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aprile 28, 2012

Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa.

museo_bonsai_della_serenitaArmando Dal Col è uno dei padri fondatori fra i più famosi cultori e creatori italiani di Bonsai della prima generazione, il quale utilizza prevalentemente specie autoctone della flora italiana ed europea, spaziando il suo interesse anche per alcune specie giapponesi e del florovivaismo internazionale. Ha attribuito un nome giapponese al suo giardino: “SEI WA BONSAI EN”, letteralmente, Giardino Bonsai della Serenità.

Nel Gennaio del 1998, trasferitosi definitivamente da Belluno a Tarzo, -suo paese natale- il Giardino è ora chiamato “GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’” com’era nelle sue aspirazioni.

Da vero pioniere, ha iniziato la sua passione per gli alberi in miniatura nella lontana primavera del 1963 dopo essersi trasferito da LONGARONE a Belluno iniziando con un pesco da frutto. Il destino l’ha così salvato dall’immane catastrofe del VAJONT avvenuta il 9 Ottobre dello stesso anno, le cui acque avevano cancellato il paese di Longarone insieme ai suoi genitori, ad una sorella e ad un nipotino.

Il suo approccio con il Bonsai era dovuto probabilmente al suo DNA per il suo carattere romantico; da ragazzo, infatti, gli piaceva ammirare gli alberi fioriti in primavera, ed allungando un braccio vedeva l’albero proiettarsi sul palmo della sua mano. E fu così che gli nacque l’idea di creare un albero in miniatura che potesse vivere in una ciotola da ammirare fra le mani.

Ha attinto le sue conoscenze dalla natura che lo circonda, la Natura, infatti, è stata il suo vero Maestro. All’epoca ignorava l’esistenza del Bonsai che apprese, casualmente, tre anni dopo, leggendo un articolo riguardo alla prima Euroflora del 1966 che si tiene a Genova ogni cinque anni. In quella prima grande occasione ci furono dei giapponesi che esposero degli “Alberi in miniatura coltivati nei vasi”, ma non geneticamente tali, bensì creati artisticamente dall’uomo!
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Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità ha sicuramente fatto il giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in modo virtuale, ma anche dal vero. E’ un nome facile da ricordare, forse un po’ meno quello del suo creatore: Armando Dal Col.

Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi.

Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in più di quarant’anni di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai la quale, già nel lontano 1982 gli ha dedicato una pagina nella loro rivista “BONSAI SHUNJU” e, nel 1986 gli ha rilasciato il diploma ufficiale di merito di “Istruttore maestro” dell’arte Bonsai grazie alle sue creazioni, come il famoso “Faggio Patriarca” classificatosi al primo posto al concorso internazionale nel 1986. Ma innumerevoli riconoscimenti e primi premi li ha avuti anche in campo nazionale come la famosa TARGA ORO UBI 2003 rilasciatagli dall’UNIONE BONSAISTI ITALIANI (UBI) per i suoi meriti nella diffusione dell’Arte Bonsai amatoriale in Italia, e per il suo quarantennale alla carriera nel bonsaismo.

I suoi libri: BONSAI E SUISEKI, BONSAI L’EVOLUZIONE, BONSAI DELLA FLORA ITALICA, e BONSAI TECNICHE SOFISTICATE hanno avuto il plauso fra gli appassionati di Bonsai, e non solo in Italia.

La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche -e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un grande entusiasmo ed intenso amore per la Natura.

Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo, trovandosi nello stesso tempo fra due mondi. Il 1°, immerso nel caotico mondo frenetico del giorno d’oggi, mentre nel 2° gli sembrerà di tuffarsi indietro nel tempo, immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto.

Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori.
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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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