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aprile 20, 2026

Come scegliere la miscela di substrato ideale (Akadama, pomice, vulca) in base alla specie e al clima?

La scelta del substrato ideale per un bonsai si basa sul bilanciamento tra ritenzione idrica (capacità di trattenere l'umidità) e drenaggio/ossigenazione (capacità di far defluire l'acqua in eccesso e far respirare le radici).

I substrati inorganici granulari sono la scelta standard nel bonsai moderno perché non compattano il terreno e favoriscono la crescita di un apparato radicale denso e ramificato.

1. Le caratteristiche dei 3 componenti principali

  • Akadama (Argilla vulcanica giapponese essiccata):

    • Funzione: Trattiene l'acqua e i nutrimenti (alta capacità di scambio cationico). Quando si bagna scurisce, offrendo un chiaro segnale visivo sullo stato di umidità.

    • Limite: Con i cicli di gelo e bagnatura tende a disaggregarsi nell'arco di 2-3 anni, riducendo l'ossigenazione.

  • Pomice:

    • Funzione: Inerte, leggerissima ed estremamente porosa. Offre massima ossigenazione e drenaggio. Trattiene una leggera pellicola d'acqua sulla superficie priva di ristagni e non si sfalda mai, mantenendo la struttura del terreno alterata per anni.

  • Vulca / Lapillo Vulcanico:

    • Funzione: Roccia porosa, minerale e pesante. Aggiunge stabilità fisica al vaso, trattiene il calore (stimolando la crescita radicale delle specie termofile) e offre micro-drenaggio ideale.

2. Formulazioni in base alla Specie

Le esigenze variano drasticamente a seconda dell'apparato radicale della pianta:

Caducifoglie e Latifoglie (Aceri, Olmi, Carpini, Zelkove)

Richiedono un'umidità costante e uniforme per alimentare il fogliame senza seccare i margini delle foglie.

  • Mix standard: 50% Akadama + 25% Pomice + 25% Vulca/Lapillo

Conifere (Ginepri, Pini, Tassi, Larici)

Temono l'eccesso di umidità radicale e necessitano di un terreno molto drenante che favorisca la formazione delle micorrize.

  • Mix standard: 30% Akadama + 40% Pomice + 30% Vulca/Lapillo (sui Pini si può sostituire il Lapillo con la Kiryuzuna, un minerale ricco di ferro).

Specie Mediterranee e Agrumi (Olivi, Sughere, Mirto, Limoni)

Amano il calore alle radici e richiedono un asciugamento rapido del terreno tra una bagnatura e l'altra.

  • Mix standard: 30% Akadama + 40% Pomice + 30% Vulca/Lapillo

Subtropicali e Tropicali (Ficus, Portulacaria)

Hanno una crescita radicale esplosiva durante i mesi caldi e necessitano di un buon apporto idrico ma senza ristagni stagnanti.

  • Mix standard: 40% Akadama + 40% Pomice + 20% Vulca/Lapillo

(Nota: Per le specie acidofile come le Azalee, si usa il 100% Kanuma, un'argilla acida specifica).

3. Correzioni in base al Clima e allo Stile di Vita

Le ricette standard vanno modificate in base a dove risiede il bonsai e alla frequenza con cui si può annaffiare:

  • Clima molto caldo / secco o poco tempo per annaffiare:

    • Aumentare l'Akadama (fino al 60-70% del totale) oppure utilizzare granulometrie leggermente più fini (3-5 mm).

  • Clima piovoso / umido o coltivatore che tende ad annaffiare troppo:

    • Aumentare Pomice e Vulca (fino all'80% totale di inerti) e ridurre l'Akadama al 20%. Questo previene il marciume radicale anche durante periodi di pioggia prolungata.

  • Esposizione molto ventilata (balconi alti o terrazzi):

    • Aumentare la percentuale di Vulca/Lapillo per dare peso e stabilità al vaso, evitando che il bonsai si ribalti o che il substrato asciughi in poche ore.

Tabella sintetica delle miscele

Specie / Esigenza
Akadama
Pomice
Vulca / Lapillo
Granulometria consigliata

Latifoglie / Caducifoglie
50%
25%
25%
Media (3 – 6 mm)

Conifere / Pini / Ginepri
30%
40%
30%
Media (3 – 6 mm)

Olivi e Mediterranee
30%
40%
30%
Media (3 – 6 mm)

Clima arido / Poco tempo
60-70%
20%
10-20%
Media (3 – 5 mm)

Clima freddo / Molta pioggia
20%
50%
30%
Medio-Grande (5 – 8 mm)

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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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