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maggio 14, 2009

Innesto autunnale nel bonsai

Innesto autunnale.
Il periodo più che autunnale si colloca alla fine dell'estate perché le possibilità dell'attecchimento sono esaltate dall'attiva crescita dei soggetti, attività che garantisce un facile distacco della corteccia.

La scelta del materiale da innestare va fatta contemporaneamente all'innesto, da germogli vigorosi contenenti gemme a legno vanno esclusi materiali che presentano gemme danneggiate. I germogli da cui prelevare le gemme d'innesto, vanno inoltre prelevati della porzione interna delle branche.

Le marze vanno defogliate lasciando però un breve tratto del picciolo attaccato alla gemma; quest’accorgimento presenta due aspetti positivi: il primo è di evitare che nell'asportazione della foglia si possa danneggiare la gemma, il secondo è che con i resti del picciolo, si potrà posizionare la gemma senza manipolarla direttamente. Le gemme migliori sono quelle della porzione basale od intermedia, mentre vanno scartate quelle della porzione non lignificate dei rami. Nelle specie (e s. ciliegio dolce) in cui in cui le gemme basali siano a fiore queste vanno scartate perché non adatte.


In quest’innesto la parte del soggetto sopra la gemma innestata non deve essere tagliata fino a che l'innesto non è completamente soldato. In questa te cnica la gemma si salda in due otre settimane, sintomi dell'avvenuta saldatura sono: il distacco netto della sezione di picciolo rimasta, il gonfiarsi della gemma, il permanere del colore naturale della scorza.

Nell'innesto autunnale le gemme anche dopo l'attecchimento rimangono in riposo fino alla primavera successiva. Nel periodo di ripresa vegetativa occorrerà poi tenere conto della " dominanza apicale ", (esistenza di gemme terminali che possono ingenerare la dormienza della gemma innestata), di norma quest’eventualità è esclusa dall'asportazione della parte del soggetto sopra l’innesto.

Nei citrus quest'asportazione si opera in due tempi: in un primo momento s’incide, dal lato della gemma innestata, il soggetto che è piegato verso terra, in un secondo tempo, quando la gemma avrà prodotto un robusto germoglio, la parte incisa sarà asportata completamente. Il soggetto va poi spollonato, (la spollonatura è l'asportazione in più riprese dei germogli del portainnesto), per evitare che le gemme emesse da questo soffochino quella innestata.

Innesto primaverile.
Questo, è simile a quello autunnale, ma è eseguito in periodo primaverile. Si opera appena il
portainnesto inizia la propria crescita, l'intervallo d’esecuzione è piuttosto breve, infatti, termina prima che i germogli del soggetto abbiano finito il loro completo sviluppo.

Le marze con le stesse caratteristiche di quelle usate per l'innesto autunnale devono essere prelevate quando sono ancora dormienti, (prima che in esse vi sia qualche accenno all'ingrossamento delle gemme), il fatto che le gemme debbano essere dormienti, mentre il soggetto deve essere in attiva crescita, impone che le marze raccolte vadano conservate in torba umida ed in luogo refrigerato, (è consigliata una temperatura compresa tra 0° - 4°C.).

Innesto di giugno.
Si esegue nella prima metà di giugno con le stesse modo con cui quest'innesto è attuato negli altri
periodi. La differenza sta nel fatto che le cure da prestare alle piante nel mese di giugno sono più
assidue di quelle prestate negli altri periodi, e ciò a causa della necessità, visto lo sviluppo che la gemma innestata avrà nel periodo luglio settembre, di portare la nuova parte vegetata a maturare completamente prima del sopraggiungere della stagione fredda; nel caso ciò non avvenga la parte appena innestata sarà danneggiata.

In questo periodo si esegue l'innesto a T con scudetto "senza legno", occorre lasciare sotto l'incisione almeno 4 - 5 foglie attive. In questo periodo la saldatura è rapidissima, in 4 gg. dovrebbe iniziare la cicatrizzazione dei tessuti.

Per questo fatto la chioma del soggetto può essere asportata dopo circa 15 gg. ad una decina di centimetri dalla gemma innestata verso l'apice lasciando una foglia sul moncone, questo sarà asportato nella primavera su ccessiva, lo sviluppo delle gemme ascellari, e l'attività delle foglie rimaste, fornirà attraverso la fotosintesi le necessarie sostanze elaborate alla pianta garantendo la riuscita dell'operazione d’innesto. E' consigliabile effettuare tutte le operazioni d’innesto, per tutti e tre i periodi indicati sempre con la luna calante.

Metodi dell'innesto a gemma.
Innesto a "T" od a scudetto.
Conosciuto con entrambe le denominazioni che gli derivano: la prima dall'incisione praticata sul
soggetto; la seconda dalla forma della porzione di corteccia su cui è inserita la gemma, è sicuramente il metodo più comunemente usato per l'innesto dei rosai e degli arbusti ornamentali.

Utilizzato su diametri da 0,5 a 2,5 cm., nelle specie con corteccia sottile, in attiva vegetazione in modo da permettere il facile distacco della corteccia. Si opera eseguendo un taglio verticale e quindi un secondo perpendicolare al primo nella parte alta del primo, è importante che entrambi i tagli non eccedano la lunghezza necessaria, perché tagli troppo lunghi richiedono legature estese senza che ne derivi alcun vantaggio alla pratica agronomica dell'innesto.

Praticati i tagli, nel portainnesto si può inserire lo scudetto con la gemma prelevata dal germoglio usato come gentile. Per asportare lo scudetto si parte a circa 1,5 cm. dalla base della gemma stessa. Lo scudetto deve essere il più possibile ma deve essere dotato di consistenza. A circa 2 cm. sopra la gemma è poi praticato un secondo taglio secante, la generatrice del germoglio, (taglio orizzontale), affinché lo scudetto si stacchi.

Lo scudetto può essere preparato con o senza legno. Di là dalla propensione dei professionisti verso l'una o l'altra delle preparazioni, occorre tenere presente che in alcune specie come l'acero e il noce, il maggior attecchimento si ha se lo scudetto non presenta quella fettina di legno, ricavata dall'incisione, interessante lo stato xilematico del germoglio.

Lo scudetto senza legno si prepara praticando il taglio orizzontale evitando che il legno sia inciso. L'asportazione dello scudetto, se la corteccia si stacca facilmente, deve avvenire premendo questo contro la marza e facendolo scivolare via verso il basso, la piccola parte pedicellare di legno, che ha in se i tessuti vascolari che servono a nutrire la gemma, deve restare unita alla corteccia, se questa parte rimane attaccata al legno, lasciando un buco nella corteccia, l'innesto non attecchisce.

Lo scudetto senza legno, com’ già stato citato, è usato soprattutto nell'innesto di giugno mentre in quello primaverile, in cui le marze non sono in vegetazione, conviene lasciare la porzione di legno perché la corteccia delle marze, in questo periodo, è ancora molto attaccata al legno. L'operazione successiva è l'inserzione dello scudetto nel soggetto, per fa r ciò, si spinge lo scudetto sotto la corteccia del portainnesto fino a che il taglio orizzontale di questo non vada a coincidere con quello praticato sul soggetto.

Si opera quindi una legatura con rafia che porti i due simbionti ad un contatto perfetto. La gemma in questo caso deve rimanere scoperta.

Innesto a T invertito.
Questo metodo è usato in zone particolarmente piovose, perché evita che l'acqua possa penetrare
all'interno dell'incisione facendo marcire lo scudetto. Si può usare in quelle specie, che avendo una forte emissione di linfa, necessitano che questa sia drenata permettendo una migliore saldatura.

E' particolarmente usata negli innesti degli agrumi, anche se il motivo principale del suo impiego va ricercato più nella tradizione che in effet tive esigenze tecniche.

La tecnica di quest’innesto è la stessa di quello a "T" dritto, sennonché i tagli di preparazione dello scudetto vanno operati in posizione inversa rispetto all'altro metodo, ciò per rispettare la polarità della gemma. Lo scudetto dovrà essere inserito dal basso verso l'alto.

A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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