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giovedì 4 febbraio 2016

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Gennaio 2016: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati. L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti. La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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Il Ficus Retusa è il bonsai da interno per antonomasia e si adatta a quasi tutte le condizioni ambientali.

l genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico. Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli

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4.- Il ficus di Formosa è il bonsai da interno per antonomasia.

Il ficus di Formosa è il bonsai da interno per antonomasia.

Il genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico. Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli

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5.- La coltivazione del faggio a bonsai è particolarmente indicata, soprattutto nello stile a bosco.

La coltivazione del faggio a bonsai è particolarmente indicata, soprattutto nello stile a bosco.

Di indubbia grande antichità geologica, il Faggio, appartenente alla famiglia delle Fagaceae, è diffuso con solo una decine di specie nell’emisfero nord, nell'Europa centrale e meridionale-montuosa, nel Caucaso e nell'Asia Occidentale; nell'emisfero sud appare invece in forma diversa, ovvero come Nothofagus. Il rinvenimento di alcuni relitti archeologici ha portato i botanici a formulare

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6.- L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’

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7.- L’Eleagnus si trova in particolare in Asia, dove cresce in boschetti e zone asciutte.

L’Eleagnus si trova in particolare in Asia, dove cresce in boschetti e zone asciutte.

Sono tre i generi che formano le Eleagneacee, piante dicotiledoni, che prendono la loro denominazione dal genere Elaeagnus, un genere che comprende una quarantina di specie e che forma da solo quasi l’intera consistenza della famiglia. Fu il Tournefort a creare ed introdurre poi, nella sistematica delle piante, questa denominazione di genere, riconfermata nel 1735 da Linneo, che attribuì al

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8.- Il caco (Diospyros kaki) conserva il fascino di una tradizione millenaria.

Il caco (Diospyros kaki) conserva il fascino di una tradizione millenaria.

Ancora ai nostri giorni questa specie conserva il fascino di una tradizione millenaria: i suoi frutti, grazie al loro delicato e particolare sapore, furono talmente apprezzati dai popoli antichi al punto che individuarono in essi il "cibo degli dei". La sua patria di origine è la Cina dove viene chiamato "Mela d'Oriente"; da qui si è diffuso anche in Giappone e oggi ricopre un ruolo di

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9.- Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

In questo genere, ascritto alla famiglia delle Taxodiaceae, s’incontra una delle principali essenze resinose forestali delle regioni centrali del Giappone e della Cina meridionale. Conosciuta anche come Cedro del Giappone, la sua denominazione Cryptomeria è stata coniata alla metà del ’800, e letteralmente tradotta significa “divisione, ripartizione nascosta”. Proprio in quel periodo la

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10.- All’Università del Bonsai per scoprire tutti i segreti di un’arte antica.

All’Università del Bonsai per scoprire tutti i segreti di un’arte antica.

L’Università del Bonsai, fondata da Luigi Crespi nel 1991, è una realtà che non ha eguali in Europa. Nata dal desiderio di mettere a disposizione di tutti gli amatori una struttura didattica professionale e completa, si avvale della collaborazione del maestro Kajiwara, presente sia in qualità di docente che di supervisore dei corsi, ed è guidata da un comitato scientifico internazionale.

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sabato 9 gennaio 2016

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Dicembre 2015: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati. L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti. La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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Il Ficus Retusa è il bonsai da interno per antonomasia e si adatta a quasi tutte le condizioni ambientali.

l genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico. Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli

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4.- Il ficus di Formosa è il bonsai da interno per antonomasia.

Il ficus di Formosa è il bonsai da interno per antonomasia.

Il genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico. Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli

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5.- La coltivazione del faggio a bonsai è particolarmente indicata, soprattutto nello stile a bosco.

La coltivazione del faggio a bonsai è particolarmente indicata, soprattutto nello stile a bosco.

Di indubbia grande antichità geologica, il Faggio, appartenente alla famiglia delle Fagaceae, è diffuso con solo una decine di specie nell’emisfero nord, nell'Europa centrale e meridionale-montuosa, nel Caucaso e nell'Asia Occidentale; nell'emisfero sud appare invece in forma diversa, ovvero come Nothofagus. Il rinvenimento di alcuni relitti archeologici ha portato i botanici a formulare

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6.- L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonimo (Evonymus) è una delle specie più belle per coltivare a bonsai.

L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’

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7.- L’Eleagnus si trova in particolare in Asia, dove cresce in boschetti e zone asciutte.

L’Eleagnus si trova in particolare in Asia, dove cresce in boschetti e zone asciutte.

Sono tre i generi che formano le Eleagneacee, piante dicotiledoni, che prendono la loro denominazione dal genere Elaeagnus, un genere che comprende una quarantina di specie e che forma da solo quasi l’intera consistenza della famiglia. Fu il Tournefort a creare ed introdurre poi, nella sistematica delle piante, questa denominazione di genere, riconfermata nel 1735 da Linneo, che attribuì al

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8.- Il caco (Diospyros kaki) conserva il fascino di una tradizione millenaria.

Il caco (Diospyros kaki) conserva il fascino di una tradizione millenaria.

Ancora ai nostri giorni questa specie conserva il fascino di una tradizione millenaria: i suoi frutti, grazie al loro delicato e particolare sapore, furono talmente apprezzati dai popoli antichi al punto che individuarono in essi il "cibo degli dei". La sua patria di origine è la Cina dove viene chiamato "Mela d'Oriente"; da qui si è diffuso anche in Giappone e oggi ricopre un ruolo di

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9.- Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

Molto ricercata come specie bonsai è la Cryptomeria japonica dalla chioma fastigiata e dal fogliame compatto.

In questo genere, ascritto alla famiglia delle Taxodiaceae, s’incontra una delle principali essenze resinose forestali delle regioni centrali del Giappone e della Cina meridionale. Conosciuta anche come Cedro del Giappone, la sua denominazione Cryptomeria è stata coniata alla metà del ’800, e letteralmente tradotta significa “divisione, ripartizione nascosta”. Proprio in quel periodo la

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10.- All’Università del Bonsai per scoprire tutti i segreti di un’arte antica.

All’Università del Bonsai per scoprire tutti i segreti di un’arte antica.

L’Università del Bonsai, fondata da Luigi Crespi nel 1991, è una realtà che non ha eguali in Europa. Nata dal desiderio di mettere a disposizione di tutti gli amatori una struttura didattica professionale e completa, si avvale della collaborazione del maestro Kajiwara, presente sia in qualità di docente che di supervisore dei corsi, ed è guidata da un comitato scientifico internazionale.

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giovedì 3 dicembre 2015

I 5 bonsai più vecchi del mondo.

Gli alberi bonsai  possono crescere per migliaia di anni.

 

Anche il Bonsai, se ben conservato, può diventare molto vecchio.

 

Alcuni dei più antichi bonsai nel mondo hanno più di 800 anni; il risultato di molte generazioni di pazienza e duro lavoro.

 

Questo articolo elenca alcuni degli alberi più famosi e antichi, buon divertimento!

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Novembre 2015: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati. L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti. La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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sabato 7 novembre 2015

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Ottobre 2015: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati. L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti. La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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mercoledì 7 ottobre 2015

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Settembre 2015: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati. L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti. La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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mercoledì 9 settembre 2015

Il meglio di Hobby Bonsai nel mese di Agosto 2015: i 10 articoli più cliccati.

1.- I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese. I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati.   L’

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2.- In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti.   La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno,

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lunedì 7 settembre 2015

I giardini giapponesi sono contraddistinti da pochi elementi naturali.

Giochi prospettici e trucchi visivi, in grado di creare l’illusione dell’ampiezza anche quando si dispone di uno spazio limitato, sono le caratteristiche peculiari del giardino giapponese.


I giardini giapponesi non sono contraddistinti da scenografie spettacolari, ma da pochi elementi naturali, come la pietra, l’acqua, la ghiaia, accostati ad alberi ed arbusti sapientemente modellati.

 

L’acqua, simbolo di purezza, può essere presente in laghetti e torrenti, o anche solo all’interno di uno chozubachi (pietra scavata), mentre nel giardino secco è rappresentata dalla ghiaia. Un altro elemento chiave del giardino giapponese è la pietra. In generale essa rappresenta la grandezza della natura, o anche forza di volontà e tenacia.

Giardini_giapponesi

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte.

In Giappone l’esposizione del bonsai è una vera e propria arte. Secondo la tradizione, il bonsai viene presentato all’interno del tokonoma, una sorta di alcova che costituisce l’angolo più importante della casa, poiché è quello destinato al culto degli antenati e a ricevere gli ospiti.

 

La tradizione giapponese suggerisce anche che i bonsai siano esposti accompagnati da un tavolino di legno, da un elemento di accompagnamento e da una pittura su rotolo in carta di riso, chiamata "kakejiku".

 

In Occidente è senza dubbio raro trovare una casa che presenti qualcosa di analogo, tuttavia è possibile esporre il proprio bonsai in modo altrettanto suggestivo.

Complementi

All’Università del Bonsai per scoprire tutti i segreti di un’arte antica.

L’Università del Bonsai, fondata da Luigi Crespi nel 1991, è una realtà che non ha eguali in Europa.

 

Nata dal desiderio di mettere a disposizione di tutti gli amatori una struttura didattica professionale e completa, si avvale della collaborazione del maestro Kajiwara, presente sia in qualità di docente che di supervisore dei corsi, ed è guidata da un comitato scientifico internazionale.

 

Nata dal desiderio di andare ben oltre il semplice nozionismo didattico, la scuola offre un programma completo per amatori e professionisti, dando l’opportunità a chiunque sia interessato, di avvicinarsi alla natura e di scoprire i segreti della filosofia e dell’arte racchiuse in queste piccole piante.

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