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gennaio 19, 2026

Qual è il terriccio migliore e come va annaffiato un bonsai di ginepro?

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 19, 2026

Per la salute di un bonsai di ginepro, il drenaggio è il fattore più critico in assoluto. Il ginepro risente fortemente dei ristagni idrici, che sono la prima causa di marciume radicale.

Il terriccio ideale

Evita il normale terriccio universale o la torba pura: trattengono troppa acqua e, una volta asciutti, diventano compatti e impermeabili. Il ginepro richiede un substrato inorganico e granulare che garantisca ossigenazione alle radici.

  • Miscela classica raccomandata:

    • 70% Akadama (argilla giapponese granulare): trattiene l'umidità e i nutrimenti senza inzupparsi, sfaldandosi lentamente nel tempo.

    • 30% Pomice (o lapillo vulcanico): aumenta l'aerazione, non si degrada e facilita lo scorrimento dell'acqua in eccesso.

  • Granulometria: Utilizza granuli di dimensioni comprese tra 2 e 5 mm (granulometria media). Per esemplari molto piccoli (shohin) si preferisce una granulometria più fine (1–3 mm).

Come e quando annaffiare

L'annaffiatura non deve mai avvenire a giorni fissi, ma in base allo stato reale del terreno e alle condizioni meteorologiche.

Quando bagnare
  • Regola del tocco e del colore: Controlla la superficie del vaso. L'Akadama cambia colore quando si asciuga, passando dal marrone scuro a un nocciola chiaro. Quando i primi 1-2 cm di terriccio risultano asciutti al tatto, è il momento di annaffiare.

  • Frequenza stagionale: In estate potrebbe essere necessario annaffiare ogni giorno (o persino due volte al giorno nelle giornate più calde), mentre in inverno l'intervallo può allungarsi a diversi giorni o ad una settimana.

Come bagnare
  1. Annaffiatura a pioggia: Usa un annaffiatoio con un soffione a fori sottili per distribuire l'acqua delicatamente ed evitare di spostare i granuli di terriccio.

  2. Abbondanza: Versa l'acqua su tutta la superficie del vaso finché non la vedi uscire limpida dai fori di drenaggio sul fondo.

  3. Doppio passaggio: Attendi 2-3 minuti affinché i granuli assorbano l'acqua, quindi effettua una seconda passata.

Bagnatura della chioma: Durante la stagione calda, bagna con generosità anche la vegetazione. Il ginepro è in grado di assorbire umidità direttamente dagli aghi/scaglie, mantenendo il piumaggio brillante e privo di polvere o parassiti.

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gennaio 16, 2026

Il gelso (Morus) è una specie molto apprezzata nella coltivazione dei bonsai,

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 16, 2026

Originario dell'Asia, viene coltivato da secoli poiché le sue foglie rappresentano la dieta base dei bachi da seta. È un albero di dimensioni contenute, molto robusto e longevo, caratterizzato da un'abbondante fruttificazione. I suoi frutti (more rosse e nere) maturano all'inizio dell'estate e sono piccoli, commestibili e deliziosamente proporzionati. È una specie che si coltiva senza difficoltà, ricavandone notevoli soddisfazioni. Negli esemplari bonsai, il tronco robusto, la corteccia rugosa e le foglie dentate creano interessanti combinazioni di forme e strutture diverse. Gli stili a cui si adatta questa specie sono l’eretto, l’inclinato, il prostrato, a cascata, su roccia e a due tronchi.

ESPOSIZIONE
In estate posizionare all'ombra. Durante il resto dell'anno è preferibile il pieno sole, evitando però l'esposizione ai forti venti.

ANNAFFIATURA
I Morus consumano acqua in abbondanza, quindi vanno annaffiati frequentemente, soprattutto in estate.

RINVASO
Il trapianto si opera ogni anno o al massimo ogni due anni, all'inizio della primavera oppure in ottobre. Terra composta da: 50% terra pronta, 40% akadama e 10% pozzolana.

POTATURA
La potatura su questa specie si applica prima del risveglio vegetativo. Produce facilmente gemme sul tronco a seguito di potature aggressive, ma è importante proteggere i grossi tagli con pasta cicatrizzante, altrimenti la corteccia in prossimità del taglio tende a seccare. Per aumentare la ramificazione fine e frenare il vigore di crescita, risulta molto efficace la defogliazione, che va operata tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, momento in cui la spinta alla crescita tende ad arrestarsi. Questa tecnica può essere adottata sia su alberi giovani, sia su esemplari maturi.

PINZATURA
Il Morus ha uno sviluppo rapido e vigoroso, pertanto è importante operare correttamente la pinzatura, accorciando costantemente le nuove crescite a due foglie.

AVVOLGIMENTO
Si ricorre all'applicazione del filo, solo quando è proprio necessario, in primavera ed estate, avendo l’accortezza di proteggerlo con la carta adesiva.

CONCIMAZIONE
Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

CURE
È soggetto soprattutto a cocciniglie.

È un albero di dimensioni contenute, molto robusto e longevo, caratterizzato da un'abbondante fruttificazione.

fonte.

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gennaio 12, 2026

Un bonsai di ginepro cresce meglio in casa o all'aperto?

Posted By: Fausto Baccino - gennaio 12, 2026

Bonsai di Ginepro: un capolavoro di arte nipponica

Un bonsai di ginepro (Juniperus) cresce esclusivamente all'aperto. Non è in alcun modo una pianta da interno: coltivato in casa, un ginepro perde progressivamente vigore e muore nell'arco di pochi mesi a causa della mancanza di luce diretta e della totale assenza del ciclo stagionale.

Il ginepro ha un bisogno fisiologico del freddo invernale per entrare in dormienza vegetale, una fase fondamentale per permettergli di riposare e germogliare con forza in primavera.

Condizioni climatiche ottimali

  • Luce solare diretta: Richiede pieno sole per la maggior parte dell'anno (almeno 4-6 ore al giorno). Una forte illuminazione mantiene la vegetazione compatta, vigorosa e previene il disseccamento dei rami interni.

  • Temperature invernali: È una pianta estremamente rustica che tollera senza problemi il freddo e le gelate (fino a -5°C / -10°C per specie diffuse come Juniperus procumbens o chinensis). In presenza di gelate intense e prolungate, è sufficiente proteggere il vaso e il panetto radicale (ad esempio sotterrando il vaso nel terreno o avvolgendolo nel tessuto non tessuto), lasciando comunque la chioma all'aria aperta.

  • Tolleranza al caldo: Sopporta bene il calore estivo. Tuttavia, quando le temperature superano i 35°C, è consigliabile posizionarlo in una zona riparata dal sole diretto durante le ore centrali del pomeriggio per evitare uno stress idrico eccessivo al piccolo volume di terriccio.

  • Aerazione e umidità: L'esposizione al vento e alla ventilazione naturale è indispensabile. L'aria stagnante tipica degli ambienti interni favorisce l'insorgere di attacchi di ragnetto rosso e patologie fungine.

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    gennaio 09, 2026

    La varietà "Hime Fuji" della Millettia japonica è una scelta comune per i bonsai.

    Posted By: Fausto Baccino - gennaio 09, 2026

    La Millettia japonica, conosciuta anche come "Hime Fuji", può essere coltivata come bonsai, ed è una scelta popolare per questa forma d'arte. La pianta è apprezzata per le sue foglie decidue, che la rendono adatta alla coltivazione all'aperto come bonsai.


    Ecco alcuni punti chiave sulla coltivazione della Millettia japonica come bonsai:
    Decidua:
    La Millettia japonica è una pianta decidua, il che significa che perde le foglie in inverno, un aspetto da considerare nella sua cura.


    Esposizione:


    Preferisce una posizione soleggiata per la crescita ottimale, ma può tollerare un po' d'ombra.


    Potatura:


    La potatura regolare è essenziale per mantenere la forma desiderata del bonsai. La potatura può essere effettuata durante la stagione di crescita.


    Rinvaso:


    Il rinvaso dovrebbe essere fatto ogni due o tre anni, preferibilmente in primavera, utilizzando un substrato ben drenante.

     

    Annaffiatura:


    È importante mantenere il terreno umido ma non inzuppato. Annaffiare regolarmente, soprattutto durante la stagione di crescita.


    Concimazione:


    Concimare durante la stagione di crescita per favorire lo sviluppo della pianta.


    Forme:


    La Millettia japonica può essere modellata in varie forme di bonsai, tra cui forme formali ed informali.
    Varietà:


    La varietà "Hime Fuji" è una scelta comune per i bonsai.

    fonte.

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    gennaio 05, 2026

    Come posso proteggere un bonsai di ginepro da esterno durante il gelo invernale

    Posted By: Fausto Baccino - gennaio 05, 2026

    Lasciando il mio ginepro fuori su un davanzale, ma portandolo dentro se  scende sotto i 50? : r/bonsaicommunity

    Sebbene i ginepri siano conifere molto resistenti, le loro radici all'interno di un vaso da bonsai sono molto più vulnerabili rispetto a quelle di un albero piantato in piena terra. La chioma tollera bene il gelo, ma l'apparato radicale può subire danni gravi o morire se il pane di terra congela completamente sotto i -2 °C.

    L'obiettivo principale della protezione invernale è isolare le radici e proteggere la vegetazione dai venti secchi e gelidi.

    Guida passo-passo per la protezione invernale
    1. Sposta il vaso a terra

      • Tenere il bonsai sollevato su un tavolo o un bancone espone il vaso all'aria gelida su tutti i lati.

      • Appoggia il vaso direttamente sul terreno, sul prato o sulla pavimentazione. Il contatto diretto con il suolo sfrutta il calore geotermico per proteggere il vaso.

    2. Proteggi il vaso con la pacciamatura

      • Posiziona il vaso a terra e coprilo fino al bordo con pacciame, corteccia di pino, paglia o terriccio da giardino.

      • Questo metodo simula la piantumazione in piena terra, stabilizzando la temperatura delle radici ed evitando continui cicli di congelamento e scongelamento.

    3. Crea una barriera contro il vento

      • I venti freddi e secchi disidratano la vegetazione più velocemente di quanto le radici congelate riescano ad assorbire acqua.

      • Posiziona l'albero a ridosso di un muro di casa, di una recinzione o all'interno di una serra fredda (o garage non riscaldato) durante i picchi di gelo eccezionali.

    4. Innaffia prima di una gelata intensa

      • Il terriccio leggermente umido trattiene il calore meglio di un terriccio completamente asciutto.

      • Bagna a fondo il bonsai il giorno prima di una forte gelata prevista. Durante i mesi freddi controlla periodicamente il terreno: la pianta continua a traspirare acqua, seppur molto lentamente.

    Errori da evitare
    • Non portarlo mai in casa in ambienti riscaldati: Il calore domestico interrompe la dormienza invernale, stimolando una cacciata di nuovi germogli deboli che esaurisce le riserve di energia dell'albero.

    • Evita luoghi bui per periodi prolungati: Un garage o una cantina sono utili solo durante le gelate più estreme; appena le temperature risalgono sopra lo zero, il ginepro necessita di luce solare naturale.

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    gennaio 02, 2026

    La metasequoia è stata introdotta nel panorama bonsai per l’eleganza del fogliame e la bellezza del tronco maturo.

    Posted By: Fausto Baccino - gennaio 02, 2026

    La metasequoia, nota anche come sequoia della Cina o albero fossile vivente, è una specie adatta alla coltivazione come bonsai, grazie alla sua crescita rapida e alla sua capacità di tollerare potature e modellature. È particolarmente apprezzata per il suo fogliame aghiforme che assume vivaci colorazioni autunnali e per la sua corteccia fibrosa di colore rossastro.

    Cura e coltivazione del Metasequoia bonsai:

    • Esposizione:

      Il bonsai di Metasequoia ama la luce solare, quindi è consigliabile posizionarlo in pieno sole in primavera e autunno, mentre in estate è preferibile un'esposizione in ombra parziale per evitare lo sbiancamento delle foglie.

    • Annaffiatura:

      Il terreno deve essere mantenuto umido, ma non zuppo. Annaffiare regolarmente, soprattutto durante i periodi più caldi, assicurandosi che non ci siano ristagni d'acqua.

    • Rinvaso:

      Il rinvaso va effettuato preferibilmente in primavera, utilizzando un substrato specifico per bonsai, ben drenante. Si consiglia di abbinare il rinvaso alla potatura delle radici, per evitare un eccessivo stress alla pianta.

    • Potatura:

      La metasequoia risponde bene alla potatura, sia di formazione che di mantenimento. Si possono tagliare i rami con forbici affilate ad angolo di 45 gradi, preferibilmente durante la stagione di crescita.

    • Concimazione:

      La concimazione va effettuata regolarmente durante la stagione di crescita, utilizzando un concime specifico per bonsai, sia liquido che solido.

    • Parassiti:

      La metasequoia può essere soggetta ad attacchi di parassiti, quindi è consigliabile effettuare trattamenti preventivi con insetticidi e anticrittogamici, alternandoli per una maggiore efficacia.

    • Inverno:

      La metasequoia è una pianta rustica e resiste bene al freddo, quindi può essere lasciata all'esterno anche in inverno, riparandola dal gelo se necessario.

    Caratteristiche principali:

    • Corteccia: La corteccia è di colore rossastro, fibrosa e si sfalda in scaglie.
    • Foglie: Le foglie sono aghiformi, di colore verde chiaro, che diventano rosso-marrone in autunno prima di cadere.
    • Tronco: Il tronco è dritto e slanciato, con una forma che ricorda quella di un albero maturo, il che lo rende particolarmente adatto alla coltivazione in stile boschetto.

    In sintesi: Il Metasequoia bonsai è un albero affascinante, che richiede cure specifiche ma che, con la giusta dedizione, può regalare grandi soddisfazioni, sia per la sua bellezza che per la sua storia, essendo un "albero fossile vivente".

    fonte.

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    dicembre 30, 2025

    A Verona il percorso e le opportunità di carriera per aspiranti piloti.

    Posted By: Fausto Baccino - dicembre 30, 2025
    Verona-carriera piloti

     

    Appuntamento il 17 gennaio 2026 all’Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona per l’Airline Pilot Open Day, l’evento dedicato a chi sogna di diventare pilota di linea e di lavorare come professionista nell’aviazione.

    Nel corso della giornata verranno presentati:

    • il Team Asteraviation e i corsi per diventare pilota professionista
    • i centri di addestramento, i velivoli e i simulatori
    • la didattica innovativa di Asteraviation
    • i partner di Asteraviation, l'accesso alle selezioni e le possibilità di carriera.

    Verranno inoltre approfonditi diversi temi legati alle professioni dell’aviazione come: quali sono i requisiti fisici per diventare pilota, quali sono i costi da sostenere, quanto durano i corsi in Accademia, ma anche quali sono le modalità di assunzione e lo stipendio medio di un pilota.

    Tra i corsi erogati da Asteraviation Flight Academy ci sono:

    • ATPL (pilota di linea)
    • PPL (pilota privato)
    • CPL (pilota commerciale)

    E anche diverse abilitazioni, quali:

    • Abilitazione al bimotore (MEP)
    • Abilitazione al motore turbocompresso, al velivolo con carrello retrattile e passo variabile
    • Abilitazione al carrello biciclo
    • Abilitazione al volo notturno. 

    Chi sceglie di iscriversi al programma di Aster Aviation Flight Academy svolge un addestramento basato sui principi del CRM aeronautico (Crew Resource Management) ed è seguito con training personalizzati. Inoltre, ha l’occasione di acquisire esperienza pratica nel settore dell’aviazione grazie alla collaborazione con diverse compagnie aeree partner, per applicare gli studi teorici in contesti reali, oltre che avere la possibilità di frequentare diversi seminari integrativi del piano formativo.

    Dalla Safety Culture in Aviation alla conoscenza delle principali compagnie aeree e i loro processi di reclutamento, dall’approfondimento delle soft skill alle esperienze sul campo, il metodo didattico dell’Accademia offre una formazione completa e all’avanguardia per formare i professionisti dell’aviazione.

    Frequentare Aster Aviation Academy non è solo scegliere di seguire una passione, ma vuol dire trasformare questa passione in futuro concreto: l’occupabilità dei corsi formativi è infatti di grande successo e più del 50% degli allievi trova lavoro subito dopo aver concluso il percorso di studi.

    Puoi approfondire tutti i dettagli su https://www.asteraviation.it/airline-pilot-open-day/.


    Asteraviation Flight Academy è l’Accademia di volo specializzata nella formazione di piloti di linea e professionisti dell’aviazione. Offriamo a ogni allievo training personalizzati e una didattica che integra competenze tecniche avanzate e sviluppo di soft skills fondamentali in cabina di pilotaggio.

    Sedi: Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona (VR), Aeroporto Angelo Berardi Verona-Boscomantico (VR).

    Contatti: info@asteraviation.it Tel. +39 045 2050662 Mob. +39 327 6813344.

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    dicembre 26, 2025

    Le specie più utilizzate di Melo nella coltivazione a bonsai sono il Malus evereste, sieboldii e il Malus halliana

    Posted By: Fausto Baccino - dicembre 26, 2025

    Il melo (Malus) è costituito da circa 50 specie e da un gran numero di cultivar

    Le specie più utilizzate nella coltivazione a bonsai sono il Malus evereste, sieboldii e il Malus halliana. Il secondo ha una caratteristica corteccia chiazzata, rami fini piuttosto rigidi di colore violaceo e fiorisce in primavera alle estremità dei rami; fra le varie caratteristiche, è sicuramente la sua fine ramificazione a renderlo ideale come bonsai. Il terzo, il Malus halliana, fin dall’antichità in Cina era particolarmente amato come albero da fiore: anch’esso possiede una ramificazione fine ed ha una particolare corteccia liscia e grigia. Uno dei vantaggi maggiori di queste specie ai fini della formazione a bonsai è la rapidità di crescita che permette di ottenere buoni esemplari in pochi anni. Gli stili a cui maggiormente si adattano sono l’eretto informale o inclinato.

    ESPOSIZIONE
    Come tutti gli alberi da frutto necessita di molta luce per dar luogo alla fioritura e alla fruttificazione. Si espone, quindi, in pieno sole durante tutto l’anno, naturalmente ad esclusione dei mesi estivi più caldi, quando è consigliabile ripararlo sotto una rete ombreggiante al fine di evitare bruciature alle foglie. La protezione è utile anche in inverno nei periodi caratterizzati da forti gelate.
    ANNAFFIATURA
    Ama acqua in abbondanza, in modo particolare dopo la fioritura, quando sta formando il frutto: in questa fase potrà essere necessario annaffiare anche 2-3 volte al giorno. Generalmente, per tutto il periodo vegetativo, le somministrazioni dovranno essere quotidiane. Durante la fioritura, bisognerà fare molta attenzione a non bagnare mai direttamente i fiori altrimenti non arrivano a fruttificare. È bene spruzzare periodicamente anche le foglie, poiché sono facilmente soggette a muffe.

    RINVASO
    Lo stesso vigore che caratterizza la parte aerea di questa pianta, lo si ritrova ovviamente anche nell’apparato radicale. Questo rende necessario trapiantare gli esemplari giovani tutti gli anni, e quelli più maturi ogni due. I periodi in cui intervenire sono l’inizio dell’autunno o la primavera, prima del risveglio vegetativo: nel primo caso, l’anno successivo si potrà godere la fioritura, mentre rinvasando in primavera per quell’anno si dovrà rinunciare ai frutti.
    Per quanto riguarda il composto da utilizzare, si consiglia di mescolare 60% di akadama, 20% di terra pronta e 20% di sabbia di fiume.

    POTATURA
    Durante il periodo di sviluppo si accorciano i nuovi rami, mentre nella fase di dormienza ci si dedica alla formazione della silhouette, potando a due o tre nodi. Come per tutte le piante da frutto, la scopo primario è riuscire ad ottenere le gemme da fiore. Queste si sviluppano da metà giugno a metà luglio sulle cime dei rami corti dell’anno precedente. I rami che rimangono corti formano un gruppo di foglie sulla cima, che diventeranno le gemme da fiore per l’anno seguente. Quindi, se si vogliono ottenere i fiori è indispensabile riuscire ad avere molti rami corti, pertanto si interverrà con la potatura solo sui germogli lunghi. È meglio evitare potature troppo drastiche poiché, in tal caso, le gemme da fiore non si formano e l’anno seguente la fioritura non si manifesta. Per ovviare a questo inconveniente si lasciano allungare dei rami guida, detti “di sacrificio”. Concentrando il suo vigore su questi rami, l’albero sviluppa un gran numero di rametti corti che favoriranno la formazione di gemme da fiore. Dopo la formazione di queste gemme, nel mese di giugno, i rami troppo lunghi vanno accorciati, lasciando quattro o più foglie. I germogli della seconda vegetazione cresceranno in maniera stentata, ma la primavera successiva saranno carichi di fiori.
    PINZATURA
    Se l’albero produce frutti ogni anno, i rami forti tenderanno a diventare sempre più vigorosi, mentre quelli deboli, sempre più stentati. Per evitare questo inconveniente, ed equilibrare il vigore sull’intero albero, è importante intervenire con la defogliazione in modo da frenare l’energia di crescita delle parti più forti. Si defogliano i rami dell’apice e quelli più giovani, allo scopo di aumentare la ramificazione sottile. Come risposta, i rami vecchi producono subito germogli da fiore. È bene tener presente che per ottenere buoni risultati da questa operazione, bisognerà prendere le dovute precauzioni: accertarsi che l’albero goda di buona salute e provvedere, nei due mesi precedenti alla defogliazione, ad una concimazione abbondante dell’esemplare, evitando di utilizzare concimi ad alto contenuto di Azoto che provocherebbero un eccessivo ingrossamento delle foglie nuove; la fertilizzazione non sarà necessaria se la defogliazione sarà solo parziale.

    AVVOLGIMENTO
    Affinché l’albero porti a maturazione i frutti, pur mantenendo il proprio vigore, si interviene con l’avvolgimento dei nuovi rami. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, prima che lignifichino, i nuovi rami vengono abbassati con il filo: in questo modo si frena la crescita e si favorisce lo sviluppo di un maggior numero di rametti corti. Si consiglia l’utilizzo di filo di alluminio ramato, da rimuovere dopo circa un mese dalla sua applicazione.

    CONCIMAZIONE
    Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

    CURE
    Batteri, funghi ed insetti sono problemi frequenti per i Meli. Si consiglia un trattamento preventivo mensile adatto agli alberi da frutto. In caso di deformazioni tumorali sulle radici, tagliare completamente la parte infetta e trattare con nematocida.


    È la pianta da frutto più armonica, con i suoi piccoli frutti rossi, ed è particolarmente suggestiva in primavera per la sua rigogliosa fioritura. Vanta ben 35 specie conosciute tra Europa, Asia e America.

    fonte.

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    dicembre 19, 2025

    La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta

    Posted By: Fausto Baccino - dicembre 19, 2025

    La magnolia può essere coltivata come bonsai, anche se le sue dimensioni originarie e le foglie grandi possono rendere la sua gestione più impegnativa rispetto ad altre specie. La varietà Magnolia stellata è particolarmente adatta per il bonsai grazie alla sua crescita più contenuta e alla fioritura precoce.

    Scelta della varietà e preparazione:

    • La Magnolia stellata è preferibile per il bonsai a causa delle sue dimensioni più ridotte e della fioritura precoce, mentre la Magnolia soulangeana è più adatta per giardini o parchi.
    • Le magnolie possono essere allevate da seme, talea o innesto, ma per il bonsai è preferibile utilizzare esemplari già sviluppati.

    Cura e manutenzione del bonsai di magnolia:

    • Luce:

      La magnolia ama il sole, ma nei climi più caldi può tollerare anche la mezz'ombra.

    • Annaffiatura:

      Annaffiare regolarmente, ma evitare i ristagni idrici, soprattutto in estate, quando è consigliabile annaffiare la sera.

    • Concimazione:

      Concimare mensilmente durante la stagione di crescita (esclusi i mesi di luglio e agosto), con un concime minerale ricco di azoto e solfato di ferro.

    • Rinvaso:

      Il rinvaso va effettuato ogni due anni, preferibilmente in primavera, utilizzando un terriccio specifico per bonsai, leggermente acido.

    • Potatura:

      La potatura va effettuata dopo la fioritura, rimuovendo i rami secchi o danneggiati e riducendo la lunghezza dei rami per mantenere la forma desiderata.

    • Filatura:

      La filatura può essere effettuata con filo di alluminio o rame, ma è importante fare attenzione a non danneggiare la corteccia.

    Problemi comuni:

    • Caduta delle foglie: Può essere causata da stress idrico, carenze nutritive o malattie.
    • Macchie marroni: Possono indicare la presenza di malattie fungine o batteriche.
    • Essiccazione della pianta: Può essere causata da temperature troppo alte o basse, o da carenze nutritive.

    Consigli:

    • È importante proteggere il bonsai di magnolia dalle gelate tardive, che possono danneggiare i boccioli.
    • Controllare regolarmente la pianta per individuare tempestivamente eventuali problemi e intervenire prontamente.
    • Utilizzare prodotti specifici per la cura del bonsai, come concimi e antiparassitari.

    fonte.

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    dicembre 12, 2025

    Il caprifoglio (Lonicera) è apprezzato per i loro fiori profumati e la crescita vigorosa, che le rendono una scelta popolare per l'arte bonsai.

    Posted By: Fausto Baccino - dicembre 12, 2025

    Un bonsai di Lonicera, comunemente noto come caprifoglio, è un albero in miniatura che può essere coltivato a partire da diverse specie di caprifoglio. Queste piante sono apprezzate per i loro fiori profumati e la crescita vigorosa, che le rendono una scelta popolare per l'arte bonsai.


    Cura del bonsai di Lonicera:


    Posizione:


    I bonsai di Lonicera prosperano in pieno sole, ma è importante proteggerli dalle forti gelate, soprattutto in vasi piccoli.


    Annaffiatura:


    Annaffiare quando la superficie del terreno è asciutta, evitando sia l'eccesso che la carenza di acqua.


    Concimazione:


    Concimare ogni due settimane durante la stagione vegetativa.


    Potatura:


    Potare regolarmente per mantenere la forma desiderata e favorire una crescita densa. Potature più drastiche possono essere effettuate nel tardo autunno o in inverno.


    Rinvaso:


    Rinvasare in primavera, non appena compaiono i nuovi germogli, utilizzando un terriccio base per bonsai.


    Propagazione:


    Le talee radicano facilmente tra luglio e agosto. Possono anche essere propagate per margotta da agosto a novembre o per semina a febbraio o marzo.

     

    Considerazioni aggiuntive:


    Stile:


    I tronchi di Lonicera tendono ad essere dritti, il che può rappresentare una sfida nella progettazione di un bonsai. Le curve possono essere realizzate ramificando rami primari e secondari o creando effetti di legno morto.


    Specie:


    Diverse specie di Lonicera possono essere utilizzate per i bonsai, tra cui Lonicera implexa, Lonicera japonica e Lonicera nitida.


    Resistenza:


    I bonsai di Lonicera sono generalmente resistenti e facili da curare, il che li rende un'ottima scelta per i principianti.


    Posizione:


    I bonsai necessitano di luce solare e aria fresca, quindi un luogo ben illuminato, come un balcone, una terrazza o un giardino, è l'ideale. In breve, il bonsai di Lonicera è un'opzione attraente e relativamente facile da curare che può aggiungere bellezza e profumo a qualsiasi spazio.

    fonte.

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