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aprile 30, 2012

Goshin, un prezioso insegnamento dal passato.


"Mi sento onorato e fiero che il mio Goshin abbia trovato una casa permanente nella quale può essere ammirato da molte persone ed in particolare da coloro che si interessano alla cultura Bonsai. Come per molto altri miei Bonsai, dietro alla sua nascita c'è una storia, la creazione di Goshin ha richiesto molto, molto tempo e si è trattato quasi di una sfida. Goshin è composto da undici alberi, Alice ed io abbiamo undici nipoti. L'albero più piccolo è stato quello della mia prima dimostrazione. Proprio per il significato che ha per me ho voluto fare qualcosa di più, non l'ho venduto al momento opportuno, non me lo sono tenuto egoisticamente, ma l'ho offerto a tutti affinché tutti possano godere della sua vista. In altre parole, Goshin appartiene a tutti gli abitanti degli Stati Uniti come pure, agli abitanti di tutto il mondo. Non vi sono frontiere nel Bonsai, creare Bonsai è un appello universale, pace universale. La colomba della pace vola, dal palazzo all'umile dimora, dal ricco al povero; così fa lo spirito del Bonsai. Spero che questo incoraggi la futura generazione a guardare con orgoglio quest'arte vivente e conduca anche ad una fratellanza maggioren tra tutte le persone, ovunque esse siano". -
John Yoshio Naka
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John Yoshio Naka (16 agosto 1914 – 19 maggio 2004) è nato in Ft. Lupton, Colorado da una seconda generazione di giapponesi-americani, ma all’età di 8 anni si trasferì nel paese di origine dei genitori dove, a causa dell’influenza del nonno, studiò l’arte del bonsai.

Tornò negli Stati Uniti vicino a Boulder, in Colorado nel 1935, e poi alla fine del 1946 si stabilì a Los Angeles, California. Nella contea di Orange, Naka, insieme a quattro amici, fondò un club bonsai nel novembre del 1950, che oggi è conosciuto come la California Bonsai Society. Divenne una figura molto importante per l’arte bonsai americana negli anni 1950-’60. Naka fu una forza trainante nella diffusione e dell’apprezzamento e della pratica dell’arte bonsai in occidente e altrove.

Naka viaggiò e insegnò ampiamente in tutto il mondo, in conferenze e club, ma rifiutò di tenere lezioni in Giappone (dove il bonsai era stato altamente sviluppato nel corso dei secoli), dicendo: “Vogliono che che io insegni, ma dico loro che sarebbe come cercare di predicare al Buddha”.

Le sue principali pubblicazioni furono due libri, intitolati Bonsai Techniques e Bonsai Techniques II, testi che sono venerati come delle bibbie della tecnica bonsai occidentale da molti artisti. Questi libri sono tradotti in francese, tedesco, italiano e spagnolo. Ha contribuito ad articoli, prefazioni e fotografie per numerose riviste specializzate e libri.
Nel 1985, l’imperatore del Giappone Hirohito ha elargito a Naka il premio più prestigioso per un cittadino non-giapponese, la Quinta Classe dell’Ordine del sol levante.

Una raccolta di Nina S. Ragle con 287 proverbi presentati sia in giapponese che in inglese da Naka, Even Monkeys Fall Out of Trees, venne pubblicata nel 1987. (Il titolo si riferisce al fatto che anche un maestro bonsai può fare un errore).

Fu direttore e fondatore della World Friendship Bonsai Federation (WBFF) e un co-firmatario della Constitution of the Latin-American Bonsai Federation (LABF). Fu consigliere onorario della National Bonsai Foundation. Naka fu scelto nel 1992 come uno dei tredici premiati per ricevere un National Heritage Fellowship, fu il primo artista bonsai a ricevere questo prestigioso premio. Quando ricevette il premio disse, “E ‘un inizio ma non una fine. Una gemma oggi diverrà un ramo domani”.

Altre sue citazioni:
“Bonsai non è il risultato: quello verrà dopo. L’importante è il godimendo di cioè che si fa adesso”,
“Ci devono essere dietro filosofia, botanica, arte, e qualità umana per essere un bonsai”,
“Il bonsai non sei tu che stai lavorando sull’albero; devi avere l’albero che lavora dentro di te”
“Lascia che ci sia spazio tra ti tuoi rami in modo che gli uccelli possano volarci attraverso”.

Tra tutte le opere di Naka, la composizione più riconoscibile è Goshin, che significa “protettore dello spirito”. E ‘un gruppo di undici Juniperus foemina, ognuno dei quali rappresenta uno dei nipoti di Naka. Il bonsai può essere visto in mostra al National Arboretum di Washington.

Circa un mese prima di morire, Naka donò il suo primo bonsai, un Cipresso di Montezuma (Taxodium mucronatum), al National Bonsai and Penjing Museum.

Nel maggio 2005, una raccolta di oltre 80 dei suoi disegni di come immaginava il futuro sviluppo di diversi alberi dei partecipanti ai suoi workshop, venne pubblicato come John Naka’s Sketchbook, a cura di Jack Billet e Cheryl Manning.

Goshin,_September_15,_2007

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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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