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venerdì 4 luglio 2014

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Junio 2014: i 10 articoli più cliccati.

1.- L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’

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sabato 7 giugno 2014

L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’America centrale e boreale.

 

Appartiene essenzialmente all’Emisfero boreale e a climi temperati o temperati-caldi. In Italia sono presenti solo alcune specie: in particolare è diffuso l’Evonymus europaeus, che cresce fra i boschi e le siepi di tutto il territorio peninsulare e insulare, raggiungendo un’altezza variabile da 1 a 4 metri.

euonymus1

L’Eleagnus si trova in particolare in Asia, dove cresce in boschetti e zone asciutte.

Sono tre i generi che formano le Eleagneacee, piante dicotiledoni, che prendono la loro denominazione dal genere Elaeagnus, un genere che comprende una quarantina di specie e che forma da solo quasi l’intera consistenza della famiglia.

 

Fu il Tournefort a creare ed introdurre poi, nella sistematica delle piante, questa denominazione di genere, riconfermata nel 1735 da Linneo, che attribuì al genere stesso l’Elaeagnus angustifolia (che cresce in Italia allo stato spontaneo), chiamato volgarmente Olivagno oppure Olivo di Boemia.

 

Allo stato naturale lo si trova anche in Francia e in Inghilterra e la sua introduzione viene fatta risalire al 1600. Molto probabilmente l’area di origine dell’Elaeagnus risiede nell’Europa sud-orientale e nell’Asia occidentale e orientale, infatti gli Elaeagni si trovano allo stato spontaneo nella Persia, in Cina e in Giappone.

Eleagnus

Il caco (Diospyros kaki) conserva il fascino di una tradizione millenaria.

Ancora ai nostri giorni questa specie conserva il fascino di una tradizione millenaria: i suoi frutti, grazie al loro delicato e particolare sapore, furono talmente apprezzati dai popoli antichi al punto che individuarono in essi il "cibo degli dei".

 

La sua patria di origine è la Cina dove viene chiamato "Mela d'Oriente"; da qui si è diffuso anche in Giappone e oggi ricopre un ruolo di primaria importanza nell'alimentazione del popolo nipponico.

 

Nei giardini del nostro Paese questa pianta era già coltivata alla fine del XVIII secolo: la testimonianza ci arriva dagli scritti di Filippo Re e dell'Abate Romani, ma cominciò a diffondersi solo nella seconda metà del secolo successivo, grazie alle fortunate importazioni in Europa dal Giappone delle diverse e migliori qualità che in quel Paese venivano coltivate.

caco Diospyros kaki

martedì 13 maggio 2014

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Aprile 2014: i 10 articoli più cliccati.

1.- La Portulacaria è una pianta decisamente apprezzabile come elemento di arredo all'interno di un appartamento.

La Portulacaria è una pianta decisamente apprezzabile come elemento di arredo all'interno di un appartamento.

Appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, cresce spontanea in Sud Africa, dove arriva a raggiungere anche i 3 metri di altezza. Si tratta di un sempreverde che alle nostre latitudini è coltivato come pianta da interno di dimensioni contenute. Ha rami spessi e foglie lisce, arrotondate e carnose di un colore verde giada che si tinge di rosso quando la pianta viene coltivata in pieno sole.

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martedì 22 aprile 2014

Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

In questo genere, ascritto alla famiglia delle Taxodiaceae, s’incontra una delle principali essenze resinose forestali delle regioni centrali del Giappone e della Cina meridionale. Conosciuta anche come Cedro del Giappone, la sua denominazione Cryptomeria è stata coniata alla metà del ’800, e letteralmente tradotta significa “divisione, ripartizione nascosta”.

 

Proprio in quel periodo la Cryptomeria ha fatto il suo ingresso anche in Europa, soprattutto nei giardini, occupando da subito un posto di notevole importanza. Attualmente è tra gli alberi più comunemente utilizzati nella formazione di parchi, viali, ecc.

 

Tanto rustiche, quanto ornamentali, queste piante possono raggiungere altezze di alcune decine di metri, arrivando addirittura ai 60 metri, sfoggiando superbi tronchi e brevi branche orizzontali che nella loro struttura complessiva assicurano alla specie un aspetto piramidale e slanciato.

Cryptomeria japonica 1

Biancospino pianta spinosa ed arbustiva, altamente decorativa.

Al genere Crataegus, ascritto alla famiglia delle Rosaceae, appartengono un grandissimo numero di specie distribuite in tutte le regioni temperate dell’emisfero boreale. Nelle macchie di tutta l’Italia peninsulare e della Sicilia, fino ad un’altitudine di 1800 metri, cresce comunemente il Crataegus monogyna.

 

Si tratta di una pianta spinosa ed arbustiva, altamente decorativa, sia durante il periodo di fioritura a fine primavera, quando i suoi numerosi corimbi la rivestono di una splendida massa bianca, sia in settembre, momento in cui si ricopre di piccole drupe ovali o globose di color rosso corallo.

 

Il suo adeguatissimo nome volgare “Biancospino” racchiude in sé le due più evidenti caratteristiche di questa specie: la colorazione della fioritura e la spinosità.

Biancospino adriano

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Marzo 2014: i 10 articoli più cliccati.

1.- La Portulacaria è una pianta decisamente apprezzabile come elemento di arredo all'interno di un appartamento.

La Portulacaria è una pianta decisamente apprezzabile come elemento di arredo all'interno di un appartamento.

Appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, cresce spontanea in Sud Africa, dove arriva a raggiungere anche i 3 metri di altezza. Si tratta di un sempreverde che alle nostre latitudini è coltivato come pianta da interno di dimensioni contenute. Ha rami spessi e foglie lisce, arrotondate e carnose di un colore verde giada che si tinge di rosso quando la pianta viene coltivata in pieno sole.

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giovedì 27 marzo 2014

La Portulacaria è una pianta decisamente apprezzabile come elemento di arredo all'interno di un appartamento.

Appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, cresce spontanea in Sud Africa, dove arriva a raggiungere anche i 3 metri di altezza. Si tratta di un sempreverde che alle nostre latitudini è coltivato come pianta da interno di dimensioni contenute.

Ha rami spessi e foglie lisce, arrotondate e carnose di un colore verde giada che si tinge di rosso quando la pianta viene coltivata in pieno sole. Fiorisce a fine primavera con fiori bianchi, rosa o rossi in pannocchie.    

Crassula arborescens Portulacaria

il Cotognastro è suggestivo in tutte le stagioni ed è una specie adatta alla coltivazione a bonsai.

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, si presenta come un arbusto a forma espansa, strisciante, con rami orizzontali disposti a spina di pesce. Possiede foglie lucide, piccole, cuoiose, che in autunno assumono un colore rossastro.

 

Dai fiori piccoli, bianchi o rosati si sviluppano frutti rossi. Questa specie che comprende varietà a portamento prostrato, a cespuglio e ad albero, è spesso utilizzata per abbellire i giardini.


Il bonsai.

Questo arbusto, molto diffuso nei nostri giardini, è caratterizzato da foglie, fiori e frutti di piccole dimensioni; proprio ciò lo rende una pianta ideale per la coltivazione a bonsai.

Cotognastro

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