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agosto 29, 2025

Euonymus alata è facilmente riconoscibile per le alette sui rami, da cui prende il nome alatus.

Posted By: Fausto Baccino - agosto 29, 2025


L’ L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’America centrale e boreale.

Particolarmente amato è l’Euonymus alatus caratterizzato da una spettacolare chioma che in autunno vira al rosso cremisi, presentando frutti dal rosso pallido, sormontati da una capsula divisa in 4 lobi. Questa specie è facilmente riconoscibile per le alette sui rami, da cui prende il nome alatus. Per gli amanti del bonsai, in realtà, l’occhio è attratto anche dalla corteccia lungo il tronco: una corteccia che in breve tempo assume un aspetto particolarmente vetusto grazie al suo colore bianco cenere.

ESPOSIZIONE
Si tratta di una specie robusta, che sopporta tranquillamente il caldo come il freddo. Si consiglia comunque di preservare le radici dai freddi rigidi prolungati e si eviti che il vaso sia esposto alle gelate nel momento in cui si annaffia. Se in estate non è possibile tenere costantemente sotto controllo l’albero, è meglio collocarlo a mezzombra.

ANNAFFIATURA
Le annaffiature devono essere sufficientemente frequenti, poiché l’Evonimo soffre la mancanza d'acqua: da aprile e per tutto il periodo estivo si abbia cura di bagnare abbondantemente ogni volta che il terreno risulta asciutto. In inverno le annaffiature vanno diradate.

Durante la fioritura è essenziale proteggere gli alberi dalla pioggia ed evitare i colpi di secco: è indispensabile quindi non far mancare mai l’acqua a questa specie, poiché ciò causerebbe la perdita dei fiori. Una buona soluzione è costituita da una tettoia ben esposta alla luce, appoggiando i vasi su vassoi pieni d'acqua (purché non immersi).

RINVASO
Poiché tende a produrre radici fini in abbondanza, satura facilmente e in breve tempo lo spazio disponibile nel vaso. Per questa ragione è necessario applicare trapianti frequenti, all’incirca una volta ogni due anni, a tarda primavera, ai primi caldi, per evitare le gelate tardive che potrebbero compromettere le tenere foglioline.

Il sistema migliore per trapiantare consiste nell’eliminazione totale della terra vecchia, applicando una buona potatura dell’apparato radicale anche superiore alla norma, se necessario: si tratta di una specie molto robusta che sopporta tranquillamente le potature drastiche. Si tenga presente che durante l’operazione di trapianto è indispensabile tagliare le grosse radici fittonanti, che spesso si formano e lignificano molto rapidamente.

Si raccomanda anche l’uso di vasi capienti al fine di poter aumentare la granulometria del terriccio (akadama), in modo da scongiurare il marciume radicale. Uno fra i composti migliori da utilizzare è formato da: akadama (60%), ghiaia (20%) e humus (20%).

POTATURA
Si pota generalmente in primavera, appena prima del risveglio vegetativo, ma bisognerà fare attenzione a lasciare alcuni dei rami vecchi se si vuole godere la fioritura. L’Evonymus, infatti, fiorisce sui rami lunghi 4-6 nodi, all’estremità della vegetazione dell’anno precedente ed occasionalmente sulle vegetazioni laterali vicine, per cui bisognerà applicare la potatura con criterio altrimenti si potrebbe compromettere la fioritura e quindi la successiva fruttificazione. Si pota poi a fine stagione, dopo aver ammirato l’albero nel suo massimo splendore e cioè carico di frutti, sino al primo nodo. Si tratta di un’operazione indispensabile soprattutto nella zona apicale per controllarne la forte dominanza.

PINZATURA
Se si desidera arrestare la crescita di un ramo, si pinzerà con le dita l’ultimo germoglio non appena appare; per ramificare il ramo conviene invece lasciar crescere il germoglio per 6-7 cm, pinzandolo successivamente e lasciando solamente 1-2 cm di crescita nuova.

L’Evonymus è una specie che richiede interventi di pinzatura costanti, altrimenti si perde proporzione nella ramificazione.

I germogli particolarmente vigorosi vanno pinzati a due foglie o si lasciano addirittura spogli: ciò non crea problemi poiché possiede 3-4 gemme dormienti alla base di ogni ramo, che con la pinzatura vengono risvegliati. La pinzatura si applica principalmente in tarda primavera e in autunno.

AVVOLGIMENTO
Nella fase di formazione della struttura è necessario controllare scrupolosamente il vigore dei nuovi germogli, avvolgendoli da aprile ad ottobre, non appena la corteccia si presenterà in forma legnosa, ma facendo molta attenzione al loro ingrossamento per evitare brutte cicatrici. Se si perde questo momento diventerà difficile ottenere la silhouette desiderata o comunque non sarà possibile applicare la piegatura senza incorrere in rotture. È bene ricordare infatti che l’Evonymus presenta una certa rigidità nei rami.

Si consiglia di avvolgere il filo con nastro adesivo prima della sua applicazione, in modo da non segnare la bellissima ed affascinante corteccia.

L’applicazione del filo per la modellatura dei rami vecchi risulta praticamente impossibile, essendo essi molto rigidi e legnosi.

CONCIMAZIONE
Poiché si tratta di una pianta vigorosa, soggetta per cui a continue germogliazioni, va concimata con regolarità e abbondantemente, preferendo concimi organici a lenta cessione, come l’Hanagokoro della Linea Bonsan oppure il Biogold. È consigliabile concimare una volta al mese in aprile e da agosto ad ottobre.

CURE
Si consiglia di effettuare dei controlli scrupolosi della pianta soprattutto durante la primavera e l’estate, quando il pericolo di malattie e attacchi è più alto.

Molto importanti per questa pianta, spesso oggetto di interesse da parte di parassiti di diverso genere, quali insetti, acari e cocciniglie, sono i trattamenti preventivi. È perciò fondamentale applicare costantemente interventi curativi-preventivi, in autunno e inverno, con solfuro di calcio (liquido jin) alla caduta delle foglie.

Questa specie è facilmente riconoscibile per le alette sui rami, da cui prende il nome alatus.

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agosto 22, 2025

La principale caratteristica del bonsai Evonymus è il meraviglioso colore delle foglie autunnale

Posted By: Fausto Baccino - agosto 22, 2025

L’Evonymus è una pianta talora a foglie decidue, talora sempreverde con aspetto arbustivo, appartenente alla famiglia delle Celastraceae. È un genere rappresentato da più di un centinaio di specie, la cui area di distribuzione nella flora spontanea si estende principalmente nell’India, nell’Himalaya e nell’Asia orientale, mentre sono ancora poche quelle abitatrici del nostro continente e dell’America centrale e boreale.

Il portamento dell’Evonymus è a volte eretto, più raramente strisciante. Le foglie sono opposte, spicciolate, usualmente dentate e di solito glabre. I piccoli fiori a 4 petali, bianco-verdi, compaiono in maggio-giugno a fianco delle foglie dei nuovi rami che si sviluppano dai rametti corti. I frutti a capsula, a tre-cinque lobi, sono rossastri e quando maturano si aprono lasciando visibili i semi rosso-arancio.

La principale caratteristica è il meraviglioso colore delle foglie autunnale e l’incantevole aspetto invernale che assumono grazie alla fine ramificazione, che si può osservare soprattutto in questa stagione.

Forse uno degli aspetti più negativi dell’Evonymus è che si tratta di una specie dioica, porta cioè fiori maschili e femminili su alberi differenti: se non si possiede nella propria collezione esemplari di entrambi i sessi, non si ottiene la fruttificazione. È comunque una pianta robusta che ben si presta a ogni tipo di coltivazione.

ESPOSIZIONE
Si tratta di una specie robusta, che sopporta tranquillamente il caldo come il freddo. Si consiglia comunque di preservare le radici dai freddi rigidi prolungati e si eviti che il vaso sia esposto alle gelate nel momento in cui si annaffia. Se in estate non è possibile tenere costantemente sotto controllo l’albero, è meglio collocarlo a mezzombra.

ANNAFFIATURA
Le annaffiature devono essere sufficientemente frequenti, poiché l’Evonimo soffre la mancanza d'acqua: da aprile e per tutto il periodo estivo si abbia cura di bagnare abbondantemente ogni volta che il terreno risulta asciutto. In inverno le annaffiature vanno diradate.

Durante la fioritura è essenziale proteggere gli alberi dalla pioggia ed evitare i colpi di secco: è indispensabile quindi non far mancare mai l’acqua a questa specie, poiché ciò causerebbe la perdita dei fiori. Una buona soluzione è costituita da una tettoia ben esposta alla luce, appoggiando i vasi su vassoi pieni d'acqua (purché non immersi).

RINVASO
Poiché tende a produrre radici fini in abbondanza, satura facilmente e in breve tempo lo spazio disponibile nel vaso. Per questa ragione è necessario applicare trapianti frequenti, all’incirca una volta ogni due anni, a tarda primavera, ai primi caldi, per evitare le gelate tardive che potrebbero compromettere le tenere foglioline.

Il sistema migliore per trapiantare consiste nell’eliminazione totale della terra vecchia, applicando una buona potatura dell’apparato radicale anche superiore alla norma, se necessario: si tratta di una specie molto robusta che sopporta tranquillamente le potature drastiche. Si tenga presente che durante l’operazione di trapianto è indispensabile tagliare le grosse radici fittonanti, che spesso si formano e lignificano molto rapidamente.

Si raccomanda anche l’uso di vasi capienti al fine di poter aumentare la granulometria del terriccio (akadama), in modo da scongiurare il marciume radicale. Uno fra i composti migliori da utilizzare è formato da: akadama (60%), ghiaia (20%) e humus (20%).

POTATURA
Si pota generalmente in primavera, appena prima del risveglio vegetativo, ma bisognerà fare attenzione a lasciare alcuni dei rami vecchi se si vuole godere la fioritura. L’Evonymus, infatti, fiorisce sui rami lunghi 4-6 nodi, all’estremità della vegetazione dell’anno precedente ed occasionalmente sulle vegetazioni laterali vicine, per cui bisognerà applicare la potatura con criterio altrimenti si potrebbe compromettere la fioritura e quindi la successiva fruttificazione. Si pota poi a fine stagione, dopo aver ammirato l’albero nel suo massimo splendore e cioè carico di frutti, sino al primo nodo. Si tratta di un’operazione indispensabile soprattutto nella zona apicale per controllarne la forte dominanza.

PINZATURA
Se si desidera arrestare la crescita di un ramo, si pinzerà con le dita l’ultimo germoglio non appena appare; per ramificare il ramo conviene invece lasciar crescere il germoglio per 6-7 cm, pinzandolo successivamente e lasciando solamente 1-2 cm di crescita nuova.

L’Evonymus è una specie che richiede interventi di pinzatura costanti, altrimenti si perde proporzione nella ramificazione.

I germogli particolarmente vigorosi vanno pinzati a due foglie o si lasciano addirittura spogli: ciò non crea problemi poiché possiede 3-4 gemme dormienti alla base di ogni ramo, che con la pinzatura vengono risvegliati. La pinzatura si applica principalmente in tarda primavera e in autunno.

AVVOLGIMENTO
Nella fase di formazione della struttura è necessario controllare scrupolosamente il vigore dei nuovi germogli, avvolgendoli da aprile ad ottobre, non appena la corteccia si presenterà in forma legnosa, ma facendo molta attenzione al loro ingrossamento per evitare brutte cicatrici. Se si perde questo momento diventerà difficile ottenere la silhouette desiderata o comunque non sarà possibile applicare la piegatura senza incorrere in rotture. È bene ricordare infatti che l’Evonymus presenta una certa rigidità nei rami.

Si consiglia di avvolgere il filo con nastro adesivo prima della sua applicazione, in modo da non segnare la bellissima ed affascinante corteccia.

L’applicazione del filo per la modellatura dei rami vecchi risulta praticamente impossibile, essendo essi molto rigidi e legnosi.

CONCIMAZIONE
Poiché si tratta di una pianta vigorosa, soggetta per cui a continue germogliazioni, va concimata con regolarità e abbondantemente, preferendo concimi organici a lenta cessione, come l’Hanagokoro della Linea Bonsan oppure il Biogold. È consigliabile concimare una volta al mese in aprile e da agosto ad ottobre.

CURE
Si consiglia di effettuare dei controlli scrupolosi della pianta soprattutto durante la primavera e l’estate, quando il pericolo di malattie e attacchi è più alto.

Molto importanti per questa pianta, spesso oggetto di interesse da parte di parassiti di diverso genere, quali insetti, acari e cocciniglie, sono i trattamenti preventivi. È perciò fondamentale applicare costantemente interventi curativi-preventivi, in autunno e inverno, con solfuro di calcio (liquido jin) alla caduta delle foglie.

La principale caratteristica è il meraviglioso colore delle foglie autunnale e l’incantevole aspetto invernale che assumono grazie alla fine ramificazione

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agosto 15, 2025

Enkianthus è un genere di circa 10 specie di arbusti presenti nei boschi dall'Himalaya al Giappone

Posted By: Fausto Baccino - agosto 15, 2025


Questa specie particolarmente ornamentale soprattutto per le colorazioni vivacissime del fogliame che, in autunno, assume bellissime tinte gialle, rosse e scarlatte appartiene alla famiglia delle Ericaceae. In natura l’Enkianthus si sviluppa in forma di piccola pianta arborea o di arbusto con foglie alterne e caduche, addensate alle estremità dei rami. I fiori color bianco e a forma di campana pendente, si sviluppano in primavera. Si tratta di una specie rustica e quindi in grado di adattarsi a quasi tutti i tipi di terreno e di condizioni climatiche.

 

Enkianthus è un genere di circa 10 specie di arbusti prevalentemente decidui, presenti nei boschi dall'Himalaya al Giappone. L'Enkianthus campanulatus è la specie principalmente utilizzata per la coltivazione di bonsai, raggiungendo un'altezza di circa 5 metri nel suo habitat naturale. L'E. campanulatas ha foglie opposte di colore verde opaco, lunghe fino a 6 cm, che virano al giallo-arancio brillante e poi al rosso in autunno. È particolarmente apprezzato per i suoi racemi di 5-15 fiori campanulati giallo crema che sbocciano tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate. Esistono due varietà comunemente disponibili: 'albiflorus', a fiori bianchi, e 'Hiraethlyn', a fiori crema con venature rosso scuro.

 

Esistono altre specie di Enkianthus che hanno potenziale bonsai; l'E. perulatus è più compatto e ha foglie più piccole, quindi è più adatto a bonsai di piccole dimensioni. L'E. cernus var. rubens ha foglie leggermente dentate, lunghe fino a 5 cm, che diventano di un rosso porpora scuro in autunno e porta fiori rosso intenso.

 

Gli Enkianthus odiano il calcare (come i rododendri e le azalee) e vanno evitati i terreni calcarei/alcalini.

NOTE SULLA COLTIVAZIONE DEI BONSAI

POSIZIONE: Pieno sole in primavera e autunno, leggera ombra in estate. Resistente al gelo fino a temperature di almeno -5°C.

NUTRIZIONE: Somministrare un fertilizzante bilanciato ogni due settimane dopo la fioritura; occasionalmente è necessaria una sostituzione del fertilizzante con un fertilizzante a base di ericacee che bilancerà il pH del terreno.

RINVASO: Ogni anno in primavera, man mano che le gemme si sviluppano, utilizzare un terriccio standard, assicurandosi però che la sabbia o la pietra utilizzata nel terriccio siano ben lavate per garantire la rimozione di eventuali residui di calcare.

POTATURA: Dopo la fioritura, tagliare i nuovi germogli per dare loro forma durante la stagione vegetativa. Dopo la fioritura, è possibile effettuare una potatura drastica. Le cicatrici più grandi guariscono lentamente.

PROPAGAZIONE: Seminare a 18-21 °C a fine inverno o inizio primavera. Prelevare talee semi-mature in estate. Effettuare la margotta aerea a fine primavera o la margotta terrestre in autunno, da rimuovere la primavera successiva.

PARASSITI E MALATTIE: Le foglie senza problemi, anche se ingiallite, possono indicare clorosi dovuta alla presenza di calcare.

STILE: Forme informali e verticali con tronchi singoli o multipli, di dimensioni da piccole a grandi.

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agosto 08, 2025

L’Eleagno, frequentemente coltivato in forma bonsai, è popolare anche per le sue alte potenzialità

Posted By: Fausto Baccino - agosto 08, 2025

L’Eleagno, frequentemente coltivato in forma bonsai, è popolare non solo come specie da frutto, ma anche per le sue alte potenzialità proprio a livello bonsaistico. Ne esistono diverse specie, che maturano i frutti dalla tarda primavera all’autunno e tutte rappresentano un materiale splendido per la formazione. Tra queste l'Elaeagnus pungens è robusto e facile da formare. Se si considerano le foglie, i frutti, il tronco, tutto lo rende una specie particolarmente adatta per essere trasformata in un bonsai. Generalmente se si domanda ad un amatore come mai non coltivi l’Eleagno, la risposta più frequente fa riferimento alla difficoltà di vederli in frutto. Tuttavia sono alberi con caratteristiche spettacolari, come la corteccia che diventa quasi nera con la maturità, e che se curati adeguatamente danno grandi soddisfazioni anche nella fruttificazione. In arte bonsai, gli stili a cui maggiormente si adatta sono: eretto informale, inclinato, prostrato e a cascata. Oltre all’Elaeagnus pungens, specie di origine giapponese, le specie più diffuse nel nostro Paese sono l’angustifolia e la multiflora.

ESPOSIZIONE


Se posto in vaso non sopporta i climi rigidi, pertanto in inverno va collocato in un luogo riparato, garantendo una posizione luminosa e fresca, con temperature sopra i 2°C. Dalla primavera fino a settembre andrà collocato all’esterno: la posizione ideale è in pieno sole in un luogo ben ventilato, posizione che permetterà di prevenire anche i facili attacchi di afidi a questa specie.

ANNAFFIATURA


Durante la stagione vegetativa necessita di abbondanti annaffiature, che verranno diradate in autunno-inverno, facendo però attenzione che il terreno non arrivi mai ad inaridirsi. In caso di mancanza d’acqua le foglie cadono, perdendo di conseguenza anche i frutti che si formano a lato delle foglie stesse. In estate è necessario controllare scrupolosamente le annaffiature, poiché è una specie che necessita di molta acqua.

TERRENO


Uno dei composti utilizzabili per questa specie è costituito da: 80% akadama e 20% terra pronta, ma se lo scopo è quello di far sviluppare più rapidamente le radici, si trapianta ad intervalli di due anni in akadama pura.

RINVASO


Si effettua ogni 2/3 anni all’inizio della primavera sulle specie a foglia caduca, a tarda primavera (aprile-maggio) su quelle sempreverdi. Gli alberi di questa famiglia producono, come le leguminose, dei noduli benefici a livello di apparato radicale, che non bisogna potare: sono batteri Azoto-fissatori che vivono in simbiosi con la pianta.

POTATURA


La sua facilità di formazione è rappresentata dalla possibilità di intervenire tre volte all'anno con la potatura. Nella fase di formazione i rami vanno lasciati crescere liberamente, potandoli solo quando appariranno eccessivamente lunghi. È indispensabile applicare mastice cicatrizzante con ormoni sulle grosse ferite, in modo da non provocare ritiri di linfa ai quali l’Elaeagnus è soggetto. Fiorisce da maggio a settembre a seconda delle specie e porta i frutti fino ai mesi di ottobre-novembre, ma per ottenere la fruttificazione bisogna evitare la potatura nel periodo di riposo invernale, rinviandola alla fine della primavera. Per riuscire ad avere un’abbondante fioritura l’anno successivo, si pota la pianta dopo la fioritura e un’altra volta alla fine dell’estate. Se si coltiva la varietà pungens, è possibile intervenire con la potatura praticamente in qualsiasi momento dell’anno.

PINZATURA


Le gemme da fiore si formano generalmente sui rami corti, pertanto la coltivazione sarà rivolta all’ottenimento di una grande quantità di questo tipo di rami. In primavera ed in estate si accorciano i nuovi germogli mentre si sviluppano. Generalmente si riduce ad un paio di foglie quando il germoglio presenta otto foglioline nuove. Se defogliato in giugno, non forma i fiori sulle specie a fioritura più tardiva. Quando si desidera presentare il proprio esemplare ad un'esposizione conviene limitarsi perciò alla pinzatura dei germogli.

AVVOLGIMENTO


La pratica dell’avvolgimento su questa pianta può essere eseguita tutto l’anno, in quanto i rami dell’Elaeagnus sono flessibili anche in inverno. Si tratta di una peculiarità che rende quasi nulli i pericoli di rotture durante l’applicazione del filo.

CONCIMAZIONE


Si fertilizza in primavera ed in autunno con concime organico a lenta cessione tipo aburukasu della linea Bonsan. Garantirle un nutrimento costante significa riuscire a stimolare efficacemente la fioritura e la fruttificazione. Utilizzare un concime a base di polvere d’osso è un piccolo trucco per ottenere più facilmente i frutti. Durante i mesi più caldi e quelli invernali, momenti in cui l’attività della pianta è ridotta, non si concima.

CURE


È soggetto soprattutto agli afidi, che compaiono sulle cime tenere dei germogli, alla cocciniglia e alla fumaggine. Si tratta comunque di patologie che si riescono a debellare senza problemi, se si agisce prontamente utilizzando i prodotti specifici.
Questa pianta molto resistente, che cresce rigogliosa dando un piacevole senso di natura selvaggia, è caratterizzata da una grande ricchezza di rami e di foglie. In maggio-giugno si ricopre di fiori penduli a campanula, che saranno poi sostituiti da deliziosi frutti commestibili di color ruggine all'inizio dell'autunno. Esistono sia varietà a foglia caduca che sempreverde.

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agosto 01, 2025

La coltivazione del Diospyros kaki come bonsai è relativamente facile.

Posted By: Fausto Baccino - agosto 01, 2025

Il Diospyros kaki come bonsai

Sono soprattutto i Cachi selvatici che portano i frutti del tipo astringente ad essere utilizzati per la coltivazione come bonsai, e nel nostro Paese essi sono particolarmente diffusi nei boschi del centro. La sua formazione non è difficile e risulta anche piuttosto semplice da seguire nel suo processo di crescita. Per questi motivi, è particolarmente consigliato ai principianti e ai bonsaisti meno pazienti, poiché, se curato adeguatamente, offre soddisfazioni in brevissimo tempo: si riesce a farlo fruttificare in un anno o due dalla coltivazione in vaso. Per conferirgli, invece, il carattere che solo un bonsai maturo riesce ad esprimere, saranno necessari anni di lavorazione e applicazione delle tecniche. Una delle qualità di questa specie è la possibilità di poterlo coltivare in numerosi stili tra i quali: eretto, cascata, litterati, due tronchi, tronco multiplo, a zattera e a bosco.

Esposizione.

La posizione ideale per questa specie è quella ventilata e soleggiata. Anche durante l'estate, il Diospyros kaki non ha bisogno di particolare protezione: solo nel caso in cui non si abbia la possibilità di controllare costantemente lo stato della terra è consigliabile ombreggiarlo. Nei mesi invernali, non vanno adottate particolari precauzioni, ad eccezione dei momenti in cui la temperatura scende sotto lo zero: in questo caso è necessario collocare l'albero in un luogo riparato, in modo che la terra non geli.

Annaffiatura.

Il Diospyros kaki necessita, per il proprio sviluppo, di abbondante acqua, soprattutto durante il periodo di fioritura. È bene annaffiare, accertandosi dello stato della terra, poiché va bagnata solo quando risulterà leggermente asciutta al tatto.

Terreno.

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 80% di akadama e 20% di sabbia.

Rinvaso.

Il periodo migliore per trapiantare questa specie è la primavera, prima del risveglio vegetativo. La frequenza con cui effettuare il trapianto è ogni 2-3 anni; superata la fase di crescita, a causa del rapido sviluppo delle radici, è meglio operare ogni anno.

Potatura.

Per quanto riguarda questa operazione, vanno tenuti presenti gli obiettivi per cui viene applicata: se lo scopo è la formazione dei rami, la potatura dovrà essere effettuata da ottobre a febbraio, successivamente alla caduta delle foglie; nel caso in cui invece l'obiettivo riguarda la fruttificazione, nel mese di giugno, quando i frutti interrompono la loro crescita, si potano i rami, selezionando quelli che si intende lasciare. È sempre meglio intervenire sui rami giovani, poiché quando raggiungo i 15-20 cm di lunghezza, diventano estremamente rigidi.

Pinzatura.

Poiché il Caco, diventa particolarmente affascinante nel momento in cui porta i suoi frutti, l'obiettivo primario della pinzatura è quello di ottenere il maggior numero possibile di gemme da fiore. Il metodo migliore consiste nel pinzare a due gemme il ramo, ogni volta che ne presenta quattro, durante il periodo vegetativo.

Avvolgimento.

Due sono i periodi ideali per applicare il filo sul Caco. Se è necessario curvare grossi rami, il momento migliore è l'autunno, quando le foglie cominciano ad ingiallire. Il filo va applicato, facendo attenzione a non schiacciare nessuna gemma. Si tenga presente che i rami di questa pianta sono piuttosto fragili, quindi è meglio provvedere alla piegatura in due tempi: inizialmente si curva leggermente e dopo due/tre giorni si completa la curvatura. Generalmente, il filo verrà rimosso dopo la fioritura dell'anno successivo. Se invece occorre modellare le nuove vegetazioni, si opera in giugno, prima che si lignifichino: si riuscirà a dare forma ai rami senza sforzo e senza correre rischi di rottura. Non appena il filo inizia ad incidere la corteccia, occorre toglierlo.

Concimazione.

Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

Cure.

Se si esclude la cocciniglia, non è particolarmente soggetto a malattie. In ogni caso, per evitare che, come tutti gli alberi da frutto, venga attaccato da funghi e virus è importante effettuare periodicamente dei trattamenti preventivi.

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luglio 25, 2025

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti.

Posted By: Fausto Baccino - luglio 25, 2025

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti e per la forte dinamicità del suo tronco. Inoltre, essendo un albero vigoroso e robusto, risulta piuttosto semplice da formare. Gli stili a cui meglio si adatta sono: eretto, inclinato, prostrato, a cascata, a 2 tronchi, a ceppo comune, a tronco multiplo, a zattera e a gruppo.


ESPOSIZIONE


Ama essere esposta tutto l’anno in pieno sole.

 

ANNAFFIATURA


Durante la stagione vegetativa deve essere quotidiana. In particolar modo si abbia cura di controllare meticolosamente le annaffiature dopo la fioritura, poiché la causa principale della perdita dei frutti, quando sono ancora immaturi è proprio la mancanza d’acqua.

TERRENO

 

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: 90% akadama e 10% terra pronta

 

RINVASO


Il rinvaso si effettua ogni due-tre anni in primavera.

 

POTATURA


L’obiettivo principale della potatura degli apici dei rami di questa specie è quello di deviare l’energia di crescita concentrata nelle zone periferiche, verso l’interno, in modo da stimolare la formazione di gemme. Questo intervento, quando necessario, si effettua in primavera.

 

PINZATURA


Durante la fase di formazione dei rami, che può durare anche qualche anno, non ci si deve preoccupare della comparsa dei fiori, ma pinzare ogni qual volta serve per far ramificare i nuovi germogli. Superato questo periodo, bisognerà concentrarsi sulle gemme da fiore, rinviando ogni pinzatura dei nuovi germogli alla fine di giugno, lasciando solo un paio di internodi, allo scopo di conservare le gemme da fiore.

 

AVVOLGIMENTO


Si applica il filo sui rami allo scopo di abbassarli.

 

CONCIMAZIONE

 

Alla fine della fioritura, dopo la potatura, somministrare Concime Stimolante Bonsan unito a Concime Organico Liquido Bonsan per 3 volte ad intervalli di 8-10 giorni. Tale concimazione può essere sostituita da una somministrazione di Concime Stimolante Bonsan più Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro per 2 volte ogni 15-20 giorni. Negli altri periodi utilizzare il Concime Organico Liquido Bonsan ogni 15 giorni fino ad ottobre, oppure Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro ogni 15-25 giorni, escludendo il periodo di luglio e agosto. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.
CURE


È soggetta soprattutto a muffe e marciume.

In arte bonsai, la Cydonia è molto apprezzata per la bellezza dei suoi frutti e per la forte dinamicità del suo tronco

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luglio 18, 2025

Bonsai di Baobab africano e ciliegio nero!

Posted By: Fausto Baccino - luglio 18, 2025

Ciao a tutti, cosa posso dirvi? Il mio hobby preferito è coltivare degli splendidi bonsai e sapere quanto stanno bene!

Ecco il mio ciliegio nero che cresce benissimo, ho intenzione di farlo crescere tagliando i rami e lasciando solo le foglie alle estremità, buona idea?

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I miei due salici stanno crescendo molto bene e tra un anno o due dovrebbero crescere di nuovo robusti e frondosi!

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Splendido albero di Boaobab africano che sta davvero bene, ora che sta per entrare l'inverno, questi stagneranno e perderanno le foglie fino alla primavera, attualmente ne ho 3 di questi adorabili alberi

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Sopra e sotto il mio epico Fever Tree, così come un'altra acacia (Thorn Tree) e il delizioso Boabab africano del mio piccolo Jesse!

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Qui abbiamo il mio albero leopardo, uno dei miei preferiti, che promette di diventare un albero straordinario una volta maturo; l'altro è un adorabile albero della fortuna!

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Allora, cos'è questo? L'ho piantato da un seme che ho trovato in giardino, ma non ho idea di cosa sia. Qualche idea? Mi piace comunque!

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La natura è incredibile!

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aprile 08, 2025

La Cryptomeria è un simbolo del Giappone, venerato come sacro per il suo aspetto maestoso e la sua longevità.

Posted By: Fausto Baccino - aprile 08, 2025

La Criptomeria è molto ricercata come specie bonsai grazie alla sua chioma ed al suo portamento. Anche se può essere formata in diversi stili, eretto formale, su roccia, a doppio tronco e a tronco multiplo, quello a cui meglio si adatta è sicuramente il formale poiché ricalca proprio la tipica forma di crescita della Cryptomeria. La sua tendenza a crescere diritta è talmente marcata che anche avvolgendone il tronco per curvarlo, presto riprenderebbe la posizione verticale. Il suo sviluppo verticale è garantito da un nebari particolarmente forte; la pianta stessa è molto vigorosa, in continua crescita dalla primavera all’autunno, compresa l’estate. Questa caratteristica, se da un lato comporta una facile coltivazione, dall’altro fa perdere facilmente all’albero le giuste proporzioni e perciò è necessaria una costante attenzione nella modellatura. La grande popolarità che riscuote fra gli appassionati dell’arte bonsai riguarda soprattutto la sua velocità di sviluppo, grazie alla quale la Cryptomeria raggiunge un buono stato di maturità in pochi anni. Si tratta di una caratteristica che si può riscontrare anche osservandone la corteccia che rapidamente assume un magnifico aspetto vetusto e rugoso.

ESPOSIZIONE

Questa specie ama situazioni di caldo e umidità, ma gli esemplari più giovani non sopportano il sole diretto intenso. In climi particolarmente secchi, la posizione più adatta è a mezzombra, mentre in climi freddi è bene proteggere la pianta in inverno collocandola in serra fredda o in un luogo riparato, ma non riscaldato. In nessun caso, comunque, deve essere sottoposta a gelate continue. Va considerato inoltre che le piante adulte, contrariamente a quelle giovani, amano essere esposte in pieno sole poiché esso favorisce lo sviluppo di un fogliame minuto e compatto.

ANNAFFIATURA

Generalmente richiede annaffiature più frequenti rispetto alle altre specie sempreverdi; in estate può essere necessario bagnare anche 3, 4 volte al giorno, tenendo presente che, dalla primavera all’autunno, necessita costantemente di cospicue somministrazioni d’acqua. Anche in inverno però non bisogna trascurare di garantirgli l’indispensabile grado di umidità, intervenendo regolarmente sia sulla parte aerea attraverso la nebulizzazione degli aghi, sia sul terriccio con l’annaffiatura, evitando di farlo seccare completamente.

TERRENO

Il composto più adatto a questa specie è costituito da: akadama 70%, terra pronta 20% e sabbia 10%.

RINVASO

Poiché la Cryptomeria produce radici nuove in abbondanza, il trapianto è molto semplice e non comporta grossi rischi. Si interviene una volta ogni 2-3 anni per gli esemplari in formazione ed ogni 3-5 anni per quelli più maturi, sempre a metà primavera.

POTATURA

Visto che lo stile tipico di crescita della Cryptomeria è l’eretto formale, significa che la collocazione dei rami lungo il tronco è ben definita: ramificazione alternata, a destra e a sinistra, rami posteriori a partire dal primo ramo e frontali nell’ultimo terzo superiore dell’albero. Praticata la prima potatura di formazione, con la quale si modella la struttura di base, raramente capiterà di dover potare dei rami importanti; tuttavia se fosse necessario, si usi pasta cicatrizzante per evitare fuoriuscite di linfa, ricordando che l’epoca migliore in cui intervenire è la fine dell’inverno. Per quanto riguarda la potatura di mantenimento, è bene tener presente che questa pianta tende a crescere compatta, producendo un’infinità di germogli e foglie secche all’interno: per modificare questo processo naturale, è necessario sfoltire costantemente i rami, separando i palchi di vegetazione, in modo che ogni ramo possa risultare chiaramente delimitato e la luce riesca a raggiungere anche le zone più interne.

PINZATURA

La pinzatura è il lavoro più importante per questa specie e si pratica durante tutto il periodo di crescita, all’incirca fino alla fine di settembre. L’obiettivo è quello di ottenere rami sufficientemente folti e distribuiti a palchi. L’intervento deve essere effettuato solo utilizzando le dita, strappando la cima di ciascun germoglio; in nessun caso si utilizzino le cesoie, altrimenti le punte tagliate seccano. Prima di procedere indiscriminatamente con questa operazione, bisogna considerare che con la pinzatura si mantiene una buona silhouette della pianta, ma se ne rallenta lo sviluppo, di conseguenza se è necessario far ingrossare un ramo ci si deve astenere dal pinzarlo.

AVVOLGIMENTO

Si tratta di una tecnica che si applica solo in fase iniziale per correggere il tronco o collocare i rami nella posizione adeguata, tenendo presente che il periodo migliore in cui intervenire va dalla tarda primavera all’autunno. In seguito, poiché i rami diventano molto densi, l’avvolgimento sarà piuttosto difficile da applicare: se fosse assolutamente indispensabile, converrà ricorrere all’impiego di tiranti.

CONCIMAZIONE

Da aprile all'inizio di luglio, somministrare ogni 15 giorni il Concime Liquido Organico Bonsan insieme al Concime Stimolante Bonsan, oppure, una volta al mese, Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro più il Concime Stimolante Bonsan. Dalla fine di agosto ad ottobre fertilizzare ogni 15 giorni con Concime Liquido Organico Bonsan o con Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro. Due volte all'anno (in autunno e a fine inverno) somministrare Bonsan Concime Solido Organico Hanagokoro; 3-4 volte all'anno è opportuno intervenire anche con la Soluzione Curativa Minerale Bonsan. Per stimolare la radicazione, utilizzare Concime Fluido Organico Minerale con vitamine B Bonsan al posto del Concime Liquido Organico Bonsan.

 

CURE

Le patologie che più frequentemente interessano questa specie sono il ragnetto rosso e la cocciniglia. Per entrambe, la soluzione consiste nell’utilizzo di un acaricida e di un insetticida sistemico, mantenendo l’albero pulito da aghi secchi. Tendenzialmente non subisce attacchi da parte di funghi se il composto è caratterizzato da un drenaggio adeguato e se la collocazione è in un luogo ben ventilato.

Nei paesi d'origine, Cina e Giappone, questa confiera ad alto fusto dal tronco rugoso e dalle foglie aghiformi, perenni, che diventano rosse in inverno, raggiunge i 60 metri d'altezza. Con la coltivazione a bonsai è possibile miniaturizzare questa pianta senza ridurne la suggestione: infatti nei boschetti di Cryptomeria si crea uno scorcio di bosco montano, mantenendone integra la magia.

fonte

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dicembre 24, 2024

Nonostante tutte le spine, il biancospino è un amico del bonsaista

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 24, 2024

l biancospino o Crataegus è una pianta fantastica per fare bonsai.

E' di facile coltivazione e perdona gli eventuali errori emettendo molti germogli che possono essere selezionati come nuovi rami. I bruschi cambiamenti di direzione di crescita, le caratteristiche della corteccia e le foglie piccole ne fanno una varietà molto adatta alla coltivazione bonsai.

La crescita bizzarra che cambia direzione di almeno 90 gradi è una delle caratteristiche principali- Il metodo del taglia e lascia crescere è molto efficace su questa specie, ma spesso è difficile indovinare il punto esatto da cui nascerà il germoglio.

Le ferite grandi impiegano un po' di tempo per cicatrizzare, quindi se vi trovate a dover lavorare su un biancospino, la stagione migliore è la primavera.

Consiglio di applicare del mastice cicatrizzante su ogni ferita che si provoca dopo la potatura. Noterete che se potate regolarmente, la vegetazione continuerà a svilupparsi per tutta la stagione vegetativa.

I primi germogli che si sviluppano in primavera non devono essere necessariamente potati subito in quanto non tendono ad ingrossarsi rapidamente, tuttavia i germogli delle piante più giovani dovrebbero essere potati a 2 o a 5 foglie a seconda della lunghezza che si vuole ottenere del ramo. Se si tratta di una pianta matura la potatura deve essere più precoce per mantenerne la forma.

Se si fila si deve fare attenzione, i rami più spessi non sono molto flessibili, conviene quindi concentrarci sui rami più giovani.

I rami più grossi possono essere modificati aiutandosi con dei tiranti, ma si deve usare della gomma a protezione in modo che il filo non segni la corteccia. Dato che il biancospino non ingrossa velocemente il filo può essere lasciato più a lungo del solito.

Biancospino, la specie.

Nome comune: Biancospino
Genere: Crataegus
Famiglia: Rosaceae
livello tecnico:Da neofita ad esperto.
Substrato:Mediamente ricco e ben drenato, con il 50% di lapillo o Kiryu
Fiori: Bianchi, fioriscono a mazzetti in primavera.
Frutti: Bacche. I biancospino
forniscono cibo e riparo a molte specie di uccelli e mammiferi ed i fiori sono importanti per molti insetti.
Foglie:Le foglie della maggior parte delle varietà hanno margini lobati o seghettati e molte hanno forme diverse.
Corteccia: Grigia e liscia sugli alberi giovani, con il tempo sviluppa fessure dai bordi netti. Gli aghi sono piccoli ed acuminati e crescono sui rami e sul tronco, di solito lunghi 1 - 3 cm.Analisi della pianta

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dicembre 22, 2024

Il ginepro sabina è una specie con radici poderose che sono in grado di crescere tra le rocce

Posted By: Fausto Baccino - dicembre 22, 2024
ginepro sabina

 

Il ginepro sabina (Juniperus sabina), fa parte della famiglia delle Cupressaceae, è un cespuglio di dimensioni variabili e dalla vegetazione fine.

Il colore della sua corteccia è marrone tendente al rosso e la sua vegetazione ha un odore pungente caratteristico.

Le sue radici poderose sono in grado di crescere tra le rocce. In natura si può trovare questo cespuglio sui pendii soleggiati delle montagne, nei boschi con terreno pietroso o sui dirupi.

Il ginepro sabina (Juniperus Sabina) è un albero di montagna nativo del centro e del sud dell'Europa e dell'Asia occidentale e centrale, cresce ad altitudini di 1,000-3,300 m SLM (sul livello del mare) dalla Spagna alla Siberia orientale. Durante il periodo invernale la neve schiaccia i cespugli a terra, rompedone i rami e spaccando la corteccia.

Con il passare degli anni la nuova vegetazione che cerca la luce del sole subirà lo stesso trattamento negli inverni successivi. Tuttavia la neve non è l'unica avversità a cui i ginepri devono andare incontro, le pietre che franano ed i venti sono altri fattori che contribuiscono alla creazione delle loro forme eccentriche ed estreme.

La facilità con cui lo si trova in natura, rende il ginepro una pianta perfetta per la coltivazione Bonsai.

Gli aspetti positivi di questa pianta che mi hanno ispirato sono molti, in particolare la struttura del legno secco considerata come una cosa in continuo cambiamento e non semplicemente come una massa di materia senza vita. Il legno, così come la vegetazione e gli spazi vuoti, è un elemento essenziale nei miei progetti.

Come realizziamo e scolpiamo un bonsai?

Osservando gli alberi sui dirupi delle zone montane. Quando un ramo si stacca dal tronco si porta via anche una porzione di legno mettendo in risalto le fibre naturali e ferendo la corteccia, uno shari naturale.

La caratteristica principale di questo ginepro è la quantità di legno secco ed il numero dei jin presenti. Questo aspetto un po' lugubre ha ispirato il nome della pianta: l'Arcigno.
E' stato affascinante scoprire come, strato dopo strato, la bellezza e le proporzioni tra legno secco e vene vive veniva rivelato. A causa delle condizioni atmosferiche avverse parte del legno secco era marcito

La trappola


I giapponesi hanno codificato la natura definendo una lista di stili bonsai. Possiamo far riferimento a queste regole o seguire le nostre idee in modo da arricchire 'l'arte bonsai'. Se scegliamo questa seconda opzione dobbiamo stare attenti, è fin troppo facile cadere nella trappola della banalità data dal 'l'importante è che sia diverso'. L'arte d'avanguardia si fonda su alcune regole tradizionali sfruttandone i principi.

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