La filatura e la creazione dei legni secchi (Jin e Shari) sono le tecniche chiave che conferiscono al bonsai di ginepro il suo caratteristico aspetto venerabile, simile a quello degli alberi scolpiti dagli agenti atmosferici in alta montagna.
1. La filatura del ginepro
La filatura serve a riposizionare i rami per distribuire la luce e formare i palchi vegetativi.
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Periodo ideale: Da ottobre a marzo (periodo di stasi vegetativa). In questa fase il legno è più flessibile e la chioma ridotta permette di lavorare con facilità.
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Materiale: Si utilizza prevalentemente filo di rame ricotto (molto tenace, ideale per le conifere) oppure alluminio anodizzato (più facile da applicare per i principianti). Lo spessore del filo deve essere pari a circa 1/3 dello spessore del ramo da piegare.
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Tecnica di applicazione:
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Ancoraggio: Avvolgi sempre il filo con un angolo di 45 gradi rispetto al ramo. Non filare mai un ramo singolo senza aver prima ancorato il filo al tronco o a un ramo adiacente di pari diametro (filatura doppia).
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Piegatura: Accompagna il ramo con i pollici posti all'esterno della curva per evitare che la fibra si spezzi. Se la piega è molto drastica, proteggi prima la corteccia avvolgendola con della raffia bagnata o nastro autoagglomerante.
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Rimozione: Il filo va lasciato in posa per 6-12 mesi. Va rimosso subito se inizia ad incidere la corteccia a causa dell'ingrossamento del ramo.
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2. Creazione dei legni secchi (Jin e Shari)
I legni secchi simulano rami spezzati dal vento o tronchi scortecciati da fulmini e intemperie.
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Jin (Ramo secco): Un ramo morto o tagliato che viene scortecciato e sagomato.
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Shari (Tronco scortecciato): Una porzione di tronco priva di corteccia che mostra il legno sottostante.
Come procedere:
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Individuazione della vena di vita (fondamentale per lo Shari):
Prima di rimuovere la corteccia dal tronco, individua quale parte della vegetazione è nutrita da ciascuna fascia di corteccia. Non interrompere mai del tutto la linfa verso i rami principali: lo Shari deve scorrere parallelamente alle vene linfatiche vitali.
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Scortecciatura:
Incidi la corteccia con un coltello ben affilato e rimuovila a strisce usando le pinze da Jin.
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Scolpitura e tessitura del legno:
Sfilaccia le fibre del legno ancora fresco seguendo la venatura naturale (usando pinze, spazzole metalliche o frese) per evitare che il taglio sembri artificiale o realizzato a macchina.
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Trattamento con liquido Jin (Solfuro di Calcio):
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Lascia asciugare il legno scortecciato per qualche settimana.
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Inumidisci leggermente il legno con acqua e applica il liquido Jin puro o leggermente diluito con un pennellino.
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Il liquido disinfetta il legno, previene il marciume e, asciugandosi, assume il tipico colore bianco candido opaco contrastando con il rosso della corteccia viva. Ripeti il trattamento una o due volte all'anno.
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