granoli in modo nettamente diverso.

1. Concimi Organici a Lenta Cessione (es. Biogold, Hanagokoro)

I concimi organici solidi in panetti o pellet derivano da matrici naturali (farine di pesce, di ossa, panelli di soia) che devono essere decomposte dai microrganismi prima che le radici possano assorbire i minerali.

  • Impatto sul substrato: Sfaldandosi gradualmente sotto l'azione delle annaffiature e degli agenti atmosferici, i panetti organici rilasciano una sottile poltiglia organica. Se appoggiati direttamente sulla superficie, questi residui possono penetrare negli interstizi del substrato granulare, progressivamente ostruendo i pori, riducendo la circolazione dell'aria e rallentando il drenaggio.

  • Soluzione tecnica: Per proteggere la porosità dell'Akadama e della pomice, l'organico va sempre inserito negli appositi cestelli portaconcime o in bustine microforate.

  • Effetto sulla vita del terreno: Favoriscono lo sviluppo di una ricca flora batterica e fungina (compresi i ceppi micorrizici), creando un microambiente biologicamente attivo anche all'interno di un substrato inerte.

  • Dinamica di rilascio: Il rilascio è autoregolato: con il caldo e la bagnatura (quando la pianta cresce di più), la microflora è più attiva e rilascia più nutrimento.

2. Concimi Liquidi Minerali (Chimici / Sintetici)

I concimi minerali forniscono elementi nutritivi già dissociati in forma ionica ($NO_3^-$, $NH_4^+$, $PO_4^{3-}$, $K^+$), Prontamente assimilabili dalle radici senza necessità di mediazione batterica.

  • Impatto sul substrato: Non lasciano alcun residuo solido. Il substrato granulare rimane perfettamente pulito, drenante ed aerato per tutta la sua durata utile (senza rischio di impaccamento).

  • Comportamento nel drenaggio: Poiché pomice e lapillo non trattiene chimicamente i sali minerali, la quota di concime chimico non assorbita immediatamente dalle radici viene dilavata via con le annaffiature successive.

  • Controllo e precisione: Permettono un controllo istantaneo del titolo NPK e della concentrazione. Sono ideali nella fase di rifinitura del bonsai, dove si vuole gestire con precisione millimetrica la dimensione delle foglie e la lunghezza degli internodi senza sovrastimolare la pianta.

  • Rischio di bruciatura: Un sovradosaggio o l'applicazione su terreno asciutto possono provocare uno shock osmotico, danneggiando i delicati peli radicali.

Confronto Diretto

Caratteristica
Organico a lenta cessione
Liquido minerale

Pulizia del substrato
Genera residui (richiede cestelli portaconcime)
Zero residui, preserva la massima porosità

Disponibilità NPK
Lenta e continua (4–8 settimane)
Immediata (ore/giorni)

Attività microbica
Stimola la microflora e la simbiosi radicale
Neutro (non alimenta la sostanza organica)

Rischio di dilavamento
Molto basso (resiste a piogge intense)
Elevato nei substrati inorganici drenanti

Rischio di bruciature
Praticamente nullo
Presente in caso di errata diluizione

Fase d'uso ideale
Coltivazione, formazione, sviluppo strutturale
Mantenimento, rifinitura, controllo fogliare

La Strategia Combinata (Best Practice)

I coltivatori di bonsai esperti combinano spesso le due tipologie:

  1. Base organica costante: Posizionare panetti organici nei cestelli da primavera ad autunno per garantire una nutrizione di sottofondo biologica e stimolare la salute delle radici.

  2. Integrazione minerale mirata: Somministrare concime liquido minerale a basso titolo di azoto (o ad alto contenuto di potassio e microelementi) durante i momenti di massima spinta estiva o in autunno per la lignificazione dei rami.

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