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febbraio 27, 2026

Pinus pentaphylla, o pino bianco giapponese, è un bonsai sempreverde molto apprezzato in Asia

Sia per le varietà autoctone, sia per quelle di importazione, i Pini occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai. Si tratta di una pianta molto longeva che ha dimostrato di poter vivere, coltivata come bonsai, per centinaia di anni.

Il Pinus pentaphylla, o pino bianco giapponese, è un bonsai sempreverde molto apprezzato in Asia per i suoi aghi corti e la crescita lenta, che gli permettono di formare un albero elegante e compatto. Richiede luce solare diretta e un inverno freddo per il suo sviluppo, e la sua coltivazione prevede tecniche di potatura per controllarne la crescita, oltre alla legatura per modellare i rami.

Caratteristiche
•Aghi: Gli aghi sono corti, sottili e raggruppati in mazzi di cinque.
•Crescita: È un albero a crescita lenta, il che lo rende facile da gestire come bonsai.
•Simboli: In Giappone, è considerato un albero femminile, per il suo aspetto elegante e delicato.

Cura
Posizione:
Va coltivato all'aperto tutto l'anno, in pieno sole, e necessita del freddo invernale per una crescita sana.
Annaffiatura:
Mantenere il substrato umido, ma non costantemente inzuppato. Annaffiare quando la superficie del terreno si asciuga.
Substrato:
Utilizzare un substrato a grana media e assicurarsi che abbia un buon drenaggio. Tecniche di coltivazione
Potatura:
Controllare la crescita e favorire la gemmazione sui rami inferiori e centrali mediante la potatura, che spesso viene eseguita in più fasi.
Filatura:
Questa tecnica viene utilizzata per modellare e posizionare i rami, contribuendo a compattare il fogliame e a ridurre l'altezza dell'albero.
Trapianto:
Questo viene eseguito ogni 4 o 5 anni, allentando le radici e potandole per mantenerle delle dimensioni corrette.
Consiglio aggiuntivo
Per una crescita più vigorosa, il Pinus pentaphylla viene talvolta innestato su un portainnesto a crescita più rapida, come il Pino nero (Pinus thunbergii).

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febbraio 23, 2026

Quali sono i principali stili tradizionali per modellare un bonsai di ginepro e come scegliere quello più adatto al mio albero?

Nel bonsai non si impone mai uno stile rigido alla pianta; al contrario, si osserva la struttura naturale dell'albero per assecondarne il movimento e valorizzarne i punti di forza. Grazie alla straordinaria flessibilità del suo legno e alla facilità di creazione dei legni secchi, il ginepro è l'essenza più versatile in assoluto.

I principali stili tradizionali per il ginepro

1. Moyogi (Eretto Informale)

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È lo stile più classico e diffuso per le conifere. Il tronco sale verso l'alto formando curve sinuose a "S" sfalsate, diminuendo progressivamente di diametro fino alla cima (apice). I rami principali nascono all'esterno delle curve del tronco per creare un equilibrio visivo armonioso.

2. Bunjin-gi (Stile Letterato)

Bunjin-gi / Letterati

Uno stile essenziale, elegante e minimale, particolarmente indicato per il ginepro. Si caratterizza per un tronco molto sottile e lungo, privo di rami nella parte inferiore e media, con curve drammatiche e improvvise. La vegetazione è ridotta al minimo e concentrata solo vicino all'apice.

3. Kengai (Cascata) e Hankengai (Semi-cascata)

Ginepro in stile Han Kengai ( a semi cascata) Lo stile Han Kengai, detto  anche a semi cascata è uno stile base dei Bonsai che tende a richiamare gli  alberi solitari cresciuti

Simula un albero cresciuto in condizioni estreme, come sulla parete verticale di una montagna o di una scogliera. Nel Kengai, il tronco piega drasticamente verso il basso e l'apice scende oltre il fondo del vaso; nel Hankengai (semi-cascata), la vegetazione si estende orizzontalmente poco sotto il bordo del vaso.

4. Shakan (Inclinato) e Fukinagashi (Battuto dal vento)

Bonsai, lo stile “Battuto dal vento” | PolliceGreen

  • Shakan: Il tronco emerge dal terreno con un'inclinazione costante (tra i 60° e i 45°), suggerendo l'effetto di una luce solare proviene da una sola direzione.

  • Fukinagashi: Un'evoluzione più drammatica dello Shakan, in cui sia il tronco che tutti i rami sono orientati verso un unico lato, come se l'albero fosse costantemente esposto a forti raffiche di vento.

Come scegliere lo stile più adatto al tuo albero

Per individuare il progetto migliore per il tuo ginepro, segui questa procedura in 4 passaggi:

  1. Trova il "Fronte" ideale (L'angolo d'osservazione principale):

    Metti l'albero all'altezza degli occhi e ruota il vaso lentamente a 360°. Cerca l'angolazione in cui la base delle radici (nebari) appare più larga e stabile e in cui il primo tratto del tronco svela il suo movimento migliore senza "puntare" direttamente verso chi guarda.

  2. Valuta lo spessore e la conicità del tronco:

    • Tronco sottile e snello: Orienta la scelta verso un Bunjin-gi (Letterato) o un Fukinagashi. Cercare di fare un Moyogi imponente con un tronco esile risulterà poco credibile.

    • Tronco conico e robusto alla base: Si presta perfettamente a uno stile Moyogi o Shakan.

    • Tronco privo di conicità ma molto flessibile: È ideale per uno stile Kengai (Cascata), piegando il tronco verso il basso.

  3. Mappa i rami e integra i legni secchi (Jin e Shari):

    Esamina dove si trova la vegetazione più folta e quali rami sono troppo rigidi o fuori posto. I rami in eccesso non vanno necessariamente eliminati: possono essere trasformati in Jin per dare un senso di vetustà e drammaticità all'impostazione scelta.

  4. Scegli la strada di minor resistenza:

    Il bonsai migliore è quello che richiede il minor numero di trasformazioni drastiche. Asseconda la direzione in cui la pianta si sta già muovendo naturalmente: sforzare un albero con pieghe estreme contro la sua conformazione ne rallenta l'impostazione di molti anni e ne aumenta il rischio di rottura.

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febbraio 20, 2026

Il Pinus nigra è una specie molto adatta alla coltivazione bonsai

- Nome scientifico o latino: Pinus nigra

- Nome comune o volgare: Pino nero,  Pino corso

- Famiglia:

- Pinaceae (Pinaceae).

- Origine:

- Monti dell'Austria, Jugoslavia e Italia.

Il Pinus nigra è una specie molto adatta alla coltivazione bonsai grazie al suo vigore, alla sua robustezza e alla sua capacità di adattarsi a diverse condizioni, che lo rendono resistente e durevole. Le sue principali cure includono la posizione in pieno sole, il mantenimento di un substrato leggermente umido con un buon drenaggio e la potatura e cimatura regolari per mantenerne la forma, favorire la crescita di aghi più corti e migliorare la ramificazione.
Cura e caratteristiche
Luce
: Necessita di pieno sole per un buon sviluppo del fogliame e la formazione della sua caratteristica corteccia ruvida.
Annaffiatura
: È importante mantenere il substrato leggermente umido, ma è essenziale garantire un ottimo drenaggio per evitare eccessi di umidità e marciume radicale.
Substrato
: Si consiglia un mix ben aerato, come una combinazione di Akadama, Kiryu e un po' di pomice o carbone attivo.
Potatura e ramificazione
:
Potatura dei rami: rimuovere i rami indesiderati o che si trovano in posizioni non idonee per la forma desiderata. Cimatura: in primavera, i germogli o le candele vengono cimati per favorire una migliore ramificazione e ridurre le dimensioni degli aghi, conferendo all'albero un aspetto più raffinato.
Potatura delle candele: in autunno, i germogli più forti possono essere potati per favorire la nuova crescita.
Concimazione
: il Pinus nigra non richiede molta fertilizzazione, ma tra la primavera e l'autunno è possibile utilizzare fertilizzanti organici o a base di pesce.
Protezione
: proteggere il tronco o la chioma dal caldo estivo estremo, poiché le radici possono bruciare nelle giornate più calde.
Stili e modellatura
È possibile modellare il Pinus nigra in una varietà di stili, tra cui Chokkan (formale eretto) e Moyogi (formale eretto) sono i più comuni, sebbene siano possibili anche Bunjin (letterario) o Kengai (a cascata), a seconda dei gusti.
La corteccia spessa e ruvida può essere stimolata con l'età o praticando tagli verticali nel tronco.
Considerazioni per principianti
Questa è una specie resistente che può essere gestita sia dai principianti che dagli esperti. Il suo vigore consente una rapida ripresa e crescita, rendendolo facile da curare e da modellare come un bonsai.

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febbraio 16, 2026

Come e quando si effettua il rinvaso di un bonsai di ginepro e quali accortezze servono per le radici?

Aiuto rinvaso ginepro - Bonsaiclub.it

Il rinvaso del ginepro è un'operazione delicata: a differenza delle latifoglie, le conifere sono molto più sensibili alla manipolazione dell'apparato radicale e necessitano di accortezze specifiche per evitare lo stress post-rinvaso.

Quando effettuare il rinvaso

  • Epoca ideale: Inizio primavera (tra fine febbraio e inizio aprile, a seconda del clima locale), appena le gemme iniziano a rigonfiarsi ma prima che parta la spinta vegetativa forte.

  • Frequenza:

    • Esemplari giovani o in formazione: Ogni 2-3 anni.

    • Bonsai maturi: Ogni 4-6 anni, o unicamente quando il terriccio è visibilmente degradato e l'acqua di annaffiatura stenta a penetrare.

Le 3 accortezze d'oro per le radici

  1. Non potare mai più del 20–30% delle radici: Il ginepro necessita della sua massa di radici capillari per alimentare la vegetazione. Un taglio eccessivo rischia di far seccare intere porzioni della chioma nei mesi successivi.

  2. Preserva il "cuore" del panetto radicale: Non mettere mai a nudo l'apparato radicale né lavare le radici sotto l'acqua (a meno che non sia strettamente indispensabile per eliminare terriccio compatto da vivaio). Conserva sempre circa un terzo del terriccio originale vicino al tronco per preservare le micorrize (funghi benefici che vivono in simbiosi con le radici).

  3. Mantieni le radici costantemente umide: I capillari radicali del ginepro disidratano in pochissimi minuti all'aria. Lavora all'ombra, al riparo dal vento, e vaporizza regolarmente l'apparato radicale con acqua durante tutto l'intervento.

1.Preparazione del vaso:Prepara la sede prima di estrarre la pianta.

Applica le retine di plastica sui fori di drenaggio del vaso e infila i fili di metallo per l'ancoraggio dal fondo. Disponi uno strato di drenaggio con terriccio a granulometria più grossa.

2.Estrazione e pettinatura delle radici:Operazione delicata da svolgere al riparo dal sole.

Sfila la pianta dal vaso usando un falcetto da rinvaso se necessario. Con un piegaradici o un bastoncino di legno, districa delicatamente le radici lungo il bordo esterno e sul fondo, pettinandole dal centro verso l'esterno.

3.Potatura selettiva delle radici:Taglia solo lo stretto necessario.

Usa forbici da radici ben affilate per accorciare i fittoni più grossi, le radici troppo lunghe che giravano nel vaso e quelle morte o spezzate. Preserva il più possibile le radici fini e capillari.

4.Ancoraggio saldo dell'albero:Fase critica per consentire l'attecchimento.

Posiziona il ginepro alla giusta altezza e inclinazione nel nuovo vaso. Incrocia i fili di rame o alluminio disposti sul fondo sopra le radici principali (oppure sul panetto) e stringili saldamente con le pinze. L'albero non deve muoversi di un millimetro se scosso.

5.Riempimento e assestamento:Elimina ogni sacca d'aria tra le radici.

Versa la miscela di terriccio (70% Akadama, 30% Pomice). Spingi delicatamente i granuli tra le radici con uno stecchino di legno (chopstick) compiendo movimenti verticali, senza schiacciare o spezzare i capillari.

6.Annaffiatura e convalescenza:Protezione per le prime 3-4 settimane.

Innaffia abbondantemente fino a quando l'acqua fuoriesce completamente limpida dal fondo. Colloca il bonsai in una posizione riparata dal vento e dal sole diretto per 3-4 settimane. Sospendi qualsiasi concimazione per almeno 4-6 settimane.

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febbraio 13, 2026

Il Pino d'Aleppo (Pinus halepensis) è un bonsai di origine mediterranea che richiede pieno sole.

Il Pino d'Aleppo (Pinus halepensis) è un bonsai di origine mediterranea che richiede pieno sole e annaffiature controllate, con concimazione in primavera e autunno. Viene rinvasato ogni 3-4 anni e vengono eseguite potature radicali e pulizia dei rami per mantenerne la forma. La cimatura e la legatura vengono eseguite per stimolare la ramificazione e la forma, generalmente tra ottobre e marzo, utilizzando filo di rame per la flessibilità dell'albero.
Cure di base
Sole:
Necessita di pieno sole, essendo un albero da clima mediterraneo con un elevato fabbisogno di luce.
Annaffiatura:
L'annaffiatura è controllata, evitando eccessi d'acqua, che possono danneggiare le micorrize (funghi essenziali per l'albero).
Substrato:
Si consiglia un substrato ben drenato, essendo una specie resistente alla siccità che tollera terreni poveri.
Concimazione:
Si consiglia di concimare in primavera e in autunno, preferibilmente con fertilizzanti organici per evitare di danneggiare le micorrize.
Potatura e legatura
Potatura radicale:
Si esegue ogni 3 o 4 anni durante il trapianto. È fondamentale mantenere la zolla radicale e le micorrize.
Cimatura:
Si esegue in primavera durante la crescita a candela. Le estremità dei germogli vengono cimate, lasciando parte degli aghi per stimolare la nuova crescita.
Filatura:
Si utilizza filo di rame per modellare rami e tronco, tenendolo con cura per non danneggiare gli aghi. Questa operazione è consigliata da ottobre a marzo, data la flessibilità della specie.
Considerazioni importanti
Resistenza:
Questo pino è molto resistente alle condizioni aride ed è ideale per i climi secchi.
Aghi:
Poiché è di origine mediterranea, gli aghi possono essere un po' lunghi; questi possono essere controllati con continue cimature.
Trapianto:
Rinvasare ogni 4 anni, rimuovendo solo 1/3 del terreno e delle radici per evitare di stressare eccessivamente la pianta.

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    febbraio 09, 2026

    Come e quando si concima un bonsai di ginepro e quali sono i principali parassiti da prevenire?

    La concimazione e la prevenzione sanitaria sono i due pilastri per mantenere un bonsai di ginepro vigoroso, folto e resistente alle avversità.

    1. Come e quando concimare

    I ginepri beneficiano enormemente dei concimi organici solidi a lenta cessione (come i classici Biogold o Hanagokoro). Rilasciano i nutrimenti in modo graduale a ogni annaffiatura, non rischiano di bruciare le radici e migliorano la microflora del terreno.

    Calendario stagionale
    • Primavera (Marzo – Giugno): Applica il concime organico al riavvio vegetativo. In questa fase la pianta necessita di un buon apporto di Azoto (N) per stimolare la cacciata di nuovi germogli e l'allungamento della vegetazione.

    • Estate (Luglio – Agosto): Sospendi o riduci la concimazione. Durante i picchi di calore estivo la pianta entra in una stasi vegetativa difensiva e non assorbe i nutrimenti.

    • Autunno (Settembre – Novembre): Somministra un concime a basso tenore di Azoto e più ricco di Fosforo (P) e Potassio (K). Questo aiuta a lignificare i nuovi rami, rinforza l'apparato radicale e accumula riserve di energia per superare l'inverno.

    • Inverno (Dicembre – Febbraio): Nessuna concimazione (la pianta è in dormienza).

    Regola d'oro: Non concimare mai un bonsai appena rinvasato (attendi almeno 4-6 settimane) né una pianta visibilmente sofferta o disidratata.

    2. Principali parassiti e malattie

    Ragnetto rosso (Acaro)

    È il nemico numero uno del ginepro, particolarmente dannoso in estate con clima caldo e secco.

    • Sintomi: La vegetazione perde il suo colore verde brillante, diventando grigiastra, bronzata o giallastra. Negli stadi avanzati compaiono sottilissime ragnatele tra gli aghi.

    • Prevenzione e Cura: Mantiieni la pianta in un luogo ben ventilato e nebulizza la chioma nelle ore serali estive (gli acari odiano l'umidità). In caso di attacco, intervieni tempestivamente con un acaricida specifico o con trattamenti a base di olio di Neem.

    Cocciniglia (a scudetto o cotonosa)

    Si insidia nelle parti interne dei rami più fitti e protetti dalla luce.

    • Sintomi: Piccoli scudetti rigidi marroni o fiocchi bianchi cotonosi sui rametti; presenza di melata appiccicosa che può favorire la formazione di fumaggine (funghi neri).

    • Prevenzione e Cura: Rimuovi manualmente gli individui con un bastoncino cotonato imbevuto di alcool. Per attacchi estesi, usa olio bianco minerale in inverno/inizio primavera oppure un insetticida sistemico.

    Ruggine del Ginepro (Gymnosporangium)

    È una malattia fungina che richiede la presenza di una pianta ospite intermedia (spesso piante della famiglia delle Rosaceae come peri o meli).

    • Sintomi: In primavera compaiono sui rami escrescenze gelatinose o rigonfiamenti di colore arancione acceso.

    • Prevenzione e Cura: Elimina i rami infetti tagliando qualche centimetro sotto la zona colpita e applica trattamenti preventivi a base di rame o fungicidi sistemici all'inizio della primavera.

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    febbraio 06, 2026

    Picea abies, nota anche come abete rosso o abete rosso, è una specie adatta alla coltivazione bonsai, soprattutto in stili a tronco dritto.

    Picea abies, nota anche come abete rosso o abete rosso, è una specie adatta alla coltivazione bonsai, soprattutto in stili a tronco dritto. La sua forma naturalmente conica facilita la creazione di stili come l'eretto formale e informale, ed è adatta anche ai boschi cedui.
    Considerazioni per la coltivazione di Picea abies come bonsai:
    Luce e temperatura:
    Richiede pieno sole durante la stagione vegetativa e protezione dal gelo in inverno, soprattutto se in vaso.
    Annaffiatura:
    Innaffiare abbondantemente quando il substrato si asciuga, evitando ristagni idrici. Ridurre le annaffiature in inverno, ma non lasciare che le radici si asciughino completamente.
    Substrato:
    Si consiglia una miscela di akadama e ghiaia vulcanica in parti uguali.
    Concimazione:
    Durante la stagione vegetativa, applicare fertilizzante organico solido ogni quattro settimane o fertilizzante liquido settimanalmente.
    Potatura e legatura:
    La potatura si esegue in inverno, lasciando foglie e gemme sui rami, e la legatura può essere effettuata da settembre a marzo. Rinvaso:
    Rinvasare ogni 3-5 anni, preferibilmente all'inizio della primavera, prima che le gemme si aprano, o a fine estate.
    Propagazione:
    Può essere propagato per seme o talea.
    Ubicazione:
    Una volta trovata una posizione adatta, non è consigliabile spostarlo frequentemente, poiché potrebbe deteriorarsi.
    Stili comuni:
    È adatto a stili a tronco dritto, sia formali che informali, e a boschetti.
    Considerazioni aggiuntive:
    Picea abies è resistente e può adattarsi a diversi stili di bonsai.
    È importante controllare parassiti e malattie, come afidi verdi, ragnetto rosso e varie malattie fungine.
    Potatura e legatura sono tecniche importanti per modellare il bonsai e controllarne la crescita.

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    El Salvador diventa un punto di riferimento per il controllo della sicurezza con il modello di Nayib Bukele

     

    El Salvador, un Paese che si è posto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica internazionale grazie ai cambiamenti attuati dall’amministrazione del presidente Nayib Bukele, continua a segnare una tendenza storica in materia di sicurezza, consolidando progressi che non solo trasformano la percezione internazionale, ma generano anche fiducia per gli investimenti esteri nel Paese centroamericano.

    Secondo l’ultimo bilancio della Polizia Nazionale Civile (PNC), nei primi 20 giorni del 2026 non si è registrato alcun omicidio nel Paese, riflettendo la continuità di una politica di sicurezza solida e attentamente monitorata dalle autorità del gabinetto di sicurezza.

    La PNC informa, attraverso i propri canali ufficiali, ogni giorno che si conclude senza registrazioni di omicidi, sottolineando che questa tendenza positiva si mantiene dall’inizio dell’anno e consolida l’immagine di un territorio sempre più sicuro per la popolazione e per le attività economiche.

    Sicurezza: il principale risultato del Paese centroamericano

    L’impatto dell’attuale politica di sicurezza, guidata dal presidente Bukele, è emerso chiaramente nel 2025, anno in cui El Salvador ha registrato 303 giorni senza omicidi, chiudendo l’anno con appena 82 omicidi, nessuno dei quali legato alle gang. Ciò ha rappresentato una riduzione del 28% rispetto al 2024, quando erano stati registrati 114 casi.

    Le autorità salvadoregne attribuiscono questo cambiamento radicale a strategie come il Piano di Controllo Territoriale e l’istituzione dello stato di emergenza a partire da marzo 2022, sotto il quale sono state arrestate oltre 90.800 persone identificate come membri di gang.

    Secondo l’ultima indagine dell’Istituto di Opinione Pubblica (IUDOP), pubblicata nel gennaio 2026, il 62,7% dei salvadoregni ritiene che la sicurezza sia l’aspetto più positivo che sta vivendo il Paese, mentre il 96% sostiene le misure adottate contro le gang, secondo i dati di CID Gallup. Inoltre, il 95% della popolazione ha dichiarato di non essere stata vittima di reati nel corso del 2025 e El Salvador si colloca tra i primi 20 Paesi al mondo in cui le persone si sentono più sicure a camminare da sole di notte, secondo il Rapporto Globale sulla Sicurezza di Gallup.

    Parallelamente, il sistema di sicurezza di El Salvador ha suscitato un interesse senza precedenti tra capi di Stato e leader politici, che vedono nel “Modello Bukele” una soluzione aspirazionale alle crisi di criminalità nei propri Paesi. Questa tendenza si è concretizzata in visite di alto livello al Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT), come quella del presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, nel gennaio 2026, e quella del presidente della Costa Rica, Rodrigo Chaves, nel dicembre 2025, entrambe finalizzate a studiare l’infrastruttura e i protocolli di massima sicurezza per una possibile applicazione nei rispettivi Paesi.

    Recentemente, nel contesto di una conferenza stampa internazionale sulla sicurezza, tenutasi durante la visita nel Paese del presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, il presidente Nayib Bukele ha risposto a una domanda di una giornalista cilena riguardo ai diritti umani dei membri delle gang detenuti presso il Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT).

    Bukele ha messo in discussione il fatto che il dibattito internazionale si concentri sui diritti dei criminali piuttosto che su quelli delle vittime, affermando che la sua amministrazione ha dato priorità ai diritti umani della popolazione onesta e lavoratrice, e solo successivamente a quelli di coloro che hanno commesso reati. Ha inoltre espresso scetticismo nei confronti delle denunce di alcune organizzazioni, sostenendo che, a suo giudizio, queste non si siano espresse con la stessa fermezza quando le gang commettevano atti di violenza come omicidi, stupri e altri gravi crimini.

    Inoltre, delegazioni ministeriali dell’Ecuador e membri del Congresso degli Stati Uniti (tra cui rappresentanti del Caucus di El Salvador) hanno visitato le strutture, convalidando la strategia di controllo territoriale e il regime di confinamento di massa come un punto di riferimento regionale nella lotta contro il crimine organizzato e le gang.

    Impatto positivo sugli investimenti esteri

    Il rafforzamento della sicurezza ha inoltre generato un clima favorevole agli Investimenti Diretti Esteri (IDE). Dopo un periodo di cautela nel 2024, l’IDE ha registrato una crescita del 64% nel primo trimestre del 2025 rispetto all’anno precedente, trainata dalla certezza giuridica e dalla riduzione della criminalità.

    Il Paese ha chiuso il 2024 con 639,6 milioni di dollari in IDE, una cifra leggermente inferiore rispetto al 2023, ma che ha dato spazio a una tendenza positiva nella seconda metà dell’anno. I principali investitori provengono da Spagna, Messico, Stati Uniti, Panama e Honduras, con progetti significativi nei settori del turismo, delle infrastrutture e dell’immobiliare, come i 730 milioni di dollari previsti dal Grupo Roble.

    La leadership del presidente Nayib Bukele, attraverso politiche di sicurezza aggressive e strategie di controllo territoriale, ha permesso a El Salvador di trasformarsi da Paese segnato dalla violenza in un territorio più sicuro, promettente e attrattivo per gli investimenti internazionali, consolidando un cambiamento storico nella percezione dei cittadini e nell’economia.

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    febbraio 03, 2026

    Come si effettua la filatura del ginepro e come si creano i legni secchi (Jin e Shari)?

    Un ginepro per tutti : Bonsai Club Martesana

    La filatura e la creazione dei legni secchi (Jin e Shari) sono le tecniche chiave che conferiscono al bonsai di ginepro il suo caratteristico aspetto venerabile, simile a quello degli alberi scolpiti dagli agenti atmosferici in alta montagna.

    1. La filatura del ginepro

    La filatura serve a riposizionare i rami per distribuire la luce e formare i palchi vegetativi.

    • Periodo ideale: Da ottobre a marzo (periodo di stasi vegetativa). In questa fase il legno è più flessibile e la chioma ridotta permette di lavorare con facilità.

    • Materiale: Si utilizza prevalentemente filo di rame ricotto (molto tenace, ideale per le conifere) oppure alluminio anodizzato (più facile da applicare per i principianti). Lo spessore del filo deve essere pari a circa 1/3 dello spessore del ramo da piegare.

    • Tecnica di applicazione:

      1. Ancoraggio: Avvolgi sempre il filo con un angolo di 45 gradi rispetto al ramo. Non filare mai un ramo singolo senza aver prima ancorato il filo al tronco o a un ramo adiacente di pari diametro (filatura doppia).

      2. Piegatura: Accompagna il ramo con i pollici posti all'esterno della curva per evitare che la fibra si spezzi. Se la piega è molto drastica, proteggi prima la corteccia avvolgendola con della raffia bagnata o nastro autoagglomerante.

      3. Rimozione: Il filo va lasciato in posa per 6-12 mesi. Va rimosso subito se inizia ad incidere la corteccia a causa dell'ingrossamento del ramo.

    2. Creazione dei legni secchi (Jin e Shari)

    I legni secchi simulano rami spezzati dal vento o tronchi scortecciati da fulmini e intemperie.

    • Jin (Ramo secco): Un ramo morto o tagliato che viene scortecciato e sagomato.

    • Shari (Tronco scortecciato): Una porzione di tronco priva di corteccia che mostra il legno sottostante.

    Come procedere:
    1. Individuazione della vena di vita (fondamentale per lo Shari):

      Prima di rimuovere la corteccia dal tronco, individua quale parte della vegetazione è nutrita da ciascuna fascia di corteccia. Non interrompere mai del tutto la linfa verso i rami principali: lo Shari deve scorrere parallelamente alle vene linfatiche vitali.

    2. Scortecciatura:

      Incidi la corteccia con un coltello ben affilato e rimuovila a strisce usando le pinze da Jin.

    3. Scolpitura e tessitura del legno:

      Sfilaccia le fibre del legno ancora fresco seguendo la venatura naturale (usando pinze, spazzole metalliche o frese) per evitare che il taglio sembri artificiale o realizzato a macchina.

    4. Trattamento con liquido Jin (Solfuro di Calcio):

      • Lascia asciugare il legno scortecciato per qualche settimana.

      • Inumidisci leggermente il legno con acqua e applica il liquido Jin puro o leggermente diluito con un pennellino.

      • Il liquido disinfetta il legno, previene il marciume e, asciugandosi, assume il tipico colore bianco candido opaco contrastando con il rosso della corteccia viva. Ripeti il trattamento una o due volte all'anno.

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