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ottobre 26, 2013

Come creare un mame da una talea di Olmo cinese (3a parte).

Come si nota, la piantina ha già acquistato il suo carattere e l'impronta del futuro disegno è già evidente, anche se sono presenti solo il primo e il secondo ramo principale: le ramificazioni successive (terzo ramo, quarto ecc) si dovranno necessariamente creare in un secondo momento, perchè dovranno essere di diametro sempre più piccolo man mano che si sale verso l'apice. Il discorso è ovviamente generale, in questo caso i diametri sono così piccoli che difficilmente otterrò grosse differenze tra i primi rami bassi e i successivi, ma il principio è questo.


Durante la piega del secondo ramo è stato necessario fare una "scosciatura", di cui mostro il particolare al centro di questa foto:

come creare un mame da una talea di olm o cinese_02
La scosciatura è un'altra tecnica che si usa spesso nella creazione di un bonsai. Se un ramo parte da un tronco facendo un angolo troppo stretto e noi vogliamo abbassarlo (aumentando quindi l'angolo), se lo pieghiamo solamente otterremo un antiestetico effetto "canna da pesca", perchè il ramo si curverà verso il basso ma l'attaccatura al tronco resterà con la stessa inclinazione di prima. Per ottenere un buon risultato estetico, dovremo cambiare proprio l'angolo di inserzione del ramo al tronco "scosciandolo", cioè distaccando leggermente la base del ramo dal tronco, in modo da aumentare l'angolo, cambiando cioè l'inclinazione del ramo anche all'attaccatura.


La scosciatura, provocando una ferita alla base del ramo, può sembrare una tecnica invasiva e pericolosa, invece se fatta nel periodo e nel modo giusto non lo è affatto, e la ferita si rimargina presto. La scosciatura si applica principalmente in due casi: ai rami delle conifere anche di grandi dimensioni, e ai rametti delle latifoglie molto giovani (di solito getti dell'anno ancora semilegnosi).
Tornando alla mia piantina, il secondo ramo partiva diretto troppo verso l'alto, per questo ho dovuto fare la scosciatura, ovvero l'ho leggermente separato dal tronchetto, ho praticamente spaccato un po' e allargato la biforcazione, in modo che il rametto partisse leggermente verso il basso. I primi rami bassi di un bonsai, infatti, devono partire sempre piuttosto orizzontalmente o verso il basso, a rappresentare rami vecchi di una pianta vecchia.


Giugno del 2012, appena due settimane dopo l'intervento:
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La piantina, come si può vedere, ha risposto molto bene, e la ferita della scosciatura si è rimarginata perfettamente.
A fine Giugno del 2012 ho slegato la piantina: i rami hanno preso abbastanza bene la forma, la parte alta del tronchetto invece tendeva a tornare leggermente da una parte, così l'ho legato con un tirantino fissato al moncone di cui ho già detto. Ecco una foto dal retro che mostra il tirante:
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A Settembre del 2012, la pianta ha questo aspetto (primo piano):
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Foto complessiva della pianta:
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In questa foto, oltre al fatto che già posso tenere il mio bonsai nel palmo della mano con mia grande commozione, si può notare di nuovo l'uso di un altro ramo di sacrificio. Avendo infatti creato il primo e il secondo ramo contemporaneamente, questi erano più o meno dello stesso diametro; siccome invece occorre che il primo ramo basso sia il più grosso di tutti, dal suo apice ho lasciato crescere indisturbato un ramo di sacrificio: in questo modo il primo ramo basso aumenterà di diametro molto più velocemente dell'altro, e quando avrà raggiunto la giusta dimensione potrò eliminare il ramo di sacrificio e creare il palchetto normalmente.
Spero che la mia esperienza fino a questo punto possa essere stata utile. I prossimi step saranno dedicati alla formazione dei rami primari successivi, e alla creazione della ramificazione secondaria e di ordine superiore; nel contempo la piantina verrà rinvasata ogni anno per sistemare l'apparato radicale, dapprima nello stesso vaso, poi via via in vasi sempre più piccoli.

 

Ecco un ulteriore step.
A Febbraio 2013 la piantina si presentava così (il ramo di sacrificio, che esce dalla foto, era molto lungo, come si vede nelle foto passate):
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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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