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maggio 14, 2009

Come si recupera l'albero dal terreno

Ho trovato questo lontano che cresceva sul bordo di un lago. L'albero era quasi tutto in acqua e perciò ho potuto tirarlo su conservando integra la zolla.

Quando un albero ha molte radici sottili può essere trapiantato direttamente in un vaso da coltivazione o in un vaso bonsai. Questo ontano richiede un minimo di potatura e, nel giro di un anno, potrebbe diventare un bonsai accettabile. Gli ontani vivono bene nell'acqua e traggono vantaggio se sono tenuti in una bacinella d'acqua durante la stagione vegetativa. Crescono vigorosamente e devono essere rinvasati ogni anno.

Quando si raccolgono alberi è assolutamen­te vitale salvare quante più radici possibile. Se il soggetto si rivela troppo povero di radichette, la cosa migliore è scavare un solco intorno al tronco e attendere per un anno che le radici fibrose si sviluppino. Questo certamente darà all'albero maggiori probabilità di attecchire quando verrà rac­colto. Se ciò non è possibile, allora non resta che sperare nella buona sorte.

Qualora l'albero sia molto alto, bisogna alleg­gerirlo di tutta la parte inutile di vegetazio­ne, prima di estrarlo dal ter­reno. Questa operazione ri­chiede cautela, per esser certi che i rami tagliati davvero non abbiano una loro parte nel futuro disegno del bonsai. Talvolta, un ramo che al pri­mo sguardo sembra inutile, a una più attenta valutazione, può rivelarsi adatto per fare dei jin o imporsi per qualche altro aspetto interessante del­la sagoma.

Bisogna sempre cercare di prelevare quanto più è possi­bile del terreno originale. Quando l'albero è stato estir­pato, avvolgete la sua zolla in telo di sacco o fogli di plastica, perché le radici non perdano umidità.
Un pino silvestre che è stato raccolto 15 anni fa come semenzale, è stato coltivato nello stile cascata. Nonostante il tronco e la chioma si siano sviluppati considerevolmente in questi anni, il bonsai richiede ancora di essere perfezionato. In primavera sarà rinvasato in un contenitore alto e la chioma verrà ridotta in palchi.

Un albero appena scavato non è in grado di fornire alle sue foglie la necessaria umidi­tà, persa durante il trapianto. È importantissimo perciò ri­durre il fogliame, soprattutto se si tratta di una latifoglia raccolta in piena vegetazione. Se le piante decidue vengono raccolte fuori del periodo di dormenza è meglio toglier loro tutte le foglie. Con le conifere è importante invece non ridurre troppo la chioma: un ramo sta­gliato completamente è destinato a morire Diversamente dalle latifoglie, le conlfere non producono rapidamente nuova vegeta­zione dai rami nudi: alcune foglie devono essere lasciate in cima ai rami perché posso­no 'tirare' la linfa.

Cure successive
I momenti che seguono l'estirpazione sono probabilmente i più importanti per la sopravivenza del materiale raccolto. L'intervallo tra la raccolta e il trapianto deve essere il più breve possibile. Ovviamente quanto più a lungo l'albero stia fuori dal terreno tanto più si asciuga: appe­na arrivati a casa, quindi, è consigliabile col­locarlo nel letto di raccolta che avete desti­nato allo scopo.
Questo dovrebbe avere un lato di circa 1 m e dovrebbe essere profondo 45 cm. Va riempito di sabbia grossolana o ghiaietti e deve avere un buon drenaggio.

In alternativa, si può preparare una grossa cassa riempita di sabbia grossolana o di un miscuglio di sabbia e torba. Sistemando in queste condizioni un albero appena raccolto sarete sicuri che s un buon apparato radicale fibroso. Alcuni appassionati propongono l'uso di vitamina B1 in soluzione, per aiutare gli alberi a superare lo shock del trapianto.

Dopo il trapianto l'albero deve essere tenuti in un ambiente protetto. Se la pianta è stata messa in un letto di raccolta, conviene coprirla con un sacchetto i plastica: se avete usato la cassa, allora la ser­ra fredda, che d'estate dovrà essere om­breggiata, è il luogo migliore.

Lo scopo, in entrambi i casi, è creare intor­no all'albero un'atmosfera molto umida, per ridurne la traspirazione e alleviare così la fa­tica dell'apparato radicale. Questo aiuta l'albero a riprendersi il più in tretta possibile.

Non si deve nutrire un albero appena rac­colto salvo che stia vegetando molto intensa­mente, essendo stato estirpato con numero­se radici. Se l'albero fatica a sopravvivere, non deve essere assolutamente fertilizzato.

Una concimazione eccessiva e prematura fa più male che bene.
Seguendo questo schema scoprirete che nel­la maggior parte dei casi gli alberi raccolti all'aperto o in luoghi alternativi non solo sopravivono, ma iniziano a prosperare.
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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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