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gennaio 23, 2026

L'ulivo bonsai è un albero mediterraneo molto apprezzato per la sua bellezza e longevità, potendo vivere fino a 2000 anni.

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 23, 2026

Olea Europaea, Olive Bonsai tree

L'olivo (Olea europaea) è diffuso in tutti i paesi del Mediterraneo e porta con sé un forte simbolismo. È possibile utilizzare varietà specifiche per la coltivazione (olivo bonsai), quindi non sarà difficile ottenere frutti, sebbene gli olivi selvatici (Olea europaea silvestrys) siano comunemente utilizzati, poiché possono sviluppare foglie minuscole.

In molti casi, altre caratteristiche come la presenza di jin, shari e corteccia a bottoni sono molto apprezzate, denotando età avanzata e capacità di sopravvivenza in condizioni ostili. Questi alberi radicano facilmente e sono molto robusti, il che li rende una varietà molto adatta all'uso bonsai.

Per poter avere successo con questo tipo di pianta, bisogna essere consapevoli delle reazioni di tale specie all'applicazione delle varie tecniche che l'arte bonsai comporta: è sicuramente l'aspetto più importante da tenere in considerazione. Il suo punto debole è rappresentato dall’apparato vegetale, e considerando la facilità di emissione delle radici superficiali, un grave pericolo è costituito dalle gelate prolungate che possono addirittura portare alla morte dell’albero: è un aspetto, quest’ultimo, da tenere particolarmente in considerazione soprattutto quando si trapianta in vaso bonsai. I rischi legati al clima sono molto alti, poiché essendo una specie da esterno è completamente esposta alle variazioni atmosferiche.

Cura del Bonsai di Olivo.

Situazione: I bonsai di olivo richiedono una posizione in pieno sole, che aiuta anche a ridurre le dimensioni delle foglie. Possono tollerare temperature leggermente inferiori a 0 °C/32 °F, ma devono essere protetti dalle forti gelate. È meglio posizionare l'olivo in una serra fresca per proteggerlo dal freddo intenso. Se tenuto in una stanza calda della casa, l'olivo soffrirà la mancanza di luce e l'aria secca lo renderà molto suscettibile alle cocciniglie.

Irrigazione: Annaffiare abbondantemente il bonsai di olivo ogni volta che il substrato è asciutto, evitando però un'umidità costante. L'acqua del rubinetto è generalmente adatta all'olivo.

Concime per Bonsai di Olivo: Applicare un fertilizzante organico solido ogni quattro settimane o utilizzare un fertilizzante liquido settimanalmente durante la stagione di crescita.

Potatura: Si consiglia di effettuarla a fine inverno. L'olivo risponde a una potatura intensa sviluppando germogli molto vigorosi. Per la formazione e la modellatura dei rami, si utilizza il filo metallico sui rami giovani insieme a tecniche di cimatura. Lasciare crescere e poi tagliare fino a 2-3 paia di foglie e, negli esemplari molto vigorosi, defogliare.

Trapianto: in primavera, prima che le gemme inizino a gonfiarsi, ogni tre o quattro anni. Questo albero radica facilmente. È preferibile utilizzare un terriccio ben drenante.

Propagazione: semi e principalmente talee; anche tronchi e rami spessi possono radicare.

Parassiti e malattie: gli olivi vigorosi sono molto raramente attaccati da parassiti o malattie. Se l'albero viene tenuto in un luogo molto caldo durante l'inverno, potrebbe essere infestato da cocciniglie o cocciniglie farinose. In questo caso, cercare di migliorare le condizioni e utilizzare un insetticida specifico.

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gennaio 16, 2026

Il gelso (Morus) è una specie molto apprezzata nella coltivazione dei bonsai,

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 16, 2026

Originario dell'Asia, viene coltivato da secoli poiché le sue foglie rappresentano la dieta base dei bachi da seta. È un albero di dimensioni contenute, molto robusto e longevo, caratterizzato da un'abbondante fruttificazione. I suoi frutti (more rosse e nere) maturano all'inizio dell'estate e sono piccoli, commestibili e deliziosamente proporzionati. È una specie che si coltiva senza difficoltà, ricavandone notevoli soddisfazioni. Negli esemplari bonsai, il tronco robusto, la corteccia rugosa e le foglie dentate creano interessanti combinazioni di forme e strutture diverse. Gli stili a cui si adatta questa specie sono l’eretto, l’inclinato, il prostrato, a cascata, su roccia e a due tronchi.

ESPOSIZIONE
In estate posizionare all'ombra. Durante il resto dell'anno è preferibile il pieno sole, evitando però l'esposizione ai forti venti.

ANNAFFIATURA
I Morus consumano acqua in abbondanza, quindi vanno annaffiati frequentemente, soprattutto in estate.

RINVASO
Il trapianto si opera ogni anno o al massimo ogni due anni, all'inizio della primavera oppure in ottobre. Terra composta da: 50% terra pronta, 40% akadama e 10% pozzolana.

POTATURA
La potatura su questa specie si applica prima del risveglio vegetativo. Produce facilmente gemme sul tronco a seguito di potature aggressive, ma è importante proteggere i grossi tagli con pasta cicatrizzante, altrimenti la corteccia in prossimità del taglio tende a seccare. Per aumentare la ramificazione fine e frenare il vigore di crescita, risulta molto efficace la defogliazione, che va operata tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, momento in cui la spinta alla crescita tende ad arrestarsi. Questa tecnica può essere adottata sia su alberi giovani, sia su esemplari maturi.

PINZATURA
Il Morus ha uno sviluppo rapido e vigoroso, pertanto è importante operare correttamente la pinzatura, accorciando costantemente le nuove crescite a due foglie.

AVVOLGIMENTO
Si ricorre all'applicazione del filo, solo quando è proprio necessario, in primavera ed estate, avendo l’accortezza di proteggerlo con la carta adesiva.

CONCIMAZIONE
Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
È soggetto soprattutto a cocciniglie.

È un albero di dimensioni contenute, molto robusto e longevo, caratterizzato da un'abbondante fruttificazione.

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gennaio 09, 2026

La varietà "Hime Fuji" della Millettia japonica è una scelta comune per i bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 09, 2026

La Millettia japonica, conosciuta anche come "Hime Fuji", può essere coltivata come bonsai, ed è una scelta popolare per questa forma d'arte. La pianta è apprezzata per le sue foglie decidue, che la rendono adatta alla coltivazione all'aperto come bonsai.


Ecco alcuni punti chiave sulla coltivazione della Millettia japonica come bonsai:
Decidua:
La Millettia japonica è una pianta decidua, il che significa che perde le foglie in inverno, un aspetto da considerare nella sua cura.


Esposizione:


Preferisce una posizione soleggiata per la crescita ottimale, ma può tollerare un po' d'ombra.


Potatura:


La potatura regolare è essenziale per mantenere la forma desiderata del bonsai. La potatura può essere effettuata durante la stagione di crescita.


Rinvaso:


Il rinvaso dovrebbe essere fatto ogni due o tre anni, preferibilmente in primavera, utilizzando un substrato ben drenante.

 

Annaffiatura:


È importante mantenere il terreno umido ma non inzuppato. Annaffiare regolarmente, soprattutto durante la stagione di crescita.


Concimazione:


Concimare durante la stagione di crescita per favorire lo sviluppo della pianta.


Forme:


La Millettia japonica può essere modellata in varie forme di bonsai, tra cui forme formali ed informali.
Varietà:


La varietà "Hime Fuji" è una scelta comune per i bonsai.

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gennaio 02, 2026

La metasequoia è stata introdotta nel panorama bonsai per l’eleganza del fogliame e la bellezza del tronco maturo.

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 02, 2026

La metasequoia, nota anche come sequoia della Cina o albero fossile vivente, è una specie adatta alla coltivazione come bonsai, grazie alla sua crescita rapida e alla sua capacità di tollerare potature e modellature. È particolarmente apprezzata per il suo fogliame aghiforme che assume vivaci colorazioni autunnali e per la sua corteccia fibrosa di colore rossastro.

Cura e coltivazione del Metasequoia bonsai:

  • Esposizione:

    Il bonsai di Metasequoia ama la luce solare, quindi è consigliabile posizionarlo in pieno sole in primavera e autunno, mentre in estate è preferibile un'esposizione in ombra parziale per evitare lo sbiancamento delle foglie.

  • Annaffiatura:

    Il terreno deve essere mantenuto umido, ma non zuppo. Annaffiare regolarmente, soprattutto durante i periodi più caldi, assicurandosi che non ci siano ristagni d'acqua.

  • Rinvaso:

    Il rinvaso va effettuato preferibilmente in primavera, utilizzando un substrato specifico per bonsai, ben drenante. Si consiglia di abbinare il rinvaso alla potatura delle radici, per evitare un eccessivo stress alla pianta.

  • Potatura:

    La metasequoia risponde bene alla potatura, sia di formazione che di mantenimento. Si possono tagliare i rami con forbici affilate ad angolo di 45 gradi, preferibilmente durante la stagione di crescita.

  • Concimazione:

    La concimazione va effettuata regolarmente durante la stagione di crescita, utilizzando un concime specifico per bonsai, sia liquido che solido.

  • Parassiti:

    La metasequoia può essere soggetta ad attacchi di parassiti, quindi è consigliabile effettuare trattamenti preventivi con insetticidi e anticrittogamici, alternandoli per una maggiore efficacia.

  • Inverno:

    La metasequoia è una pianta rustica e resiste bene al freddo, quindi può essere lasciata all'esterno anche in inverno, riparandola dal gelo se necessario.

Caratteristiche principali:

  • Corteccia: La corteccia è di colore rossastro, fibrosa e si sfalda in scaglie.
  • Foglie: Le foglie sono aghiformi, di colore verde chiaro, che diventano rosso-marrone in autunno prima di cadere.
  • Tronco: Il tronco è dritto e slanciato, con una forma che ricorda quella di un albero maturo, il che lo rende particolarmente adatto alla coltivazione in stile boschetto.

In sintesi: Il Metasequoia bonsai è un albero affascinante, che richiede cure specifiche ma che, con la giusta dedizione, può regalare grandi soddisfazioni, sia per la sua bellezza che per la sua storia, essendo un "albero fossile vivente".

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dicembre 30, 2025

A Verona il percorso e le opportunità di carriera per aspiranti piloti.

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 30, 2025
Verona-carriera piloti

 

Appuntamento il 17 gennaio 2026 all’Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona per l’Airline Pilot Open Day, l’evento dedicato a chi sogna di diventare pilota di linea e di lavorare come professionista nell’aviazione.

Nel corso della giornata verranno presentati:

  • il Team Asteraviation e i corsi per diventare pilota professionista
  • i centri di addestramento, i velivoli e i simulatori
  • la didattica innovativa di Asteraviation
  • i partner di Asteraviation, l'accesso alle selezioni e le possibilità di carriera.

Verranno inoltre approfonditi diversi temi legati alle professioni dell’aviazione come: quali sono i requisiti fisici per diventare pilota, quali sono i costi da sostenere, quanto durano i corsi in Accademia, ma anche quali sono le modalità di assunzione e lo stipendio medio di un pilota.

Tra i corsi erogati da Asteraviation Flight Academy ci sono:

  • ATPL (pilota di linea)
  • PPL (pilota privato)
  • CPL (pilota commerciale)

E anche diverse abilitazioni, quali:

  • Abilitazione al bimotore (MEP)
  • Abilitazione al motore turbocompresso, al velivolo con carrello retrattile e passo variabile
  • Abilitazione al carrello biciclo
  • Abilitazione al volo notturno. 

Chi sceglie di iscriversi al programma di Aster Aviation Flight Academy svolge un addestramento basato sui principi del CRM aeronautico (Crew Resource Management) ed è seguito con training personalizzati. Inoltre, ha l’occasione di acquisire esperienza pratica nel settore dell’aviazione grazie alla collaborazione con diverse compagnie aeree partner, per applicare gli studi teorici in contesti reali, oltre che avere la possibilità di frequentare diversi seminari integrativi del piano formativo.

Dalla Safety Culture in Aviation alla conoscenza delle principali compagnie aeree e i loro processi di reclutamento, dall’approfondimento delle soft skill alle esperienze sul campo, il metodo didattico dell’Accademia offre una formazione completa e all’avanguardia per formare i professionisti dell’aviazione.

Frequentare Aster Aviation Academy non è solo scegliere di seguire una passione, ma vuol dire trasformare questa passione in futuro concreto: l’occupabilità dei corsi formativi è infatti di grande successo e più del 50% degli allievi trova lavoro subito dopo aver concluso il percorso di studi.

Puoi approfondire tutti i dettagli su https://www.asteraviation.it/airline-pilot-open-day/.


Asteraviation Flight Academy è l’Accademia di volo specializzata nella formazione di piloti di linea e professionisti dell’aviazione. Offriamo a ogni allievo training personalizzati e una didattica che integra competenze tecniche avanzate e sviluppo di soft skills fondamentali in cabina di pilotaggio.

Sedi: Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona (VR), Aeroporto Angelo Berardi Verona-Boscomantico (VR).

Contatti: info@asteraviation.it Tel. +39 045 2050662 Mob. +39 327 6813344.

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dicembre 26, 2025

Le specie più utilizzate di Melo nella coltivazione a bonsai sono il Malus evereste, sieboldii e il Malus halliana

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 26, 2025

Il melo (Malus) è costituito da circa 50 specie e da un gran numero di cultivar

Le specie più utilizzate nella coltivazione a bonsai sono il Malus evereste, sieboldii e il Malus halliana. Il secondo ha una caratteristica corteccia chiazzata, rami fini piuttosto rigidi di colore violaceo e fiorisce in primavera alle estremità dei rami; fra le varie caratteristiche, è sicuramente la sua fine ramificazione a renderlo ideale come bonsai. Il terzo, il Malus halliana, fin dall’antichità in Cina era particolarmente amato come albero da fiore: anch’esso possiede una ramificazione fine ed ha una particolare corteccia liscia e grigia. Uno dei vantaggi maggiori di queste specie ai fini della formazione a bonsai è la rapidità di crescita che permette di ottenere buoni esemplari in pochi anni. Gli stili a cui maggiormente si adattano sono l’eretto informale o inclinato.

ESPOSIZIONE
Come tutti gli alberi da frutto necessita di molta luce per dar luogo alla fioritura e alla fruttificazione. Si espone, quindi, in pieno sole durante tutto l’anno, naturalmente ad esclusione dei mesi estivi più caldi, quando è consigliabile ripararlo sotto una rete ombreggiante al fine di evitare bruciature alle foglie. La protezione è utile anche in inverno nei periodi caratterizzati da forti gelate.
ANNAFFIATURA
Ama acqua in abbondanza, in modo particolare dopo la fioritura, quando sta formando il frutto: in questa fase potrà essere necessario annaffiare anche 2-3 volte al giorno. Generalmente, per tutto il periodo vegetativo, le somministrazioni dovranno essere quotidiane. Durante la fioritura, bisognerà fare molta attenzione a non bagnare mai direttamente i fiori altrimenti non arrivano a fruttificare. È bene spruzzare periodicamente anche le foglie, poiché sono facilmente soggette a muffe.

RINVASO
Lo stesso vigore che caratterizza la parte aerea di questa pianta, lo si ritrova ovviamente anche nell’apparato radicale. Questo rende necessario trapiantare gli esemplari giovani tutti gli anni, e quelli più maturi ogni due. I periodi in cui intervenire sono l’inizio dell’autunno o la primavera, prima del risveglio vegetativo: nel primo caso, l’anno successivo si potrà godere la fioritura, mentre rinvasando in primavera per quell’anno si dovrà rinunciare ai frutti.
Per quanto riguarda il composto da utilizzare, si consiglia di mescolare 60% di akadama, 20% di terra pronta e 20% di sabbia di fiume.

POTATURA
Durante il periodo di sviluppo si accorciano i nuovi rami, mentre nella fase di dormienza ci si dedica alla formazione della silhouette, potando a due o tre nodi. Come per tutte le piante da frutto, la scopo primario è riuscire ad ottenere le gemme da fiore. Queste si sviluppano da metà giugno a metà luglio sulle cime dei rami corti dell’anno precedente. I rami che rimangono corti formano un gruppo di foglie sulla cima, che diventeranno le gemme da fiore per l’anno seguente. Quindi, se si vogliono ottenere i fiori è indispensabile riuscire ad avere molti rami corti, pertanto si interverrà con la potatura solo sui germogli lunghi. È meglio evitare potature troppo drastiche poiché, in tal caso, le gemme da fiore non si formano e l’anno seguente la fioritura non si manifesta. Per ovviare a questo inconveniente si lasciano allungare dei rami guida, detti “di sacrificio”. Concentrando il suo vigore su questi rami, l’albero sviluppa un gran numero di rametti corti che favoriranno la formazione di gemme da fiore. Dopo la formazione di queste gemme, nel mese di giugno, i rami troppo lunghi vanno accorciati, lasciando quattro o più foglie. I germogli della seconda vegetazione cresceranno in maniera stentata, ma la primavera successiva saranno carichi di fiori.
PINZATURA
Se l’albero produce frutti ogni anno, i rami forti tenderanno a diventare sempre più vigorosi, mentre quelli deboli, sempre più stentati. Per evitare questo inconveniente, ed equilibrare il vigore sull’intero albero, è importante intervenire con la defogliazione in modo da frenare l’energia di crescita delle parti più forti. Si defogliano i rami dell’apice e quelli più giovani, allo scopo di aumentare la ramificazione sottile. Come risposta, i rami vecchi producono subito germogli da fiore. È bene tener presente che per ottenere buoni risultati da questa operazione, bisognerà prendere le dovute precauzioni: accertarsi che l’albero goda di buona salute e provvedere, nei due mesi precedenti alla defogliazione, ad una concimazione abbondante dell’esemplare, evitando di utilizzare concimi ad alto contenuto di Azoto che provocherebbero un eccessivo ingrossamento delle foglie nuove; la fertilizzazione non sarà necessaria se la defogliazione sarà solo parziale.

AVVOLGIMENTO
Affinché l’albero porti a maturazione i frutti, pur mantenendo il proprio vigore, si interviene con l’avvolgimento dei nuovi rami. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, prima che lignifichino, i nuovi rami vengono abbassati con il filo: in questo modo si frena la crescita e si favorisce lo sviluppo di un maggior numero di rametti corti. Si consiglia l’utilizzo di filo di alluminio ramato, da rimuovere dopo circa un mese dalla sua applicazione.

CONCIMAZIONE
Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
Batteri, funghi ed insetti sono problemi frequenti per i Meli. Si consiglia un trattamento preventivo mensile adatto agli alberi da frutto. In caso di deformazioni tumorali sulle radici, tagliare completamente la parte infetta e trattare con nematocida.


È la pianta da frutto più armonica, con i suoi piccoli frutti rossi, ed è particolarmente suggestiva in primavera per la sua rigogliosa fioritura. Vanta ben 35 specie conosciute tra Europa, Asia e America.

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dicembre 19, 2025

La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 19, 2025

La magnolia può essere coltivata come bonsai, anche se le sue dimensioni originarie e le foglie grandi possono rendere la sua gestione più impegnativa rispetto ad altre specie. La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta e alla fioritura precoce.

Scelta della varietà e preparazione:

  • La Magnolia stellata è preferibile per il bonsai a causa delle sue dimensioni più ridotte e della fioritura precoce, mentre la Magnolia soulangeana è più adatta per giardini o parchi.
  • Le magnolie possono essere allevate da seme, talea o innesto, ma per il bonsai è preferibile utilizzare esemplari già sviluppati.

Cura e manutenzione del bonsai di magnolia:

  • Luce:

    La magnolia ama il sole, ma nei climi più caldi può tollerare anche la mezz'ombra.

  • Annaffiatura:

    Annaffiare regolarmente, ma evitare i ristagni idrici, soprattutto in estate, quando è consigliabile annaffiare la sera.

  • Concimazione:

    Concimare mensilmente durante la stagione di crescita (esclusi i mesi di luglio e agosto), con un concime minerale ricco di azoto e solfato di ferro.

  • Rinvaso:

    Il rinvaso va effettuato ogni due anni, preferibilmente in primavera, utilizzando un terriccio specifico per bonsai, leggermente acido.

  • Potatura:

    La potatura va effettuata dopo la fioritura, rimuovendo i rami secchi o danneggiati e riducendo la lunghezza dei rami per mantenere la forma desiderata.

  • Filatura:

    La filatura può essere effettuata con filo di alluminio o rame, ma è importante fare attenzione a non danneggiare la corteccia.

Problemi comuni:

  • Caduta delle foglie: Può essere causata da stress idrico, carenze nutritive o malattie.
  • Macchie marroni: Possono indicare la presenza di malattie fungine o batteriche.
  • Essiccazione della pianta: Può essere causata da temperature troppo alte o basse, o da carenze nutritive.

Consigli:

  • È importante proteggere il bonsai di magnolia dalle gelate tardive, che possono danneggiare i boccioli.
  • Controllare regolarmente la pianta per individuare tempestivamente eventuali problemi e intervenire prontamente.
  • Utilizzare prodotti specifici per la cura del bonsai, come concimi e antiparassitari.

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dicembre 12, 2025

Il caprifoglio (Lonicera) è apprezzato per i loro fiori profumati e la crescita vigorosa, che le rendono una scelta popolare per l'arte bonsai.

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 12, 2025

Un bonsai di Lonicera, comunemente noto come caprifoglio, è un albero in miniatura che può essere coltivato a partire da diverse specie di caprifoglio. Queste piante sono apprezzate per i loro fiori profumati e la crescita vigorosa, che le rendono una scelta popolare per l'arte bonsai.


Cura del bonsai di Lonicera:


Posizione:


I bonsai di Lonicera prosperano in pieno sole, ma è importante proteggerli dalle forti gelate, soprattutto in vasi piccoli.


Annaffiatura:


Annaffiare quando la superficie del terreno è asciutta, evitando sia l'eccesso che la carenza di acqua.


Concimazione:


Concimare ogni due settimane durante la stagione vegetativa.


Potatura:


Potare regolarmente per mantenere la forma desiderata e favorire una crescita densa. Potature più drastiche possono essere effettuate nel tardo autunno o in inverno.


Rinvaso:


Rinvasare in primavera, non appena compaiono i nuovi germogli, utilizzando un terriccio base per bonsai.


Propagazione:


Le talee radicano facilmente tra luglio e agosto. Possono anche essere propagate per margotta da agosto a novembre o per semina a febbraio o marzo.

 

Considerazioni aggiuntive:


Stile:


I tronchi di Lonicera tendono ad essere dritti, il che può rappresentare una sfida nella progettazione di un bonsai. Le curve possono essere realizzate ramificando rami primari e secondari o creando effetti di legno morto.


Specie:


Diverse specie di Lonicera possono essere utilizzate per i bonsai, tra cui Lonicera implexa, Lonicera japonica e Lonicera nitida.


Resistenza:


I bonsai di Lonicera sono generalmente resistenti e facili da curare, il che li rende un'ottima scelta per i principianti.


Posizione:


I bonsai necessitano di luce solare e aria fresca, quindi un luogo ben illuminato, come un balcone, una terrazza o un giardino, è l'ideale. In breve, il bonsai di Lonicera è un'opzione attraente e relativamente facile da curare che può aggiungere bellezza e profumo a qualsiasi spazio.

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dicembre 05, 2025

Il ligustro (Ligustrum) con il suo caratteristico fogliame, piccolo e tondeggiante, lo rende un soggetto ideale per la coltivazione a bonsai

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 05, 2025

Il suo caratteristico fogliame, piccolo e tondeggiante, lo rende un soggetto ideale per la coltivazione a bonsai. Quella proposta è una specie che cresce spontanea nel sud della Cina: il suo habitat naturale è caratterizzato da un clima caldo, pertanto nelle regioni temperate più fresche va coltivata come bonsai d’appartamento. Gli stili a cui meglio si adatta sono: eretto, inclinato, su roccia, a due tronchi, a tronco multiplo.

ESPOSIZIONE
Nei lunghi mesi in cui rimane all’interno, occorre assicurargli una collocazione in posizione luminosa a meno di 1 metro dalla finestra, mantenendo la temperatura tra i 15° e i 23° C. Da maggio a settembre viene posto all'esterno in una posizione a mezzombra.

ANNAFFIATURA
L’annaffiatura ideale deve essere abbondante e regolare, facendo asciugare il terreno fra un annaffio e l’altro. Non ama i ristagni d’acqua, pertanto il drenaggio va tenuto sempre sotto controllo. In caso di eccesso d’acqua, le punte delle foglie diventano nere e gradualmente cadono. Deleteria risulta anche ovviamente la carenza d’acqua, che può essere considerata come una delle cause principali di moria del Ligustrum.

TERRENO
Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 60% di akadama e 40% di terra pronta

RINVASO
Il periodo ideale per trapiantare questa specie è la tarda primavera o l’inizio dell’estate; la frequenza deve essere di 2/3 anni. Durante il trapianto si elimina 1/3 della terra sulla parte esterna del ceppo, accorciando le radici troppo lunghe.

POTATURA
Nel corso della stagione vegetativa fino alla fine di agosto, i rami possono venir potati in qualsiasi momento. Se l’intervento deve essere effettuato su rami di grosso diametro, è consigliabile intervenire in primavera-estate, avendo però la cautela di porre mastice cicatrizzante sulle ferite, per evitare fuoriuscite di linfa.

PINZATURA
Durante tutta la stagione vegetativa è necessaria una costante pinzatura della nuova crescita. Si procede sui germogli che hanno raggiunto le 5-6 coppie di foglie, cimandoli a due coppie.

AVVOLGIMENTO
I rami ed i germogli lignificati possono essere avvolti senza problemi durante tutto l’anno. Per non rischiare però di segnare la corteccia, bisogna fare molta attenzione a rimuovere il filo tempestivamente prima che inizi ad inciderla.

CONCIMAZIONE
Alla ripresa vegetativa (marzo-aprile) concimare ogni 8-10 giorni abbinando il Concime Bonsan ad Azione Stimolante al Concime Liquido Organico Bonsan. Da aprile a settembre concimare ogni 8-10 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan oppure ogni 15-20 giorni con Bonsan Concime Solido Organico Aburukasu, evitando i mesi di luglio e agosto. Da settembre a febbraio utilizzare ogni 15-20 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan. Si consiglia inoltre, in modo particolare, la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
È una pianta semipersistente a foglie lucide particolarmente apprezzata per la sua profumatissima fioritura. I suoi caratteristici fiori a grappolo sono seguiti in autunno da bacche nere. È un bonsai molto adatto ai principianti, poiché è facile da coltivare e da rinvasare e sopporta molto bene le potature, anche quelle drastiche.

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novembre 28, 2025

Il larice (Laryx) È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai per la sua naturale forma colonnare e per le sue caratteristiche estetiche-

Posted By: Fausto Baccino - novembre 28, 2025

La specie maggiormente utilizzata per la coltivazione a bonsai è quella giapponese denominata kaempferi. Il suo impiego in arte bonsai si è ormai ampiamente diffuso anche nel nostro continente poiché questa pianta, rispetto alle nostre specie autoctone, ha una maggiore vigoria ed una conseguente notevole rapidità di crescita. È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai sia per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, sia per le sue caratteristiche estetiche: i suoi germogli hanno un deciso colore rosso-violaceo, inoltre la tonalità grigio-verde delle sue foglie aghiformi fa apparire l’insieme di un caratteristico colore azzurrognolo; le piccole pigne sono sormontate da scaglie riflesse. Essendo una conifera a foglia caduca, in forma bonsai, alla caduta degli aghi, manifesta tutto il suo fascino mettendo in luce il suo tronco rugoso, squamato, dall’aspetto vetusto, con ramificazioni fini e internodi corti. Anche la vasta gamma di stili in cui è possibile formarlo, ossia tutti quelli generalmente utilizzati ad eccezione dello stile a scopa, costituisce un ulteriore stimolo per la coltivazione di questa specie a bonsai.

ESPOSIZIONE
Il Larice cresce bene in zone fresche e ventilate. Ama particolarmente la luce del sole ad esclusione di quella intensa dell’estate: gli aghi bruciati dai raggi troppo intensi rappresentano l’inconveniente principale di coltivazione di questa specie. Come tutte le piante trae beneficio da una collocazione che ricrei le tipiche condizioni ambientali del suo habitat naturale: solo se sottoposto a climi freddi e secchi dà origine ad una chioma compatta e formata da aghi corti; se posto invece in ambienti caldi e umidi, gli aghi si presentano lunghi e deboli. Pur essendo un albero originario di zone a clima freddo, se posto in vaso, durante l’inverno, va garantita una certa protezione dell’apparato radicale dalle gelate, ad esempio coprendo il vaso con foglie, segatura o sfagno.

ANNAFFIATURA
In primavera e in estate deve essere abbondante. Poiché il Larice non ama i ristagni d’acqua, è necessario controllare il drenaggio costantemente, in modo che non si verifichi una marcescenza radicale. Durante l’inverno le somministrazioni vanno diradate facendo attenzione, però, che il terreno non si asciughi mai completamente.

RINVASO
Generalmente il trapianto va effettuato ogni 4-5 anni sugli esemplari maturi e almeno ogni 2-3 anni su quelli più giovani. Il periodo ideale è l’inizio della primavera non appena le gemme iniziano a gonfiarsi, effettuando una potatura delle grosse radici capillari e riducendole al massimo di un terzo. Si raccomanda l’utilizzo di un terriccio ben drenato composto da 80% di akadama e 20% di ghiaia, facendo attenzione ad annaffiare frequentemente durante il periodo estivo.

POTATURA
Le potature di mantenimento e di formazione vanno effettuate esclusivamente in inverno, quando i rami sono spogli. In questa stagione è possibile anche lavorare la legna secca, che per il Larice costituisce una caratteristica propria della specie e al quale conferisce un fascino particolare. Si consiglia di non potare mai precipitosamente tutti i rami che non rientrano nella silhouette della pianta: come ogni conifera, questa specie, soprattutto negli esemplari maturi, dà luogo con difficoltà a nuove ramificazioni, quindi ci si potrebbe pentire di non avere più a disposizione rami in zone strategiche per il nuovo disegno della pianta.

PINZATURA
La pinzatura dei nuovi germogli va eseguita costantemente durante tutta la stagione vegetativa, mantenendo 1-2 gemme nuove, ossia circa 2-3 cm di crescita. Per non correre alcun rischio è meglio eseguire l’intervento utilizzando solo le dita. Mentre si effettua la cimatura delle gemme è consigliabile eliminare anche gli eventuali getti avventizi che dovessero formarsi sul tronco.

AVVOLGIMENTO
L’applicazione del filo, che va effettuata in inverno, è una costante che deve seguire tutta la vita del bonsai di Larice poiché il suo legno, essendo molto flessibile, perde in breve tempo la forma. Bisogna tener presente, però, che la corteccia di questa pianta è piuttosto delicata, di conseguenza il filo, al fine di non danneggiarla, dovrà essere rivestito con carta adesiva e avvolto facendo attenzione a non bloccare il passaggio della linfa.

CONCIMAZIONE
Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
Se si rispettano le necessità di questa pianta relative soprattutto a esposizione e annaffiatura, difficilmente si andrà incontro a problemi fitopatologici. È bene tener presente, però, che il Larice è soggetto ad alcune patologie: una delle più diffuse è rappresentata dall’attacco di afidi lanigeri, che può essere facilmente evitato attraverso un’adeguata disinfezione preventiva invernale-primaverile. Altri agenti che possono intaccare la salute di questa pianta sono acari e ragnetti rossi che colpiscono le foglie in primavera, mostrando i sintomi solo in estate: in questo caso occorre intervenire per tempo con prodotti chimici specifici. Le radici possono essere soggette ad attacchi fungini se il terreno non è ben drenato.

È particolarmente apprezzata per l’educazione a bonsai sia per la sua naturale forma colonnare, che termina con il tipico apice conico, sia per le sue caratteristiche estetiche

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