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gennaio 13, 2012

Le caratteristiche dell’acero tridente lo rendono una specie molto interessante per i principianti bonsaisti.

L’acero tridente dopo il pino e l’acero palmato, si può considerare al terzo posto per quanto riguarda la popolarità. 

Le caratteristiche dell’Acero tridente lo rendono una specie molto interessante per i principianti: è un albero forte, resistente, che sopporta potature drastiche, cicatrizza in poco tempo, ha una crescita vigorosa e foglie piccole, ammette quasi ogni tipo di terriccio, tranne i più alcalini.

Famiglia: Aceracee.

Origine: Specie originaria dell'est della Cina. In epoca Edo (1603-1867) iniziò l'importazione dalla Cina. Ampiamente distribuito nelle regioni temperate dell'emisfero boreale. Circa sessanta sono le specie di aceri distribuite in Europa.

Foglie: Le foglie sono caduche, palmate a 3 lobi, di in color verde acido che diviene giallo o rosso in autunno, lunghe da 3 a 8cm e larghe da 4 a 8cm.

Fiori.
Piccoli e giallo-verdi, in grappoli conici, larghi, diritti in primavera con le foglie nuove. 

Frutti.
Con ali parallele, diritte, lunghe fino a 2,5 cm verdi o rossastre dapprima, marrone quando maturano.
Il suo nome giapponese "Kaede", significa "mano di rospo" e in effetti le sue caratteristiche foglie a forma di tridente richiamano le zampe palmate di un rospo.

Con il suo tronco eretto dalla corteccia marrone chiaro, che invecchiando si sfoglia, questa pianta è particolarmente suggestiva in autunno, quando le sue foglie assumono vivaci tinte aranciate. È piuttosto adatta alla coltivazione a bosco.

Si tratta di una specie robusta, sopporta le potature drastiche e cicatrizza in breve tempo, generalmente in grado di resistere al freddo quanto al caldo, ha una crescita vigorosa e foglie piccole. È longeva come essenza coltivata a bonsai, inoltre è facile da modellare e risponde bene alle tecniche di coltivazione. Gli stili più adeguati sono il Moyogi e il Neagari.

La sottospecie A. buergerianum formosanum, ha altezza ridotta e fogliame più fitto e coriaceo. Una cultivar rara per i bonsai è A. buergerianum "Mino Yatsubusa" una forma nana con fogliame fitto e brillante, con apice acuminato e lucide foglie lunghe e strette che in autunno sembrano laccate di rosso.

Luce.

Si tratta di una pianta piuttosto resistente sia nei confronti del caldo che del freddo. Comunque, per non danneggiare il suo splendido fogliame, è bene proteggerla dai raggi solari estivi più intensi, mentre non va sottratta da un'esposizione totale al sole in autunno, poiché così si intensifica la colorazione del fogliame.
In inverno, nonostante tolleri bene le basse temperature, è meglio riparare l'apparato radicale dalle gelate.


Acqua.

La regola comune dell'annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche nel caso dell'Acero, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto.

È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l'eccesso d'acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Più precisamente la mancanza d'acqua provoca l'afflosciamento delle foglie ed una crescita stentata; l'eccesso causa invece un annerimento delle foglie nella parte apicale.

Terra.



Il composto ideale deve essere poroso e in grado di trattenere sufficiente umidità, senza però infradiciarsi. Un terriccio che possiede tutte queste caratteristiche è quello costituito da akadama (50%), sabbia (20%) e terriccio (30%).

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni del concime liquido organico. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con concime liquido organico. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare concime solido organico.

Cura.

Rinvaso: Generalmente il trapianto va effettuato ogni 2-3 anni per gli esemplari maturi e almeno ogni anno per quelli più giovani. Va effettuato in primavera quando le gemme iniziano a gonfiarsi ma prima che appaiano le foglie taglianto circa un terzo della radici.

Caratteristica di tutti i trapianti di caducifoglie è l'eliminazione completa della terra vecchia e la forte potatura di radici. tagliando in questo modo le radici, l'albero aumenta il suo metabolismo per formare radici nuove e poiché c'è una notevole quantità di terriccio fresco, lo sviluppo delle radici risulta ancora migliore.
Se si accorciano tutte le radici sotto il ceppo, lasciando solo quelle laterali, la crescita delle radici fini tende a far aumentare lo spessore della base e a migliorare il nebari (base di radici). Inoltre l'abbondanza di radici, aiuta a mantenere in buono stato le ramificazioni dell'albero. Quindi il risultato dell'eliminazione del terriccio vecchio ad ogni trapianto, e della potatura delle radici è il netto incremento della vigoria dell'albero.

Potatura.



Il periodo migliore per effettuare una potatura selettiva dei rami dell'Acero è l'inverno, poiché essendo privo di foglie è possibile osservarne con più chiarezza la struttura completa, inoltre non si rischiano perdite di linfa visto che la pianta è a riposo.

Soprattutto i rami grossi vanno sempre potati in inverno: se si intervenisse durante il periodo di crescita, anche l'applicazione di pasta cicatrizzante non riuscirebbe ad arrestare la fuoriuscita di linfa.

Per quanto riguarda la potatura di sfoltimento è bene tener presente che le gemme degli Aceri appaiono in coppia, una su ciascun lato del ramo. Mediante la selezione delle gemme e la potatura appropriata dei rami, la nuova germogliazione rispetterà la direzione della gemma scelta. Seguendo un buon schema, sulla base della direzione del ramo principale, i rami secondari e terziari non devono incrociarsi, ma formare una densa e completa rete orizzontale. Una volta formata la fronda, che si ottiene in circa 5 anni, ogni 4-5 anni è necessario potare l'albero energicamente per mantenerne la dimensione e il disegno.

Conviene dare alla struttura del bonsai d'acero tridente una forma asimmetrica, con rami secondari alterni e dare ad ogni parte del soggetto una regolare conicità. E' importante non ammettere dei tratti cilindrici troppo lunghi nella struttura del bonsai. Quando le proporzioni delle varie parti risultano soddisfacenti, può iniziare la fase di perfezionamento; realizzare una ramificazione secondaria e terziaria, senza che i rami s'incrociano, ma formare una completa rete orizzontale. In questo modo mentre le foglie aumentano di numero, si riducano di dimensione.

Pinzatura.
In primavera quando si sono sviluppati i nuovi germogli, si pinza lasciando solo 1 o 2 paia di foglie. Se non si intervenisse in questo periodo, i germogli si svilupperebbero liberamente con internodi lunghi, dando luogo ad una crescita disordinata, esteticamente sgradevole. La cimatura dovrà proseguire durante tutto il periodo di crescita, con frequenza minore per i rami bassi, che è bene rimangano più lunghi.
Sugli esemplari giovani è consigliabile defogliare ogni 2 anni, in maggio/giugno, eliminando tutte le foglie, ma mantenendo il picciolo.

Avvolgimento.

Bisogna premettere che a causa della delicata corteccia dell'Acero, la modellatura si ottiene soprattutto attraverso la potatura, quindi l'avvolgimento va applicato solo in casi di assoluta necessità.

Il filo, a causa del rapido ritmo di crescita di questa specie, non deve mai rimanere per più di due mesi. Il periodo migliore per avvolgere è la primavera, poiché in inverno, nonostante ci sia una maggiore visibilità della struttura, lo scorrimento della linfa è rallentato, per cui rami e tronco sono poco flessibili e rischierebbero di spezzarsi e traumatizzati di non fare gemme alla ripresa vegetativa.

Patologie.

Gli agenti patogeni che si riscontrano più spesso su questa specie sono afidi, ragnetto rosso e oidio. Gli attacchi generalmente si verificano tra la primavera e l'inizio dell'autunno.

Afidi o pidocchi.

É un parassita che colpisce le foglie dalla primavera all'estate. In primavera spruzzare con un forte getto d'acqua per staccare il parassita che, una volta caduto, non riesce più a salire sulla pianta. Chimicamente si procede applicando aficida specifico ogni 10 giorni, effettuando almeno 3 interventi. Per prevenire la formazione del ragnetto rosso, è bene mantenere la pianta in un ambiente ventilato: in caso di attacco intervenire con acaricida.

Tabella Riassuntiva

GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

Rinvaso

X

X

Concimazione

X

X

X

X

X

X

Potatura

X

X

X

Pinzatura

X

X

X

X

Avvolgimento

X



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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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