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ottobre 18, 2008

Criteri di coltivazione

II primo requisito per avere successo nel bonsai è probabilmente una buona cono­scenza della fisiologia vegetale.

Bisogna sa­pere come vivono e crescono le piante per essere in grado di 'gestirle' nel modo miglio­re. Molte di queste conoscenze possono es­sere acquisite attraverso gli errori, ma certo i suggerimenti e la competenza degli esperti possono aiutarvi a evitare alcuni inconve­nienti.

Le note che seguono vanno intese più come suggerimenti che come regole im­mutabili. Esse possono essere modificate, per adattarle alle singole situazioni ambien­tali. In altre parole, fate affidamento prima di tutto sul vostro buon senso.


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Il terriccio bonsai
L'importanza del terriccio bonsai spesso è sottovalutata o fraintesa: in effetti è forse l'e­lemento fondamentale nella coltivazione bonsai. Alcuni piantano i loro bonsai in un terreno ricavato direttamente dal giardino, mentre altri usano all'opposto solo substrati artificiali. Il meglio, come sempre, sta a metà fra i due estremi.

Tutti i giardinieri sanno che se un terriccio è troppo pietroso o sabbioso, oppure se è troppo ricco di torba e di argilla, non è certo l'ideale per le piante. In realtà una sorta di argilla sabbiosa è generalmente considerata come il substrato ideale, perché offre un buon drenaggio ed è allo stesso tempo capa­ce di trattenere una sufficiente quantità di umidità.

Inoltre il terriccio deve contenere un'ade­guata quantità di sostanza biologica o hu­mus che consente la vita di importanti e be­nefici microrganismi e un sufficiente nutri­mento per le piante.
Questa natura del terreno, espressa in ter­mini così vaghi, può essere interpretata in molti modi. In ogni caso, un accettabile ter­riccio per bonsai dovrebbe consistere in un miscuglio relativamente omogeneo di argil­la, torba e sabbia, al quale andrà mescolato un po' di fertilizzante. L'importanza di un buon drenaggio non sarà mai sufficiente­mente ribadita, poiché le radici hanno biso­gno di aria: la presenza stessa di sabbia grossolana nel terriccio bonsai dovrebbe ga­rantire una buona ventilazione.

Un buon terriccio è quello in cui i vari com­ponenti si trovano in un corretto equilibrio. Le loro proporzioni comunque possono cambiare a seconda della specie dell'albero che vi si coltiva. Pini e ginepri vivranno bene in un terriccio fatto con molta sabbia; rodo­dendri e azalee amano un terriccio ricco di torba o composta, mentre le piante da fiore, come il glicine o il melo, necessitano di abbondante argilla.

Fertilizzanti
Tutte le piante devono essere fertilizzate per crescere in buona salute: i bonsai non fanno eccezione. Vivendo in un volume così limitato di terriccio, ne hanno semmai ancor più bisogno. Il segreto per fertilizzare cor­rettamente il bonsai è fornirgli piccole quan­tità di fertilizzante a brevi intervalli, ma solo durante il periodo vegetativo (normalmente dal principio della primavera al principio dell'autunno).

Il fabbisogno nutritivo delle differenti specie può variare moltissimo. Le conlfere possono essere nutrite per un periodo molto lungo, come dire dalla primavera precoce all'inizio dell'inverno, mentre le piante decidue do­vrebbero essere fertilizzate solo quando hanno le foglie, cioè dall'inizio della prima­vera a metà autunno.

In linea di massima, comunque, tutte le va­rietà di alberi dovrebbero essere fertilizzate con un concime ad alto contenuto di azoto durante la prima parte della stagione vege­tativa e con un fertilizzante a basso conte­nuto di azoto, ma ricco di potassa, durante l'ultima parte dello stesso periodo: questa è una regola fondamentale che dovrebbe es­sere applicata senza eccezioni. Esistono in commercio numerose marche di fertilizzan­ti e non è necessario qui elencarle tutte.

Tutto ciò che occorre sapere è che un ferti­lizzante piuttosto ricco di azoto, come un 10-10-10 o addirittura uno non specifico co­me un 7-1-7, è una buona formula da usare durante la primavera e l'inizio dell'estate; un concime ricco di potassa, come un 4-7-10 o un 4-10-10, è invece migliore durante la tar­da estate e l'inizio dell'autunno: aiuta infatti il bonsai a formare una buona resistenza al freddo dell'inverno.


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Non è consigliabile l'uso di un fertilizzante ricco di azoto dopo la me­tà dell'estate, poiché questo promuove la formazione di una vegetazione troppo piena di linfa e rischia di ridurre la capacità dell'al­bero di resistere al gelo. Un concime indicato per pomodori o rose, che contiene potassa e magnesio, è ideale per le varietà da fiore, poiché aiuta la for­mazione di gemme che fioriranno e fruttifi­cheranno l'anno successivo. Questo tipo di fertilizzazione dovrebbe essere eseguito verso la fine dell'estate o all'inizio dell'au­tunno.

Per il bonsai si potrebbe usare, in pratica, qualsiasi tipo di concime, a condizione che la concentrazione sia ridotta. In linea gene­rale tutti i fertilizzanti dovrebbero essere usati a una concentrazione che sia metà o addirittura un quarto di quella consigliata dal fabbricante. Ci sono tre tipi di fertiliz­zanti: a lenta cessione, granulare o polvere, liquido.

Quelli a lenta cessione si mescolano al terric­cio ed evitano di dover intervenire in segui­to con altre fertilizzazioni, mentre i concimi a rapida azione (come quelli fogliari) posso­no servire per integrare una concimazione normale.

I fertilizzanti granulari o in polvere vengono sparsi sulla superficie del terriccio in modo da sciogliersi nello stesso ogni volta che si bagna il bonsai. I concimi liquidi vanno dilui­ti con acqua. Non si deve assolutamente usa­re un concime liquido concentrato. Quando si innaffia un bonsai con un fertilizzante liquido è buona norma porre il vaso in una bacinella, in modo da recuperare il liquido in eccesso.

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A proposito dell'autore: Fausto Baccino

Un bonsai non è semplicemente una pianta. È una filosofia, un simbolo d’armonica condivisione con la natura. È un essere vivente sul quale vanno riversate tante attenzioni. Alcuni ritengono che per curarne uno sia necessario essere sereni con se stessi, in armonia con la natura.

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