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gennaio 15, 2009

Analisi formale del bonsai

Dimensioni, proporzioni ed aspetto formale

Si è già precisato che la dimensione del bonsai non è rilevante ai fini della sua valutazione. Importanti invece risultano, in un bonsai, le
proporzioni, (rapporti tra le varie parti dell'albero), che questi deve
presentare affinché la sua forma finale sia la miniatura dell'albero osservato nel suo ambiente naturale, e ne rievochi l'età ed i segni della vita trascorsa.

La forma finale del bonsai deve essere il risultato dell'equilibrio tra la sua capacità d’adattamento e l'immagine che le avversità e gli insulti
dell'ambiente gli hanno imposto.

In natura ogni trauma, piccolo o grande che sia inferto ad un albero, interviene sulla struttura del medesimo condizionando geneticamente il comportamento la sua specie e determinandone nell'immediato l'aspetto formale, questo a lla fine sarà l'immagine della forza vitale della pianta, e della sua capacità di sopravvivere alle avversità ambientali. Se il bonsaista terrà conto di questa regola, potrà intervenire sul materiale grezzo in modo da garantire, una giusta armonia di forme ed un’equilibrata distribuzione dei volumi.
La natura realizza le sue creazioni facendo agire, sulla simmetria, gli elementi naturali che costituiscono gli ambienti ecologici in cui le piante vivono. Questi elementi turbano l'iniziale simmetria spezzandone la monotonia geometrica e dando espressione e forza ad ogni singola forma, (più un essere manifesta nei confronti dell'ambiente una reazione passiva, meno il suo aspetto formale sarà simmetrico).

Nell'albero ogni elemento asimmetrico richiede per essere armonico della presenza di un
altro che in modo, opposto l’equilibri qualitativamente.

Il bonsai, deve quindi, in ultima analisi esprimere un unico ed inconfondibile percorso vitale , per
realizzare il quale occorre che esso presenti : stabilità, equilibrio ed armonia. Il tronco deve essere conico , saldamente ancorato al terreno , la base scorticata , con cicatrici evidenti , dovrà presentare una simmetrica distribuzioni di radici lungo tutto il perimetro , i rami devono conferire prospetticità all'intero albero , che non deve mai risultare relegato in un unico piano visuale.

Come abbiamo già visto nello stile chokkan, (pag. 20), la distribuzione dei rami segue una precisa regola matematica, questa per il fatto di essere legata agli accrescimenti naturali, è accettata dall'osservatore come un fatto appartenente alla propria essenza biologica.

La distanza tra i rami non dovrà mai essere uguale, né tanto meno questi dovranno essere sovrapposti , se l'albero è curvo il loro inserimento dovrà avvenire sulla pa rte convessa del tronco.

Apprestandosi a costruire un bonsai per prima cosa occorre preoccuparsi del fronte .
Il bonsai, pur avendo un'impostazione tridimensionale , prospetto più asse delle profondità , va
osservato sempre da un unico punto di vista sit uato su di un asse perpendicolare al piano frontale , la linea d’orizzonte si stabilisce poi in base alla dimensione della pianta .

Nel definire il fronte vanno considerate in sequenza ,la base , il tronco ed i rami , essi sono i punti focali dell'albero, quelli che nel tempo stabiliranno l'albericità della pianta ossia quella particolarità dell'aspetto che negli animali va sotto il nome di personalità.
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LA BASE O COLLETTO.
E' il punto da cui l'albero emerge dal terreno , è quindi il luogo di massima dimensione del fusto . In natura più l'albero invecchia più ingrandisce la chioma , siccome lo sviluppo radicale negli alberi è di circa 1/10 più grande della proiezione della chioma sul terreno , man mano che la chioma aumenta di volume aumenta lo sviluppo radicale , quindi più la pianta è avanti con gli anni più la sua base sarà sviluppata.

Nei bonsai la conicità che è sempre esasperata , acquista importanza se il colletto è ben espanso, e s’imposta su una serie di robuste radici radiali ben ancorate nel terreno. Le tecniche più comuni per accentuare la dimensione della base sono le seguenti:

a) - asportazione del fittone. A quest’operazione segue la selezione delle radici superiori al taglio ,
allargamento delle medesime che dovranno essere collocate sul fondo di un ampio vaso di cultura Nel caso la pianta sia ricollocata in piena terra , e solo allora , sarà necessario posizionarla su di una lastra di pietra o su di una piastrella da pavimenti .

b) - legatura stretta con filo metallico del fittone della pianta al disotto della prima impalcatura di radici .
In questo caso il ristagno di linfa elaborata creato dalla briglia (possibilmente in ferro), ingrosserà la base del tronco , l'operazione da migliori risultati se al di sotto della legatura saranno ancora presenti alcuni palchi di radici ; questi a causa della quasi totale mancanza di linfa elaborata in arrivo finiranno poi per deperire , e dovranno essere asportati prima che i bordi della legatura saldandosi ristabiliscano la circolazione linfatica interrotta , la tecnica sopra descritta non prevede che l'intero fittone sia mantenuto.

c) - la torsione del fusto . Questa tecnica può essere adottata solo nelle piante giovani . La torsione ha lo scopo di creare a livello delle struttura cambiale delle microlesioni che cicatrizzandosi costituiranno un callo con conseguente ispessimento dei tessuti ed aumento del diametro della zona trattata. Ovviamente quest'operazione deve essere eseguita da persone competenti senza eccessi che potrebbero compromettere la stessa vita dell'alberello. Per avere buoni risultati, occorre che il vaso sia mantenuto fermo in modo che non possa seguire il senso di rotazione imposto alla pianta, a volte è utile che una seconda persona blocchi il vaso con entrambe le mani, indi si afferra il fusto con una o due mani
imprimendo una rotazione lenta ma decisa fin tanto che non si senta una leggerissima perdita di
resistenza da parte del tronco con conseguente tenue rumore di cedimento. il fusto è bene sia
impugnato con una pezza ruvida , nell'operazione va evitata qualsiasi forzatura sui rami che potrebbero anche sta ccarsi dal bonsai .Questa tecnica va evitata con le conifere.

d) - picchiettatura della base del tronco. Lo strumento di tale operazione è un martello, se questo è di gomma dura o di plastica antiurto si può colpire tutta la base dell'albero con leggere percussioni molto ravvicinate tra loro , se la massa battente è metallica occorre interporre tra questa e la corteccia, un pezzo di gomma che riduca traumi troppo violenti.

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e) - inseri mento di un cuneo di legno duro ,(meglio bambù ), nella sezione d’asportazione del fittone .

Quest’operazione si effettua praticando un foro con un trapano al centro del taglio del fittone ed
inserendo con un mazzuolo un cuneo di legno nel foro .

La messa in opera del cuneo può essere realizzata anche molto tempo dopo l'asportazione del fittone ; nel caso l'operazione si esegua contemporaneamente all'asportazione del fittone è bene rivestire il taglio ed il cuneo con un mastice cicatrizzante contenente un anticrittogamico contro il marciume.

Quest’operazione si usa soprattutto quando il futuro bonsai manca di una grossa base . In alternativa al foro si può praticare un’incisione con uno scalpello da falegname .
f) - incisioni sulla base dell'albero . Si tratta di effettuare una serie d’intagli più o meno numerosi e profondi su tutta la base o alcune zone della stessa per sfruttare i calli cicatriziali di rimarginazione.

Va da se che gli attrezzi usati potranno essere svariati , i risultati saranno poi diversi secondo l’età della pianta , la sua capacità di rimarginazione , la profondità dei tagli , il fatto che questi siano più o meno paralleli ai vasi linfatici .

Gli attrezzi vanno dal coltello per innesto al cutter da tappezziere ,( questi strumenti si usano quando la corteccia ha la parte suberosa piuttosto sottile ), alle tenaglie da radici od allo scalpello da falegname, (questi strumenti si usano quando lo spessore per giungere al cambio è considerevole) .

Se l'albero ha una notevole capacità di rimarginare le ferite si può incidere anche il legno sottostante al cambio, le incisioni trasversali tendono a produrre ristagni nella parte a monte del taglio quindi ostacolano la ca pacità di rimarginazione della pianta .

In ogni caso è consigliabile fasciare i tagli appena praticati con nastro di teflon per evitare che questi asciugando si necrotizzino ostacolando la formazione dei calli cicatriziali. Questa pratica e da evitarsi quando la pianta è a riposo o quando esiste un’eccessiva circolazione di linfa , questa potrebbe impedire una rapida cicatrizzazione o addirittura ingenerare la necrosi dell'incisione.

g) - avvolgimento con filo della base dell'albero. Questa pratica e quelle che saranno descritte a seguito possono essere applicate anche alle conifere. questo procedimento consiste nell'avvolgere fortemente e con anse molto ravvicinate il tronco con filo metallico che dovrà essere lasciato in sito fin tanto che s’incastri leggermente nella corteccia ,l'operazione andrà praticata almeno un paio di volte in anni successivi, bisognerà però avere l'accortezza, la seconda volta, di avvolgere il filo in senso inverso.

Questa tecnica va praticata durante la stagione di crescita della pianta .

h) - lasciare crescere liberamente i rami bassi.

i) - forare la zona da ingrossare. Questo procedimento è stato messo a punto dal maestro Kimura, consiste nel praticare tanti forellini ravvicinati nella zona che si desidera ingrossare, lo strumento usato per questa pratica è un punzone sottilissimo in acciaio, (utile può essere una lesina da calzolaio raddrizza ta). I risultati migliori con questa tecnica si ottengono praticando un numero molto alto di fori nella superficie da trattare.
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l) - innesto per approssimazione di radici alla base dell'albero. Il materiale da innestare deve essere in vaso è consigliabile usare materiale ottenuto do seme , picchettato in vasetti di cultura da almeno un anno , le pianticelle devono essere tassativamente della stessa specie della pianta da innestare.

TRONCO O FUSTO.
Il tronco in prospetto deve sempre mettere in evidenza la sua linea ascendente , perciò i rami che ne tagliano il fluire verso l'alto devono essere evitati , il quarto ramo che normalmente negli stili eretti è il primo che guarda sul fronte non dovrà mai essere rivolto in pieno verso l'osservatore , esso infatti uscirà dal fusto con un inclinazione rispetto all'asse delle profondità di circa 10° - 15°.

Le potature e le capitozzature di costruzione del tronco devono avere lo scopo di dare conicità al fusto, queste non dovranno essere rivolte sul fronte della pianta . Per ottenere una buona conicità occorrono di norma alcuni anni. In questo tempo le operazioni da effettuarsi per materiali provenienti da drastica potatura , che di norma hanno la parte bassa del fusto ben proporzionata mentre l'apice è inesistente od è sproporzionato rispetto alla parte inferiore, sono:

Nel primo caso, selezione di un germoglio vigoroso prossimo alla capitozzatura , questo sarà lasciato sviluppare liberamente avendo l'accortezza appena avrà raggiunto una dimensione equilibrata col resto del fusto di ripetere l'operazione con un'altro germoglio che si trovi nelle stesse condizioni del primo.

Nel secondo caso , lasciar crescere diversi rami dell'apice per dissimulare la differenza di spessore tra questo e la base . Quando l'apice sarà sufficientemente proporzionato al resto della struttura , i rami dell'apice potranno essere potati per la formatura.

Quando il nostro albero ha bisogno di un generale ingrossamento del tronco occorrerà lasciare crescere liberamente tutti i rami , anche se , non dobbiamo dimenticare che, questi tendono a sviluppare più o meno secondo la loro prevalenza . Di norma nelle piante acrotone i rami superiori tendono a prendere il predominio rispetto agli inferiori , mentre nelle basotone si ha la tendenza opposta.

La prevalenza naturale delle singole specie può essere condizionata portando, almeno nelle acrotone, gli apici dei rami bassi a sopravanzare quelli superiori. a volte è comunque meglio lasciar crescere solo qualche ramo in questo caso si ottiene il doppio effetto di modellare i rami ed accrescere il fusto del bonsai, per i bonsai già formati il tronco ingrosserà se si lascia sviluppare liberamente la gemma più alta della pianta .
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Va ricordato che l'asportazione di grossi rami nella parte alta della pianta tende a favorire un inversione di crescita nel tronco. , mentre l'asportazione di grossi rami dalla base tende a rallentare lo sviluppo del nebari.

I tagli di capitozzatura devono essere sempre praticati in modo obliquo , anche i tagli di potatura
seguono di norma la stessa regola , nella potatura dei rami l'ultima gemma attiva è meglio sia rivolta verso il basso. Nelle conifere, alcuni maestri nipponici, potano lunghi i rami rivolti verso il basso , che sono poi lavorati a jin.

Nella formazione del tronco i grossi tagli devono essere protetti è comunque sconsigliabile l'uso di mastici cicatrizzanti che lasciano nel tempo antiestetiche macchie di colore sui fusti , meglio utilizzare le cere per innesto che col tempo possono essere rimosse con un batuffolo di cotone imbevuto di trementina od acquaragia.

I RAMI.
Come già più volte citato la posizione dei rami nel bonsai ha una grandissima importanza , essi si
possono distinguere in fondamentali e secondari . i primi sono costituiti da 4 o 5 branche i secondari il cui numero è discrezionale costituiscono la parte alta dell'albero . I rami fondamentali che stanno sul piano frontale costituiscono i volumi della pianta e ne creano la massa , quelli posteriori o frontali danno la prospettiva ,( profondità ) , creando l'effetto stereoscopico dell'insieme .

I rami possono essere soggetti ad alcuni errori.
I principali sono :
1) - rami mozzati ( SHINKIRE -EDA)
2) - rami deformati ( GYAKU BOSURI-EDA)
3) - rami rivolti verso l'interno ( GYAKU-EDA)
4) - rami paralleli ( KASANE-EDA)
5) - rami a sbarra (KANNUKI-EDA)
6) - rami soffocati (FUTOKORO -EDA)
7) - rami a raggiera (KURUMA-EDA)
8) - rami che attraversano il tronco (MIKI KIRI-EDA)
9) - rami incrociati (KOSA-EDA)
10)- rami ad "Y" (FUTAMATA-EDA)
11)- rami a semicerchio (HAN-EN-EDA)
12)- rami ad "U" (KAERUMATA-EDA)
13)- rami a gomito (HIJI TSUKI-EDA)
14)- rami che crescono verso l'alto (TAKI-EDA)
15)- rami che crescono verso il basso (SAGARI-EDA)
16)- rami aggrovigliati (KARAMI-EDA)
17)- rami che crescono frontalmente (METSUKI-EDA)
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I rami con i difetti sopra riportati che non potessero essere corretti con il filo metallico dovranno essere eliminati.

Nella costruzione dei rami dei bonsai si dovrà inoltre tenere conto che , di là dalla loro posizione lungo il tronco questi vanno lavorati dritti se il tronco è dritto, sinuosi se il tronco è sinuoso , il loro spessore poi dovrà ridursi passando da quelli bassi a quelli apicali . Per ottenere ciò occorre che i rami alti che sviluppano maggiormente , siano potati sovente , mentre quelli inferiori siano lasciati liberi di crescere.

Quando i rami inferiori hanno scarsa tendenza a crescere occorre stimolarne la forza vegetativa
alzandone gli apici verso la parte alta del tronco . Durante la fase di sviluppo del bonsai occorrerà
sempre controllare che , sul tronco od all'ascella dei rami , non compaiano succhioni ,infatti questi
essendo vigorosi rami a legno tendono a prendere prevalenza sugli altri modificando la struttura
complessiva delle nostra pianta.

L'apice del bonsai dovrà essere inclinato leggermente verso l'osservatore , quest’accortezza darà stabilità all'albero che come detto , non deve presentare grossi rami anteriori . Le branche (rami) dovranno poi avere , secondo l’et à e della specie , una tessitura ( quantità dei rametti dell'a nno) più o meno accentuata . Più la tessitura sarà sottile più le foglie saranno ridotte , alcune famiglie di piante come le ulmacee , hanno naturalmente una tessitura fitta , le aceracee presentano invece una tessitura meno fitta , grossolana invece risulta la tessitura dei frassini
appartenenti alla famiglia delle oleacee.

LE FOGLIE.
Le foglie oltre a rappresentare un indubbio valore estetico legato al colore ed alla forma ,ed esprimere con le variazioni stagionali del colore il fluire della vita nel nostro bonsai di latifoglie , sono anche l'elemento che determina il rapporto di miniaturizzazione del bonsai.

La miniaturizzazione nel bonsai si ottiene quando sono mantenuti od accentuati i rapporti che l'albero presenta in natura. Il rapporto dimensionale più importante è:
altezza dell'albero/diametro di base , questo rapporto , quando coinciderà con quello ideale ,
determinerà anche quello di riduzione della foglia .
Per comprendere quanto affermato nel paragrafo precedente seguiamo il seguente esempio :
prendiamo in esame un olmo di circa cinquant'anni osservato in natura ed ipotizziamo che la sua
altezza raggiunga i 15 m. mentre il diametro di base corrisponda a 0,80 m. , il rapporto
h/f sarà uguale a :
R = h:f =15 : 0,80 = 18,75
un bonsai d’olmo che abbia alla base un diametro di 3 cm. per mantenere lo stesso rapporto dovrà
avere un'altezza pari a :
h = R . f = 18,75 . 3 cm. = 56,25 cm.
Più R tenderà ad 1 più il diametro di base dell'albero si avvicinerà come dimensione alla sua altezza ,
anche tenendo conto delle dovute forzature perché il bonsai risulti naturale occorrerà evitare di
giungere a R = 1. Il rapporto ideale nel bonsai deve tendere a R = 6
Un bonsai d’olmo che abbia un'altezza di 25 cm. ed una base di 3 cm. avendo il rapporto
R = 25 :3 = 8,33
corrisponderà ad una pianta in natura che avendo l'altezza di 15 m. avrà il diametro di base pari a :
f = 15 m. : 8,33 = 1,80 m.
il che corrisponderebbe ad un pianta con un età doppia di quella presa in esame all'inizio del nostro esempio.

Nel bonsai quando il rapporto h/f, che determina indicativamente l'età apparente della pianta, tenderà ad essere R > od = a 6 determinerà anche la dimensione massima finale delle foglie del
bonsai.

Prendiamo in esame il bonsai d’olmo dell'ultima parte dell'esempio su riportato , considerando che l'olmo in natura ha le foglie di circa 10 cm. di lunghezza , per quanto detto al paragrafo precedente , il rapporto tra la dimensione della foglia in natura e quella del bonsai dovrà essere maggiore o pari a R
ideale ossia compreso tra 8,33 e 6 , perciò si avrà :
fn : fb > od = 6 quindi fb = f n : R > 6 od = 6 < od =" 1,6">
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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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