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gennaio 18, 2012

La tecnica del filo, perché il bonsai assuma la forma desiderata, è più complessa di quanto possa sembrare

Perché il bonsai assuma la forma desiderata, spesso è necessario offrirgli un aiuto esterno, attraverso l'applicazione del filo metallico.

Esso può correggere la direzione di crescita dei germogli e modellare il tronco, oltre a conferire un aspetto più maturo all'albero. I fili metallici sono di rame, di ferro o di alluminio ramato e vengono utilizzati in diametri diversi a seconda dei punti in cui si devono applicare: saranno infatti più spessi per il tronco ed i rami, più sottili per i ramoscelli.

Il filo va sempre fissato al terreno, al tronco o a un altro albero e applicato procedendo a spirale, a intervalli regolari, e in direzione base-cima. È inoltre necessario cercare di evitare di legare foglie e gemme, che in questo caso verrebbero danneggiate.


Il primo passo da fare, nell'apprendimento dell'uso del filo, anche se potrebbe sembrare un paradosso, è quello di imparare a rimuoverlo: in questo modo si può constatare, meglio di quando si avvolge, quanti errori si possono commettere per inesperienza. Si impara, inoltre, a correggere i difetti di avvolgimento, che possono provocare strangolamento dei rami e cicatrici sugli stessi, e a superare le difficoltà nello svolgimento del filo che, a causa di fili incrociati, può portare alla rottura dei rami.


Se non si dispone di materiale da cui togliere il filo, si consiglia di allenarsi avvolgendo rami secchi, evitando il rischio di rompere rami, magari di importanza fondamentale, su alberi della propria collezione, quando non si sia ancora raggiunta una certa abilità. 


Per lo stesso motivo è consigliabile iniziare ad avvolgere i rami più sottili sui quali si utilizza filo di minor spessore: infatti con essi il rischio di rottura è inferiore quando si applica il filo e si dà la forma. Non vi è un periodo specifico per procedere allo svolgimento del filo: tutto dipende dalla rapidità di crescita dell'albero che è stato avvolto, come anche dalla parte trattata. Per esempio, in un albero giovane, ma con accrescimento rapido, come l'Acero, il filo inizierà a incidere la corteccia dopo pochi mesi e, di conseguenza, il tempo di avvolgimento dovrà essere breve. Per questo stesso motivo, la parte alta degli alberi, la cui crescita è di solito molto più rapida di quella della parte inferiore, dovrà essere svolta qualche tempo prima. 

Come norma generale, si terranno gli alberi avvolti sotto osservazione costante e quando si noterà che l'avvolgimento comincia a incidere la corteccia, lo si rimuoverà. Se il ramo svolto non rimane nella posizione desiderata, lo si avvolge di nuovo.
 
Nel caso in cui il filo abbia inciso la corteccia profondamente, si eviterà di collocarlo nuovamente sopra le ferite precedenti. Per svolgere un albero, si inizierà col tagliare il filo sottile per primo e quello grosso poi, al contrario di quando si avvolge; di conseguenza, dovremo iniziare il procedimento, togliendo per primo il filo dai rametti secondari, successivamente da quelli principali e infine dal tronco. 

L'epoca ideale per l'avvolgimento delle caducifoglie è la primavera quando l'albero è più flessibile. Inoltre, in questo periodo si può notare meglio la posizione delle gemme da cui nasceranno le nuove foglie, e pertanto sarà molto più facile non schiacciarle con il filo. 

Per quanto riguarda invece le conifere, che mantengono sempre i loro aghi, il momento più indicato è quello in cui le gemme non sono attive, cioè tra l'autunno, in cui si sono già formate le nuove gemme, e la primavera, quando esse germogliano. Inoltre, in tali epoche cominciano a cambiare il fogliame, per cui si potranno vedere i rami più facilmente.

Si avvolge formando spire di 45°, il filo avvolto al tronco va ancorato nel terreno:

Un filo per 2 rami:
Il filo invece avvolto sui rami va ancorato al tronco:
Perché l' avvolgimento abbia maggiore forza si possono avvolgere anche 2 fili, ma devono avere un andamento parallelo:
Punto di tenuta durante la piegatura del ramo:
Qui di seguito potete vedere alcune immagini di una filatura che ho potuto applicare ad un ginepro fenicio
questo è un esempio di una buona filatura:

Ricordando a tutti voi, che la tecnica del filo è più complessa di quanto possa sembrare

fonte: EasyBonsai
 

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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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