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febbraio 29, 2012

Creare i Daiza (terza e ultima parte)


Nella fase iniziale del lavoro di scavo, si accelerano i tempi utilizzando la fresa montata su braccio fisso.




Per mia esperienza, consiglio di procedere togliendo prima la porzione centrale interna dello scavo con fresa larga. Seguire poi la traccia del perimetro, segnata a penna, con la fresa cilindrica più piccola. In questo modo, si allenta la pressione, la resistenza passiva della massa interna, favorendo un maggior controllo sulla punta. Avere la punta con le "spalle libere", renderà più fluido, leggero e preciso il gesto di seguire la traccia.
Fatto grossolanamente lo scavo per alloggiare la pietra nel legno utilizzando la fresa su braccio fisso, passiamo a lavorare di fino con frese piccole del dremel montate su prolunga tenuta a mano libera ed usando la carta carbone tra legno e pietra per rilevare i punti di contatto dove ritoccare.


Anche una pietra così apparentemente piatta nella base e semplice nei bordi, ad ogni prova, rivela lo spostamento irregolare della linea di contorno dello scavo.

La pendenza verso l'interno del bordo l'ottengo con facilità usando i cilindri abrasivi.


il piccolo cilindro abrasivo montato su braccio di prolunga è la mia sgorbia, il mio lavoro a mano libera, la matita con cui correggo il disegno del mio daiza.






Con il cilindro abrasivo cancello le bruciature causate dalle frese, raccordo ed ammorbidisco;


L'altezza del cilindro corrisponde: creo così contemporaneamente due piccole cornici. Potrò adeguare l'altezza del cilindro abrasivo alle mie necessità, tagliandolo.
Per assottigliare una tavola sino allo spessore desiderato, puoi:
1) Dividerla o farla dividere nel senso dello spessore, quando la sua altezza è tale da consentire di ottenerne due.
2-3) Piallarla, oppure fresarla sino allo spessore desiderato.

Questa ultima soluzione non porta via molto tempo e non disturba eccessivamente il respiro, soprattutto nel caso di utilizzo di legni come il mogano, che crea una segatura non polverosa ma "secca" e pulita.

Preferisco la fresa alla sega anche per il taglio perimetrale.
Con la sega, per eseguire curve strette, dobbiamo tracciare un insieme di tagli che siano aderenti alla curva, ritornandoci su più e più volte. Con la fresa a punta sottile, il disegno di intaglio risulta preciso,


dobbiamo solamente ripetere il passaggio abbassandoci gradualmente, per non surriscaldare troppo la punta, sforzandola.




In una pietra della Categoria "Pietre Oggetto", non solo è fondamentale la giusta scelta del fronte, ma lo è altrettanto la scelta dell'inclinazione della pietra nel daiza, onde ottimizzarne la capacità espressiva: perciò non solo ricerca di equilibrio, ma anche di movimenti che interpretino il sentimento intravisto in quella forma.




La corretta realizzazione dello scavo interno e della schiena o pancia è determinante nella buona riuscita di un daiza: un muro esterno fluido ed armonioso è la conseguenza di una buona strutturazione.





Per segnare appunti e le linee di perimetro per lo scavo, io non uso mine o matite: troppo mi innervosisce la frequente rottura della punta. La linea da tracciare è sovente né semplice o lineare; spesso segue strette e profonde rientranze che sono vere)
Quando traccio la linea di perimetro per lo scavo, inizio segnando leggermente indietro all'interno.

Mano a mano che la pietra scende, riscrivo la linea più e più volte, in maniera da accompagnare i fianchi della pietra anche nei sotto-squadra (e sono sempre tanti).


Se io scavo nello scasso interno dei fianchi diritti, comandati dalla massima circonferenza della pietra, quando vado ad abbassare il bordo, mi ritrovo con uno spazio vuoto tra bordo esterno della pietra e bordo interno del legno.




Se io scavo nello scasso interno dei fianchi diritti, comandati dalla massima circonferenza della pietra, quando vado ad abbassare il bordo, mi ritrovo con uno spazio vuoto tra bordo esterno della pietra e bordo interno del legno.






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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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