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ottobre 05, 2007

Il Glicine è un bonsai dalle caratteristiche molto particolari.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 05, 2007
Il Glicine è un bonsai dalle caratteristiche molto particolari.

Anche se in origine si tratta di una pianta rampicante, può essere coltivato ad “alberello” con ottimi risultati da punto di vista estetico.

Alcune varietà, dopo aver fiorito in primavera, ci regalano da luglio in poi qualche fiore nascosto fra il fogliame, soprattutto se l’estate è un pò piovosa.

La struttura è slanciata, con il tronco che si contorce col passare degli anni, facendogli assumere un aspetto secolare.

Ma quello che rende unico il Glicine nel mondo del bonsai è la fantastica fioritura che si sprigiona in primavera sui rami ancora nudi.



Il Glicine è un bonsai dalle caratteristiche molto particolari.


E’ una essenza molto rustica e longeva, resiste bene al freddo e all’aria inquinata, richiedendo solo dei piccoli accorgimenti per ottenere la fioritura. In Giappone, questa pianta viene regalata alle persone care in segno di disponibilità ed amicizia.

Esposizione.

In primavera, periodo in cui spuntano i fiori e le nuove foglie, è conveniente tenere il Glicine in pieno sole: per farlo vegetare con vigore, producendo rami robusti e foglie piccole.



In estate, invece, come per la totalità dei bonsai, i Glicini vanno collocati all’ombra. Anche se questa essenza è molto resistente al caldo, va ricordato che ciò non è vero per le radici, quindi, se non si dispone di un ambiente ombreggiato bisogna almeno coprire i vasi in modo che l’apparato radicale non subisca pericolosi sbalzi di temperatura.

In autunno, ci si può regolare come in primavera
, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute la “seconda primavera”.

In inverno, i Glicini possono essere tenuti tranquillamente all’esterno, magari proteggendo il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.

Annaffiatura.

L’annaffiatura del Glicine presenta una differenza sostanziale rispetto alle altre piante: in estate questo bonsai và collocato in un sottovaso sempre pieno d’acqua, in modo che la parte inferiore del vaso rimanga immersa. Questo serve a difendere il bonsai da pericolosi “colpi di secco” e, contemporaneamente, a stimolare la produzione delle gemme fiorifere. il terriccio va irrigato abbondantemente quando si presenta quasi asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata.

Potatura.

La potatura di formazione, da effettuare con la tronchese concava, come per la maggior parte dei bonsai si può effettuare durante l’inverno, in modo da poter osservare la struttura del bonsai libera dalle foglie. Quando si tagliano i rami, è opportuno controllare le gemme tenendo presente che, quelle tondeggianti sono “a fiore”, mentre quelle allungate sono “a legno”, perciò, se vogliamo goderci una ricca fioritura, è conveniente risparmiare le gemme fiorifere e rimandare l’accorciamento di quel ramo a dopo la fioritura.
Il Glicine è un bonsai dalle caratteristiche molto particolari.Twitta
Naturalmente, se l’intervento di potatura non richiede grossi interventi, si può rimandare il tutto a quando il bonsai avrà esaurito la fioritura. Da ricordare che il legno del Glicine è tenero e marcisce molto facilmente, perciò, è assolutamente indispensabile medicare i tagli provocati dalla potatura, con un buon mastice cicatrizzante RINVASO Questa operazione, nel Glicine si effettua ogni 2-3 anni, tenendo presente che il rinvaso effettuato nel periodo invernale, in genere, provoca la mancata fioritura in primavera. Infatti, la potatura delle radici, indispensabile per effettuare un rinvaso a regola d’arte, provoca molto facilmente la caduta delle gemme “a fiore” e il conseguente sviluppo di gemme “a legno”. Perciò, l’inverno resta un buon periodo per le operazioni di rinvaso e potatura, ma non si pretenda poi di avere una fioritura nella primavera successiva.

Se invece occorre effettuare un rinvaso “di mantenimento” si può operare subito dopo la fioritura, quando sono caduti quasi tutti i fiori e iniziano ad aprirsi le gemme “a legno”. L’apparato radicale deve essere ridotto al massimo di 1/3; lasciando integro il pane radicale vicino al tronco e accorciando leggermente le radici.
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Il substrato deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo velocemente, perciò, non è opportuno usare Akadama assoluta, bensì, un terriccio contenente sostanza organica (tipo Terriccio Pronto).

Il vaso può essere smaltato o naturale, l’importante è che sia profondo, in modo da facilitare la produzione di gemme fiorifere.

Pinzatura.

Subito dopo la fioritura vanno eliminati i racemi (i grappoli dei fiori) per evitare che continuino ad assorbire energia dalla pianta. In seguito, per ottenere una crescita più equilibrata, vanno accorciati i viticci e i nuovi germogli che, nel caso del Glicine sono molto vigorosi e continuano a spuntare per tutta l’estate e fino all’autunno inoltrato.

Concimazione.

Il Glicine non và assolutamente concimato nei due mesi precedenti la fioritura, altrimenti il bonsai inizia a vegetare “a legno” tracurando le gemme fiorifere.



Al contrario, per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre) le concimazioni debbono essere costanti e abbondanti, utilizzando un concime a lenta cessione e con una buona percentuale di fosforo (tipo Biogold, o Aburukasu)


Applicazione filo.


Il filo di alluminio si applica in estate, controllandolo ogni settimana, per evitare che lasci dei segni sulla tenera corteccia. Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate, il filo non tiene) partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Inoltre, va ricordato che per ottenere una curvatura definitiva il filo deve rimanere sui rami per diversi mesi.


Difessa dai parassiti.


Il glicine non è particolarmente soggetto alle patologie fungine, mentre, può essere facilmente attaccato da Afidi (in primavera) e da Acari e Cocciniglia (in estate). Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi effettuati a cadenza quindicinale, con Kiros e Anticocciniglia.
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In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - ottobre 05, 2007
Il Juniperus è uno delle tre specie più utilizzate come piante da bonsai. Il Juniperus è un genere con più di 50 specie di conifere sempreverdi, piante che provengono dalle foreste e dalle colline di  tutto il mondo.

I Ginepri hanno due tipi di foglie: foglie aghiformi in età giovanile e foglie più grandi negli adulti. La gamma dei colori delle foglie varia dal color blu acciaio al verde sino al verde leggero, a volte con sfumature argento o oro.


La maggior parte delle specie di Juniperus è un classico bonsai per i Giapponesi
che li raccolgono nelle loro montagne e possono raggiungere l'età di 200 anni o più.

Il Ginepro infatti, è un Bonsai che permette di creare forme ardite e particolari, sconosciute alle altre essenze. Inoltre, la resistenza alle avversità climatiche e di coltivazione, la rendono una pianta facile da mantenere, senza il timore dei “colpi di secco” estivi, o delle forti gelate invernali.


In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte bonsai.


Esposizione.

Come per tutte le conifere (Pini, Cedri, Abeti, ecc.) è buona norma collocare il Ginepro a cielo aperto, in modo che la rugiada notturna inumidisca la chioma; se l’ambiente invece è coperto, si dovranno effettuare delle nebulizzazioni con acqua sulla vegetazione.



Un fattore importante, da tener presente per avere uno sviluppo sano e armonioso di questa pianta, e che l’ambiente sia luminoso e ben ventilato. In primavera, periodo in cui spunta la nuova vegetazione, è conveniente tenere il bonsai in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette alla pianta di allignare con vigore, producendo rami robusti, scaglie (foglie) piccole, vegetazione compatta ed uniforme.

In estate, come per gli altri bonsai, è preferibile collocarlo in una posizione semiombreggiata, oppure, si può continuare a tenerlo esposto al sole, a patto di coprire i vasi per non far surriscaldare l’apparato radicale, il quale, a differenza della chioma, non sopporta il caldo; infatti, se la temperatura del terreno supera i 40 gradi, si rischia un blocco delle funzioni a livello delle radici, con il pericolo concreto di andare incontro ad un marciume radicale. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute il periodo vegetativo che, nelle regioni del centro-sud si protrae da settembre a novembre. In inverno, i Ginepri, possono essere tenuti tranquillamente all’esterno; avendo l’accortezza, se si vive nelle regioni del nord, di proteggere il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.

Annaffiatura.

L’annaffiatura del Ginepro va eseguita con cura e spirito di osservazione: il terriccio va irrigato abbondantemente con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili, quando si presenta quasi asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto, per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata. Inoltre, come gia detto, sono molto salutari le spruzzature sulla chioma effettuate con un nebulizzatore, soprattutto se la pianta vive in un luogo coperto. Naturalmente, al fine di eliminare la schiavitù derivante dal dover nebulizzare spesso il bonsai, si può optare per la collocazione in un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida.

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Potatura.

Come per la maggior parte dei bonsai, il periodo migliore per effettuare la potatura è l’inverno: stagione di riposo vegetativo. Inoltre, per far sì che la pianta si riprenda velocemente dal trauma della potatura, conviene effettuare l’operazione quando è ancora nel vaso da coltivazione, rimandando il trapianto nel vaso definitivo all’anno successivo.

L’operazione si effettua con la tronchese concava, evitando le potature drastiche, le quali, oltre ad indebolire il bonsai, possono provocare la crescita di foglie ad aghi, decisamente antiestetiche nei Ginepri a scaglie. La scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l’interno e quelli che nascono sotto la base di un’altro ramo; inoltre,in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli con la pasta cicatrizzante.

Pinzatura.

Per mantenere la silhouette del bonsai e tenere separati i vari palchi di vegetazione, si effettua la pinzatura. Questa tecnica si applica durante tutto il periodo vegetativo, che va da aprile a settembre, e si esegue con le mani; questo perché i bordi delle scaglie tagliate con le forbici, dopo qualche giorno diventerebbero marroni, rovinando l’estetica del bonsai.

L’operazione si effettua stringendo con l’indice e il pollice i ciuffi di vegetazione, quindi, utilizzando le stesse dita dell’altra mano, si rompe il ventaglio di scaglie che fuoriesce dal profilo. Come per la potatura, non bisogna effettuare una cimatura drastica, sia per non indebolire la pianta, sia per evitare lo sviluppo di foglie ad aghi.



Nel caso che, dopo la cimatura o la potatura, dovessero apparire gli aghi, non bisogna cedere alla tentazione di eliminarli perché se ne favorirebbe l’ulteriore sviluppo, ma conviene aspettare che il bonsai torni da sé al suo stato normale.

Rinvaso.

Il rinvaso del Ginepro va eseguito ogni 3 o 4 anni, operando con attenzione poiché questa essenza è molto delicata a livello delle radici. Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso và da novembre a marzo. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 eliminando le radici grosse e viceversa, mantenendo le radici capillari, le quali vanno solo leggermente accorciate. L’intervento va realizzato nel minor tempo possibile, in un ambiente fresco e senza vento; questo per evitare il disseccamento dei capillari che, come gia detto, sono da preservare accuratamente. Il substrato deve avere un perfetto drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama, o il Kiryu.

Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo i bonsai appena rinvasati. Per questa pianta il post-trapianto è particolarmente traumatico, perciò, è opportuno nebulizzare settimanalmente sulla chioma una soluzione di acqua e vitamina B: dopo 4 settimane si può sospendere la vitamina e, se ci troviamo in primavera, si può procedere alla concimazione.

In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte bonsai.Twitta

Concimazione.


Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione (tipo Bio-Gold, Hanagokoro, ecc.)

Avvolgimento.


 Il filo di alluminio ramato (o di rame) si può applicare tutto l’anno; per orientare i rami si può avvolgere la nuda corteccia senza problemi, al contrario, se dobbiamo piegare fortemente un ramo o addirittura il tronco, è opportuno avvolgerlo preventivamente con della rafia. Quando si decide di applicare il filo, è consigliabile non annaffiare il bonsai il giorno precedente, in modo da avere rami più flessibili.

Difessa dai parassiti.


 I nemici più comuni del Ginepro sono gli Afidi, Acari e Cocciniglia. Un programma efficace di protezione può essere costituito da trattamenti preventivi effettuati a cadenza quindicinale, alternando il Kiros, con l’Anticocciniglia. Per difendere la pianta dal pericolosissimo fungo che attacca le radici, conosciuto con il nome di marciume radicale, sono sufficienti 3 o 4 trattamenti l’anno con l’Aliette. Infine, bisogna tener presente che i Ginepri esposti al sole, in inverno possono cambiare colore sembrando ammalati; questa variazione non va scambiata con una malattia delle foglie.
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